Caldo d’altri tempi

PUBBLICATO IL 30 luglio 2007

Si racconta (Todotango) che il giorno in cui Gardel incise Madreselva con Canaro, fosse primavera, però nello studio della compagnia Odeon dove si registrava, faceva un caldo da sembrare estate. Ovviamente non potevano accendere il ventilatore e l’aria condizionata, silenziosa, non esisteva. Tutti gli orchestrali erano imbevuti di sudore. E anche Gardel.

Studio di registrazione Odeon

Gardel non resistendo al caldo e si tolse la giacchetta. Poi il gilet. Passo dopo passo si tolse anche la camicia che lo stava asfissiando. Dopo la camicia partirono i pantaloni e le calze. Per ultime partirono anche le mutande! peccato non avere una foto 😉
Dunque el Zorzal (così era soprannominiato) rimase solo con le scarpe e gli occhiali che usava tenere per  leggere le parole, in piccola scrittura, sulla partitura.
Giusto giusto in quel momento entrò nella sala di registrazione il tecnico, un tedesco, a detta di Canaro, austero e precisino, che era il capo dello studio di registrazione e che sempre tormantava tutti gli artisti con le sue pignolerie. Al vedere il cantante in un simile stato, lo riprese seriamente
– Però signor Gardel , cosa vorrebbe dire tutto questo!
E Gardel, con gran soddisfazione gli rispose:
-Questo vuole dire, caro il mio vecchietto, che non devi fare tanto il santarello, perchè mi hanno confidato che anche tu in Germania eri piuttosto “navigato”!
L’orchestrà si scompisciò in una risata fragorosa. Il tecnico, quasi inciampando scappò veloce e senza salutare.

Gradel canta alla radio

Diciamo che si divertivano con poco! (ma forse è colpa della traduzione, perchè sicuramente i termini usati sono più “coloriti”)
Un fresco saluto
Chiara

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