Fabrizio de Andrè

PUBBLICATO IL 1 agosto 2007

Tutti conosciamo il noto cantatutore italiano perchè ci ha regalato delle vere e proprie poesie in musica. Ho ripensato a lui dopo aver scritto il post “Fumando espero” perchè anche lui era un gran fumatore, innamorato delle sue sigarette (nella foto ne ha una in bocca e una in mano!)

De Andrè in una foto del 1960

Probabilmente senza fumo non avrebbe fatto la fine che ha fatto, ma sicuramente non ci avrebbe regalato le splendide interpretazioni legate alla sua voce annebbiata dal fumo.

De Andrè aveva una cultura musicale molto grande e come tutti i cantautori era in continua ricerca di ispirazioni nelle varie forme della musica internazionale. Sul suo cammino non poteva non incontrare il tango: storie di emarginati, di marginali, quelli che a lui piacevano tanto. In vita scrisse con Roberto Ferri un brano in lunfardo, il “dialetto” del tango. Dopo la morte del cantautore, la moglie Dori Ghezzi ha deciso di regalare questo brano a Celentano. E Celentano ha inserito Lunfardia nell’album C’è sempre un motivo, dove, pare, sia una delle poche perle del disco. Vi riporto il testo che potete leggere mentre ascoltate il brano.

Lunfardia (Ascolta–>>)

Ella vive el dìa en San Telmo
en la Boca de noche està
allà la llaman bacana
aquì busca aunque abrochada està
en sus pasos el tango
en la bocha un clavo pà doblar
bajo una luna portena
bamboleando su martona va.

[Què harìas vos
de este viento que
le sube de las piernas
hasta el corazòn.

Què herìas vos
de esto ojos negros que
se abotonan bien
con ella y con la noche.]

Etos hombres borrachos
que le hablan siempre de ellos
con lengua de tabaco
ellos abren pronto asì sus labios
por cada escarcha que cae
una rosa abierta ella cultiva
hasta que le escupen polvo de oro
que en el profundo centro de su deseo cruel arriba

[…]

Cuando su fulano
aquel chanta se fue
la regadera al suelo
come una taza se cajò
aun mina fiel
hasta que se mueva el dìa
bajo as estrellas es turra
en esta cegante noce de Lunfardia

[…]

Un caro saluto
Chiara 

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3 commenti

  1. Giacomo ha detto:

    “Probabilmente senza fumo non avrebbe fatto la fine che ha fatto, ma sicuramente non ci avrebbe regalato le splendide interpretazioni legate alla sua voce annebbiata dal fumo.”

    forse volevi dire…

    “Sicuramente senza fumo non avrebbe fatto la fine che ha fatto, e probabilmente sarebbe ancora qui a regalarci nuove interpretazioni e nuove canzoni”.
    Darei fuoco all’intera industria del tabacco. Se penso che senza di loro, a quest’ora avrei qui almeno un paio di dischi in più di Fabrizio De Andrè…

    …se solo avesse capito in tempo che nella sua voce, annebbiata dal fumo non c’è proprio nulla di buono e di romantico.
    Solo presagi. Tristi presagi.

  2. roberta ha detto:

    ma la sua voce non era annebbiata dal fumo

  3. Duliano Ergassia ha detto:

    Ma come si fa a giustificare alcool, fumo, droghe. Come si fa a pensare che si scriva meglio da ubriachi, che si canti meglio da drogati. Come si fa a pensare che ciò che uccide ti possa migliorare. Mente e corpo sono una cosa sola. Dobbiamo rispettare ciò che abbiamo. Chi tratta male una automobile o un computer è valutato da chiunque come un deficiente. E chi distrugge se stesso, allora?

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