Attesa

PUBBLICATO IL 23 agosto 2007

Per le donne, rimanere seduta a fianco della sala, ad aspettare l’invito dell’uomo, è una cosa estremamente frustrante. A me capita di sentirmi la farfalla incompresa della situazione, o quella che volteggia felice, a seconda dei momenti e delle frequenze degli inviti. 

attesa.jpg

Ma la cosa più divertente è che se sei una principiante gli uomini non ti invitano perchè, come ricordava Chiara qualche giorno fa, gli fai fare brutta figura.

E se sei brava invece non ti invitano perchè hanno ansia della prestazione.

Ma allora, quando diavolo noi donne andiamo bene? Non ci si sente mai all’altezza della situazione. E non sempre, nella serata in cui ti invitano meno, siamo capaci di buttarci il tutto filosoficamente dietro le spalle e dire: domani sarà un’altra sera..

Per lo più iniziamo a farci venire strani pensieri, che spaziano dall’analisi critica di come ci siamo vestire, di come abbiamo ballato, ci facciamo perfino delle pare sulla nostra luna iniziando a credere che è stata tutta colpa nostra se non ci hanno invitato, perchè gli uomini probabilmente hanno intuito un umore più fosco (ok, a leggere così sembrano paranoie, ma quando esci dalla sala quelle pochissime, ci tengo a precisare 🙂 , volte che non mi avevano invitato, il tutto sembrava avere un senso….)

Mi sono tornati in mente i rientri a casa con le amiche, durante i quali abbiamo sviscerato la serata in milonga, e mi è venuta la curiosità di ascoltare i discorsi degli uomini.

Ma loro cosa pensano? Siamo davvero due universi paralleli, uno in particolare contatto con Marte e l’altro con Venere? Riusciamo davvero a comunicare?

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14 commenti

  1. lucy ha detto:

    io ballo pochissimo. almeno dal mio punto di vista. conosco fino alle midolla il problema. potrei scrivere un’enciclopedia in materia. ricevo un mucchio di complimenti, ma mi invitano pochissimi. ho amici che, se vengono a ballare, mi fanno ballare un sacco, ma i “conoscenti” ( ci conosciamo tutti) sono restii. quando ero principiante non avvertivo il problema. andavamo a ballare poco, ballavamo tra di noi del gruppo. da più esperta ho scoperto il piacere di ballare con altri, ma la frequenza dell’invito è scarsa o, quantomeno, irregolare. io due o tre ideuzze in merito me le sono fatte, ma sono del tutto soggettive. e cattive. una cosa che ho notato nei racconti femminili: tutte si precipitano a sottolineare che “raramente” ballano poco. accidenti! si vede che i miei parametri sono esigenti! e che soffro di allucinazioni! una che, di recente, è rimasta seduta “tutta la sera”, giuro, in ottima e folta compagnia femminile, a proposito della stessa serata mi ha detto di aver ballato abbastanza! abbastanza? non è che nell’ammettere la miseria di certe sere “nere”, di certe milonghe imabarazzanti, una si sente sminuita e perciò si affretta a dichiarare la sua soddisfazione? secondo me in una data milonga ballano sempre le stesse. ci sono uomini che stanno seduti o ai bordi della pista a guardare, ma le poverette che non ballano stanno lì e lì rimangono. so che mi ripeto. ma il problema esiste, eccome. e ogni tanto nei vari blog emerge. gli uomini non sanno che dire. quelli con cui comunico sono del genere più cavalleresco possibile, per cui, poveri, cosa possono testimoniare? che si fanno in quaranta per far divertire
    le dame? ci sono, invece, dalle mie parti, due o tre “personaggi”, discreti ballerini, con cui non ballerei manco morta per la loro aria tronfia, a cui mi piacerebbe, però, chiedere il perchè del loro comportamento. dubito che abbiano delle ragioni plausibili, troppo presi da se stessi come sono. questo è proprio nello spirito del tango: tirarsela tirarsela tirarsela…prima o poi si strapperà… b. lucy

