Homenaje a Catulo Castillo

PUBBLICATO IL 6 agosto 2007

Il 6 agosto 1906 nasceva Ovidio Cátulo González Castillo detto più semplicemente Catulo Castillo. Un poeta “maledetto” di prima categoria, sempre molto triste, malinconico come le storie dei suoi tanghi. La parola “ultimo” ricorre spesso nei suoi titoli, come ad esempio nel tango “El ultimo cafè” composto da Stampone.

Catulo Castillo da giovane

In questo video sentiamo proprio il maestro Stampone suonare questo tango, struggente e romantico. E sotto vi metto il testo di Castillo da leggere mentre ascoltate il delicato tocco del pianoforte.

Aggiungo che questo tango del 1963 vinse anche un concorso per canzoni organizzato dalla Odol (che poco aveva a che fare con la musica). Vi lascio immaginare le discussioni che scatenò la cosa: un tango scritto per una gara! Resta comunque una bellissima poesia. E QUI potete ascoltarne una versione cantata da Goyeneche.

El último café (Musica: Héctor Stamponi – Parole: Cátulo Castillo)
L’ultimo caffè

Llega tu recuerdo en torbellino,
Arriva il tuo ricordo con un refolo di vento,
vuelve en el otoño a atardecer
torna in autunno sul far della sera,
miro la garúa, y mientras miro, gira la cuchara de café.
guardo la pioggerellina e mentre guardo giro il cucchiaio nel caffè.

Del último café que tus labios con frío,
Dell’ultimo caffè che le tue labbra infreddolite
pidieron esa vez con la voz de un suspiro.
chiesero quella volta con una voce di sospiro.

Recuerdo tu desdén, te evoco sin razón, te escucho sin que estés.
Ricordo la tua indifferenza, ti immagino senza ragione,ti ascolto senza che tu ci sia.

“Lo nuestro terminó”, dijiste en un adiós de azúcar y de hiel…
“la nostra storia è finita” dicesti nell’addio di zucchero e amarezza,
¡Lo mismo que el café, que el amor, que el olvido!
Lo stesso che il caffè, che l’amore, che l’oblio!
Que el vértigo final de un rencor sin porqué…
Come la vertigine finale di un rancore senza perchè.

Y allí, con tu impiedad,me vi morir de pie,
E lì senza la tua compassione mi vidi morire in piedi,
medí tu vanidad
compresi la tua vanità
y entonces comprendí mi soledad sin para qué…
e capii anche la mia solitudine senza un perchè….

Llovía y te ofrecí, ¡el último café!
Pioveva e ti offrii l’ultimo caffè.

Che triste! 🙁

Un caro saluto
Chiara

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