What’s your price

PUBBLICATO IL 19 luglio 2007

Quanto sei disposto a pagare? (Titolo originale “What’s your price?”)
Talvolta è facile aver la sensazione che ciò che accade in una scena di tango (momento di tango) sia più divertente, drammatico, allegro, shockante e, spesso, più incredibile, ma in pratica più veritiero, di quel possiamo trovare, in genere, nelle peggiori Soap-Opera TV o articoli di testa dei nostri “Tabloid” di fine settimana. OK! Potremmo affermare che le persone, che vi sono coinvolte, non sono i soliti attori, celebrità, esperti, in cerca di 15 minuti di “fama”: ciononostante nessuno ha motivo di lagnarsi, perché, chi è in ballo, sta lavorando sodo e dando davvero il massimo di sé!
Le trame, i fili narrativi, sono ovviamente complessi e succosi e, se qualcuno è “tosto” e lungo da afferrare, al punto di doverci star sopra/attorno pazientemente, ma, qualora ci riusciamo, inizieremo ad apprendere il “chi-è-chi” della nostra scena di tango; la nostra capacità di scorgere l’intreccio di quei fili narrativi sarà solo una questione di tempo: tutto si dispiegherà proprio sotto i nostri occhi.
Come avviene per ogni buona trama, qui c’è garanzia di un’infinità di combinazioni possibili tra i fili: competitività, gelosia, invidia, mediocrità, rompicapo mentali e reali, inganno, tradimento, abuso di alcol e droghe, spionaggio commerciale, complotti, alleanze(più o meno etiche), bullismo, dolori e torture fisiche, fallimenti e successi professionali, fusioni emotive (il fondere il motore), crolli nervosi (andare a pezzi, dar giù di testa), fratture relazionali, storie d’amore proibite, mire amorose irraggiungibili e molto altro.
Gli incidenti di percorso, quelli che non hanno niente a che spartire coi fili narrativi principali del “racconto”, non sono mai le vere cause “strappa-lacrime”, ed è tristemente così nonostante la loro frequenza e numeri.
Possiamo sentirci dispiaciuti per le vittime, e dire a noi stessi “che esse, le vittime, sono perlopiù gli innocenti, i disinformati, gli sprovveduti”. Alcuni potrebbero non essere d’accordo ed insistere nel dire “questo non è sempre vero”.
“A fine giornata, tutti pagano un prezzo che possono permettersi (di pagare): tutti sono fin troppo disposti a stare alle regole (del gioco)!”, questo è quel che direbbero il croupier o il guardiacaccia. L’innocenza è presto persa, non appena la ruota comincia a girare, il gioco comincia, la musica suona ed inizia il ballo.
Questo è l’esterno. Per favore venite da questa parte! Se vi va di addentrarvi nell’avventura, vedrete che questa è la vita, che “questo è il tango”, ossia il luogo in cui “piacere e dolore” si fondono, allorché le emozioni sono a nudo, spoglie per esser viste da tutti. Un insieme impressionante ed accarezzante di “ego”: di esami di percezioni del sé, scavando dentro le nostre ed altrui paure, assaporando la passione cruda dei nostri bisogni di creatività e la consapevolezza dei propri limiti, mentali & fisici, sfidando/invitando altri a condividere le proprie lacune: per ricambiare (e insistere nel farlo) – oppure lottare per rifiutarli – i regali/doni del contatto e dell’intimità senza porre domande sul tempo o il luogo, vivendo in alcuni piccoli momenti nei quali il resto della vita può essere gettato nell’abbondanza; inspirando, espirando, ricominciando a vivere in quelle opportunità spesso perse che esistono soltanto in quello superficie/spessore di tempo, tanto sottile, che si chiama “ora (adesso)”.
Questa è la vita, questo è il tango.
Quanto sei disposto a pagare per entrare in partita e giocare?

(preso e tradotto da Pietro Adorni, alla meglio, sudando sette camicie, ma forse ne valeva la pena… da http://24tango.blogspot.com / )

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1 commento

  1. MilongaCat ha detto:

    Dear Friends,

    I would like to thank you all for translating this and posting it here.

    It is a pleasure to see that others may enjoy reading it too.

    Wishing you the friendliest embraces in tango of life,

    MilongaCat.

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