Tango da camera

PUBBLICATO IL 4 agosto 2007

Ieri sera a Forlì c’era lo spettacolo El Tango, organizzato dalla prefettura di Forlì nell’ambito dell’Emilia Romagna Festival. Secondo il programma, nello spettacolo il quartetto di archi Meridies, accompagnati per l’occasione da un accordeon, fanno da cornice musicale ad Alessandro Haber che recita testi di Borges e Ferrer sulle musiche di Piazzolla. Il tutto nella cornice della Sala Santa Caterina (una chiesa sconsacrata). Potevo mancare? Sono andata a scuriosare.

Lo spettacolo inizia con il palco vuoto, su cui sedie e leggii aspettano i musicisti. Entra Giovanna D’amato con il suo violoncello e attacca con la milonga Cancion de las venusinas, dopo di lei Carmelo Andriani e il suo violino si aggiungono al suono. Poi è il turno di Gennaro Minichiello con violino e Giuseppe Pascucci con la viola. Nel crescendo della musica che via via prende forma, sale sul palco Pasquale Coviello con la fisarmonica. Infine a completare il quadro entra Alessandro Haber, occhiali sul naso, capello arruffato, vestito di bianco, e inizia a recitare (in italiano), non il testo della milonga, ma le parole di “el tango” di Borges…. <<dove staranno, domanda l’elegia ….>>.

El Tango 2007 - Lo spettacolo  a Forlì

Lo spettacolo prosegue con Adios Nonino e, in un intermezzo, accompagnato dalla fisarmonica Haber recita le parole di altri tanghi: Narajo en flor e Yuyo verde. Irrompe un violentango. Lo spettacolo prosegue, fra musiche e testi di altri tanghi . Sulle note della Milonga del Angel escono le parole della Milonga de los morenos, con le sue storie di schiavi. Poi ancora si intrecciano Che Tango che e Meditango, Escualo, New York tango (con assolo di fisarmonica), Oblivion, con i versi di alcuni pezzi di Borges, come Borges y yo (bellissimo!) e altri.

Non poteva mancare un Libertango con belle variazioni per fisarmonica veramente sentite. Poi, a chiudere, nuovamente la Cancion de las venusinas, come a rappresentare il cerchio della vita, dove la fine e l’inizio sono la stessa cosa: i musicisti, a uno a uno, come ersano arrivati se ne vanno. Restano la violoncellista e Haber che riprende le parole di “el tango”. Poi escono anche loro. Seguono applausi.

El tango 2007 - Applausi a Forli

Poi, immancabile arriva il bis (da programma) dove Haber da il “meglio ” di se: La balada para un loco. Accompagna la musica con le mani e con il capo, fa volare i fogli che non servono più, e, in preda a una ironica malinconia, pare distratto (voluto o meno non saprei) e le azzurre luci del semaforo del loco diventan verdi. E il loco dispensa amore a tutti. I musicisti sorridono. Nuovi applausi, saluti, autografi e foto.

Bellissimo ascoltare la musica in acustica, senza amplificazione artificiale, cosa sempre rara nel tango. A tratti però mancava il mordente del tango, quello che piace a me. Bravissimi i musicisti, tutti prestati dalla musica classica. Ne nasce un connubio strano: una forma di “tango da camera” che non avevo mai ascoltato. Simpatico Haber con i suoi gesti, a volte semplici, a volte plateali, con gli accenni di danza, con il suo canticchiare di sottofondo, con le sigarette in mano, a voler sottolineare il suo sentire, insomma un bravo attore.

A metà spettacolo Haber ha presentato un pò di dischi in vendita: nel breve saluto al pubblico presente ” chi c’è c’è, … agli altri lo racconterete“,  l’attore ha ripescato la storia di questo spettacolo. “Ringrazio sempre quando 10 anni fa il gruppo mi ha sentito cantare in un disco che avevo registrato e mi chiamò al telefono. Mi son sempre chiesto come hanno avuto il mio numero…” – i musicisti ridono e dicono qualcosa – ” Ah! pare sia sull’elenco!“, poi aggiunge “Mi dissero: <<solo tu puoi cantare il tango>>, in realtà non lo canto e non mi piace dire recitare, mi piace viverlo! Ma cosa vogliono questi? Ma chi sono? Sono pazzi! Poi un giorno sono piombati in tre a casa e mi hanno fatto sentire melodie che non conoscevo. Ho voluto provare, amo fare cose un pò trasversali. Il primo giorno di prove ho iniziato a cantare e a piangere come un vitello: non riuscivo ad andare avanti perchè queste musiche mi portavano via. E ho capito quanto mi appartenessero. Non è da tutti poter sentire, interpretare e giocare con questa roba qui. La reputo una gran fortuna!

Anche noi siamo fortunati ad avere questo tango che ci unisce.

Comunque Haber si è dimostrato molto carino: continuamente a preoccuparsi di sistemare la gente che era rimasta in piedi, passando le sedie che stavano dietro alle quinte; si preoccupava ogni tanto di chiedere come stava il pubblico. Poi alla fine, quando siamo andati a salutarlo e a fare delle foto, ci ha guardato e detto: ” ma voi siete ballerini di tango! se avessi saputo che eravate in sala vi avrei chiamato per ballare un pezzo! 
Il bello?
E’ che ci saremmo anche andati! 🙂

Un caro saluto
Chiara

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