Il “canillita” nel tango

PUBBLICATO IL 8 agosto 2007

Il canillita è il venditore ambulante di giornali, per intenderci, lo strillone di notizie. Fino al 1868 i giornali erano venduti solo per “abbonamento postale” e comunque non c’erano rivendite in strada. Fu l’editore Manuel Bilbao del giornale La República, il primo a ideare il nuovo metodo di vendita, generalmente portato avanti dai ragazzini, a poco costo.

Canillitas d’epoca

Così nasceva un nuovo personaggio nel paesaggio della città; l’idea, come tutte le buone idee, venne esportata anche all’estero, persino in Europa. Però si deve aspettare il 1904 perchè questa figura prenda un nome vero e proprio. Pare sia stato l’uruguayano Florencio Sánchez a inventare questo nome, intitolando Canillita una sua opera teatrale ambientata nel mondo dei giornali. L’esito insperato della commedia, la critica positiva del pubblico, portano i  “diarieros” (così si chiamavano fino a quel giorno) a identificarsi con quel nome. Addirittura, in comune accordo con gli artisti, venne fatta una rappresentazione gratuita per tutti i venditori di giornali.

I canillitas alla reppresentazione

Da allora sono stati scritti diversi tanghi che raccontano la storia di questi ragazzini. La milonga Dolor de canillita, e vari tanghi Caras y caretas, Canillita canillita… e con lo stesso titolo, Canillita. Uno di questi fu composto da Canaro e potete ascoltarlo QUI.
Anche il cinema dedicò film a questi personaggi: il film Canillita del 1936 o anche El canillita y la dama del 1938.
Ma non è finita. Nel 1972 A. Piazzolla e H. Ferrer riprendono il tema nel Preludio para un canillita di cui potete ascoltare un assaggino QUI. (A me questo preludio ricorda un sacco Mondo in MI7 di Celentano…chissà perchè!)

Nel caso di Piazzolla c’era comunque un precedente: nel 1934 Gardel andò a New York per firmare il contratto per il film di Le Pera “El dia que me quieras“. Il padre di Piazzolla, amante del tango e fan sfegatato di Gardel, abitava in quel periodo nella Grande Mela e così portò il figlio a conoscerlo. Gardel prese in simpatia questo adolescente che già suonava il bandoneon, soprattutto perchè gli faceva da traduttore (Gardel non conosceva l’inglese), lo portava nei posti dove si mangiava bene nel quartiere italiano, insomma gli faceva da Cicerone. Erano diventati amici e Gardel volle che nella pellicola fosse inserita una scena con il ragazzino. Gli diedero il ruolo di canillita per una comparsata.

Gardel e Piazzolla sul set

Al termine delle riprese, Gardel fece una festa con tutti gli argentini e uruguayani del posto e volle che Piazzolla lo accompagnasse per una canzone Arrabal amargo. Per Piazzolla fu la prima occasione di sperimentare il vero sapor porteño. A suo dire “può esistere un modo migliore per iniziare a suonare il tango che accompagnando il grande Gardel?  Mai più mi son sentito contemporaneamente tanto nervoso ed estasiato come in quel momento“.
Pare che Gardel e Le Pera lo volessero con loro a Hollywood, ma vista la minor età non gli fu possibile seguirli. Ma forse fu meglio così: l’anno successivo infatti Gardel morì con Le Pera in un incidente aereo.

Tornando al tema, non dobbiamo pensare che questa del canillita sia una questione del passato. Ancora oggi ce ne sono nelle grandi città o nei paesi dell’America del Sud. L’unica differenza che non sono più i ragazzini a fare questo lavoro, ma adulti bisognosi di un lavoro purchè sia.

Canillita di oggi

Un caro saluto
Chiara

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2 commenti

  1. farolit ha detto:

    Interessante questo Blog, pieno di chicce e retrouvailles!
    hasta la milonga siempre!
    farolit

  2. aurorabeli ha detto:

    Visto che siamo in vena di apprezzamenti… stupendi i tuoi post!!!
    Ho apprezzato tantissimo l’ultimo che hai pubblicato su tango querido sul festival di Siracusa. Mi è dispiaciuto non esserci, per visitare di persona Ortigia (poi ci spiegherai che è e dov’è, con retroscena annessi, ovvio!)

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