  2. Alessandro ha detto:

    Beh… il discorso non e’ semplice… effettivamente la ballerina principiante (non e’ il mio caso… xche’ essendo principiante pure io non ho alcun problema ad invitare tutte…) dicevo… la ballerina principiante puo’ essere un problema ma anche una “sfida” nel senso che si mette alla prova la propria “comunicazione”, molto + semplice con chi è brava… e molto difficile con chi sta ancora imparando le basi… (questo non vuol dire che non sia comunque un piacere xche a volte anche se una tanda non e’ stata un’intesa perfetta… piccole conquiste (nel senso di farsi capire) nel corso del ballo fanno molto piacere…)
    Al contrario le ballerine brave, bravissime o ritenute tali spaventano… e lo dico con cognizione di causa…
    Le “mie” (quelle del mio corso) hanno dovuto “insistere” molto per farsi invitare da me quando ero alle prime armi xche non mi ritenevo assolutamente alla loro altezza… e questo accade ancora oggi con chi “sembra” spettacolare… (talvolta soltanto vista “da fuori”) ma comunque lo sembra…
    Si evita l’invito… perche’ non si conosce… xche si teme un rifiuto… xche si teme… beh… e’ sbagliato… lo so… ma accade!!!
    Consigli?!?! Beh… un po’ di public relations fuori dalla “pista” agevolano molto l’invito…
    Personalmente invito spesso chi conosco o mi presentano prima…
    Piu’ difficile e’ invitare in modo classico con mirada y cabeceo (ormai decisamente “fuori moda” per molti)…
    Terribile e’ invitare andando fisicamente vicino alla ballerina… talvolta richiamando la sua attenzione con esclamazioni tipo… “ao’ vuoi balla’ ?!” …. cerco sempre di evitare… a meno che non conosca decisamente bene la mujer… 8)))

    Hasta pronto!

    Alessandro

  3. lucy ha detto:

    alessandro.
    in una delle mie visioni “parallele” della milonga c’è anche quella grottesca: il tuo “ao’, vòi balla’” mi fa venire in mente scenari lontanissimi dalla realtà, ma molto divertenti e gratificanti. ciao. lu

  4. Chiara Chiara ha detto:

    dici Alessandro
    “Si evita l’invito… perche’ non si conosce… xche si teme un rifiuto… xche si teme… beh… e’ sbagliato… lo so… ma accade!!!
    Consigli?!?! Beh… un po’ di public relations fuori dalla “pista” agevolano molto l’invito…”

    Non è possibile dire giusto o sbagliato. E’ così e basta. Però è un peccato perchè si perdono delle occasioni. Comunque quella delle P.R. è un’ottima idea. Ma non tutte sono brave in questo!
    Un abbraccio e un consiglio…buttati, azzarda, fai esperienza!
    Nonna Papera …ehm! volevo dire Chiara

  5. aurorabeli ha detto:

    Io sono una persona socievole, e mi piace chiacchierare con le persone, quindi quelle che definisci pubbliche relazioni mi vengono facili.
    Tutt’altro che facile invece mi diventa farle apposta per farmi invitare. Mi sembra falso e pretestuoso, e quindi, paradossalmente, mi creo più problemi a parlare con gli uomini quando voglio ballare che non quando non ne ho voglia!
    Belle paranoie, vero? 😉

  6. Larry ha detto:

    E’ tutto vero ciò che si dice sulla tendenza di alcune disgraziate tanguere a “fare panchina” per tutta una sera.

    Un aspetto che io vivo spesso non è la valutazione della ballerina brava o principiante (non è proprio carino), quanto il saper “cogliere l’attimo” per l’invito!
    L’appello che ora sento di lanciare è COLLABORATE all’invito, perchè la mia educazione mi trattiene sempre dall’andare ad invitare una donna che chiacchiera con un’altra……..
    Salvo poi scoprire che “non si diceva nulla di importante” ed il mio invito è stato quasi una manna dal cielo! (modesto eh?)

