Mina e il tango

PUBBLICATO IL 11 agosto 2007

Mina non ha bisogno di presentazioni. Nel suo vastissimo repertorio non poteva mancare un omaggio al tango.

Nella seconda puntata di Canzonissima del 1968 (in pratica mentre stavo nascendo) Mina si cimenta ne “La cumparsita“, il classico dei classici, per il mondo. E’ accompagnata da un balletto ricco di tutti gli stereotipi del tango: da quelli ereditati da Rodolfo “Lavandino” ai costumi della Belle Epoque, compreso un costume da Gaucho, in realtà un pò sperduto, che non si capisce  bene se venga dalla Spagna o dall’Argentina. Manca comunque la rosa in bocca … o forse non l’ho vista io! Eccola qua.

La Tigre di Cremona ritrova il tango nel 1972 quando, ospite fissa nella trasmissione Teatro 10 condotta da Alberto Lupo (da non confondere con Lupo Alberto 🙂 ), conosce un grande del tango. In quel periodo Astor Piazzolla era in Italia per una serie di concerti che teneva anche come “riscaldamento”, per prepararsi  a suonare, per la prima volta, nel prestigioso Teatro Colon, bestia nera per tutti gli argentini (e non). Così Mina accetta di cantare con lui Ballada para mi muerte, incisa poi anche in italiano con il titolo Suoneranno le sei. Ecco l’accoppiata!

In una puntata di Gran Varietà nel 1978, puntata interamente dedicata al tango,  Mina canta Adios Muchachos, Caminito, e Esta noche me emborracho. Ospite di quella puntata anche Angel “Pocho” Gatti, famoso pianista, compositore e arrangiatore argentino. Peccato che le Teche Rai non siano già arrivate a caricare questa puntata (se mai lo faranno!). Di sicuro però questa puntata l’ho vista perchè ogni domenica era “obbligatorio” guardare la trasmissione. Confesso che allora Mina non mi piaceva … ma chissà come ha lavorato il suo tango nel mio subconscio!

Nella immensa discografia di Mina si può ascoltare anche una bellissima  Nostalgia in due dischi: Collecion Latina e Viva la Diva (negli stessi dischi anche Ballada para mi muerte).

Mina - Fumando espera!

Tengo a precisare che questo articolo non vuol essere un vangelo del tango secondo Mina, ma uno spunto di partenza per chi volesse approfondire l’argomento. Ho trovato alcune delle informazioni, spulciando il sito di Franco Lo Vecchio, grande fan e conoscitore della cantante, ma attenti, ci si perde!!!

Ora Mina mi piace un pò di più (non tutto). La sua canzone che preferisco resta sempre Città vuota (cantata anche in spagnolo Ciudad solitaria e in inglese It’s a lonely town), brano che la rilanciò dopo lo “scandalo” con Pani, e che potete ascoltare QUI.

Un caro saluto
Chiara

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1 commento

  1. ANTONIO ha detto:

    Ascolto mina da alcuni anni,tengo a precisare che sono musicista e conosco alcuni suoi pezzi alla chitarra e nell’ascolto,come ad esempio : platinum collection numero 1,ho compreso che in fondo mina è un’aspetto evolutivo che non a caso riguarda l’italia e tutto un percorso ,dagli annni ’60,che sfocia in una mina che presenta sempre più un linguaggio che segue di pari passo l’evoluzione della società Italiana nel proprio scorrere : cronaca,la politica,i giovani,e soprattutto gli anni 70,in cui mina esplica veramente un aspetto evolutivo unico, in cui si possono cogliere aspetti più che culturali : spirituali della musica Italiana nel proprio fluire verso i decenni successivi.Voglio dire che l’evoluzione cognitiva della sociatà Italiana è esplicata nella musica di mina perfettamente ( che era ed è ascoltata anche dalla destra e dagli uomini di potere).Insomma mina canta l’evoluzione del suo tempo e dei tempi che furono,e questo lo possono cogliere tutti coloro che sono svegli nell’animo,e la cosa è evidente,manifesta,limpida e lucente. p.t

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