    Insomma ogni tanto care donzelle alzate lo sguardo, fate una carrellata intorno a voi e magari potreste incrociare lo sguardo di un tanguero in paziente attesa che la chiacchiera finisca…..

  7. Alessandro ha detto:

    X Larry

    Concordo assolutamente… quando due chiacchierano… mette male andare ad invitarle… (io sono comunque a favore del tradizionalissimo rituale di mirada y cabeceo che elimina moltissimi problemi come dicevo tempo fa sul mio blog…)

    X Aurora…

    Beh… non direi di fare public relations al fine esclusivo di farsi invitare… diciamo che e’ un comportamento che e’ comunque positivo… non vederla sotto l’aspetto esclusivo dell’invito…
    come avrai sicuramente avuto modo di notare… chi ti conosce ti invita… e chi ha gia’ ballato con te ti invita (se si e’ trovato bene naturalmente)… mica detto che siamo tutti compatibili… comunque… secondo me… la percentuale maggiore di chi non invita appartiene alla categoria di chi non conosci…

    X Chiara…

    Grazie dei consigli e degli auguri… ma ti diro’… mi sono buttato in milonga gia’ dopo un mese dalla mia prima lezione… complici (e le ringraziero’ per sempre) le mie splendide compagne di “corso” che… anche se di livelli superiori, mi hanno sempre incoraggiato e spronato ad invitarle… Cosi’ ho fatto… molto volentieri devo ammettere… e questo mi ha consentito di fare molta pratica xche alla fine si migliora ballando… ballando… ballando…
    Ho ancora qualche timore ad invitare le ballerine che non conosco… ma almeno una “nuova” per ogni serata cerco di “conquistarla”

    A proposito… un altro motivo per cui talvolta non invito chi non conosco e’ che manca il tempo… (una serata e’ fatta di 3/5 ore… ma il numero delle tande e’ comunque ristretto… 4/5 tande ogni ora? Un po’ di riposo ogni tanto… insomma non e’ mica un lavoro… 8))) e tuttavia qualche volta non riesco neppure ad invitare tutte le ballerine che conosco…

    Come dicevo prima… pero’… almeno una “nuova” ogni sera… mi sono ripromesso di invitarla… 8) ma non per altro… xche mi fa piacere farlo!

    A presto!

    Alessandro

    ps: non rileggo mai cio’ che scrivo… spero che perdonerete ripetizioni… errori ortografici etc… etc… 8-/

  8. Chiara Chiara ha detto:

    Grazie signori uomini per gli interventi e per la pazienza che avete con queste donne complicate e complicanti!
    Concordo in pieno su tutta la linea.
    Quella delle chiacchere con periscopio attivo effettivamente ha il pregio di rendere possibile l’invito, ma ha un effetto collaterale un pò spiacevole: parlare con una che pare affetta da poltergeist, vi assicuro non è il massimo. Ma “quando è guera, è guera!” e in milonga si perdonano molte cose 🙂

    Cari saluti
    Chiara

  9. Giò ha detto:

    approvo il tono dei messaggi precedenti.
    Aggiungo una caratteristica molto importante per favorire gli inviti.
    Signore ballerine, non dimenticando che gli uomini sono creature semplici, anzi semplicissime, direi amebiche, signore ballerine, dicevo:
    dimostrate disponibilità.
    Disponibilità nel volto, magari un sorriso accennato che riposa su un volto sereno.
    Non quei volti imbronciati, tesi, snobbanti, “esisto solo io”…
    Neanche quei volti bastonati, umili, petenti (con la p di petere latino)
    Confermo: disponibilità, mista a una certa sicurezza.
    Il ballerino arriverà attirato come un divano e un telecomando attirano l’uomo.

    Non ci credete? Provate.

    Un Giò che si rende conto e apprezza il valore della ballerina

  10. Caterina ha detto:

    Mi permetto di intervenire anche se (per fortuna) mi è capitato poche volte di ‘fare tappezzeria’. Ma vorrei sottoporre ai signori uomini una questione che mi sta particolarmente a cuore. Nella mia vita diurna io porto gli occhiali, ma quando vado in milonga generalmente li tolgo: ci vedo abbastanza per ballare e facilito l’eventuale ballerino occhialuto come me, evitandogli un abbraccio con scontro.
    Anche a bordo pista rimango senza occhiali, in attesa di un invito, ma un po’ per educazione e anche un po’ per timidezza di solito non mi guardo in giro con troppa insistenza… e magari la salvezza sta proprio nell’amica con cui si fanno ‘chiacchiere di circostanza’, utili per le P.R., ma soprattutto utili ad ingannare l’attesa fino al prossimo invito. Vi prego, Signori Uomini-Tangueri: non abbiate timore! Continuate ad invitarci, sapremo ripagarvi del vostro coraggio e della vostra intraprendenza!!!

  11. Alessandro ha detto:

    x gio’

    Concordo sull’evitare assolutamente la “mala cara”… cioe’ quei volti imbronciati della ballerina che sta facendo panchina… (e naturalmente non e’ felice…) apprezzo tutte quelle che nonostante una serata di panchina (a volte capita la serata no) hanno sempre il sorriso… e vi assicuro che un volto disponibile e gioiso (ovviamente senza esagerare… diciamo allora semplicemente “rilassato e sereno”) e’ la “mirada” migliore…

    x caterina

    Buon per te che fai poca panchina… (probabilmente riesci ad adattarti a molti ballerini… e’ una cosa ottima… xche ad esempio io non mi trovo con alcune ballerine molto apprezzate da altri… e giustamente… non siamo tutti uguali… bisogna trovare l’altra meta’… almeno per una tanda… 8)))
    X gli occhiali sono molto fastidiosi durante il ballo specialmente nello stile che prediligo (milonguero chiuso) quindi… meglio toglierli a mio avviso…
    Alcune purtroppo devono tenerli al tavolino… (altrimenti non ti riconoscono…) ed e’ un piacere vedere che li tolgono appena le inviti… ma non perche’ darebbero fastidio… ma soltanto xche si fidano e sanno che non hanno bisogno di guardarsi intorno durante la tanda… anzi… possono tranquillamente chiudere gli occhi…

    … vorrei poterlo fare pure io ogni tanto …. 😉

  12. aurorabeli ha detto:

    —- per Alessandro
    Io porto gli occhiali e li tolgo sempre prima di ballare.. anche perchè di solito ballo sempre ad occhi chiusi!

  13. Alessandro ha detto:

    x aurora… ^___^

    ps: di solito si… e… quando vedo qualcuna con gli occhi aperti, probabilmente c’e’ qualcosa che non va… (di solito si guarda in giro xche pensa di essere finita in una pista di autoscontri anziche’ una pista da ballo… 8)))

  14. Chiara Chiara ha detto:

    No tranquillo,anche se una donna balla con gli occhi aperti, non c’è niente che non va. Non è mancanza di fiducia o che. E’ un modo diverso di sentire, di concentrarsi, di assaporare le cose. Io ballo indistintamente con occhi aperti o chiusi, dipende dall’abbraccio, dallo stile, dal momento.
    Ovviamente se balli con uno che ha un abbraccio variabile, cioè lo apre e lo chiude al variare della musica e dei passi, sto ad occhi aperti. Non sopporterei fare un apri/chiudi di occhi.
    Ovviamente il discorso non si applica al ballo con un principiante. Li gli occhi sono rigorosamente e assolutamente aperti per dare una mano 🙂
    Ciao
    Chiara

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