Tango romagnolo

PUBBLICATO IL 24 agosto 2007

Di Fabrizio De Andrè abbiamo già parlato in un articolo tempo fa (se ve lo siete perso cliccate sul nome e lo potrete leggere). Oggi parliamo di un altro grande cantautore italiano: Francesco Guccini.

Francesco Guccini

Nel 1968 Guccini sul lato B di Un altro giorno è andato, incide Il bello, un tango comico e spensierato, registrato poi dal vivo in Opera buffa, l’album meno impegnato e più goliardico della produzione del cantautore modenese. Questo “tango” verrà anche reinterpretato nel 1970 da Lando Buzzanca.

Qui sotto potete ascoltare il brano in questione mentre leggete il testo. Buon divertimento!

Il bello
Bello col vestito della festa, bello con la brillantina in testa
bello, con le scarpe di coppale e l’andata un po’ per male, ed in bocca il riso amar…
Le donne treman quando monto la Gilera, fremono aspettando alla balera,
muoion spasimando nell’attesa che ad un mio cenno d’intesa io le stringa nel “casché”
Modestamente: olè!

Poi mi decido e avanzo tra la folla, lalala, e con un fischio invito la più bella, lalala:
lei mi stramazza sulla spalla, poverina, quell’odor di brillantina è il profumo dell’amor
e mentre il tango dolcemente vola sussurro piano: “bambola, il tuo nome!”
Risponde dolce “Sguazzinelli Argìa, sto qui in fondo alla via al centoventitrè…”
Dimenticavo: olè!

Bello con la mossa, olè, dell’anca, bello mentre turbina la danza,
bello con lo sguardo vellutato ed il labbro corrucciato e la voluttà nel cor!
Oh, la stringo forte in una spastica carezza e nello spasimo una costola si spezza,
ma che m’importa, poichè sono quasi un mito
questo è il minimo tributo che una donna pagar dè…
Sono fatale: olè!

Tace il violino, si tace la chitarra, lalala, sazio d’amore la risbatto sulla panca, lalala,
lei sta piangendo il suo dolore, poverina, quell’ odor di brillantina non scorderà mai più…
Mentre la notte tenebrosa impera, risalto al volo sulla mia Gilera:
per questa sera ho troppo amato e sono stanco,
la notte tutto in bianco non posso fare perchè
sono anemico! Olè!

  🙂

Un caro saluto
Chiara

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6 commenti

  1. lucy ha detto:

    in un post di tangocazzeggio avevo utilizzato “le scarpe di coppale e l’andata un po’ per male” per satireggiare in modo grottesco il principiante in tiro: le parole se n’erano venute, così, dal fondo della memoria…testo divertentissimo!
    guccini ha scritto anche dei romanzi: uno si intitola “Tango e gli altri”, dove Tango è il soprannome di un partigiano (scritto a quattro mani con Loriano Macchiavelli). ciao. lu

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Grazie per la segnalazione. Ovviamente dovrò leggere anche questo, per non smentire me stessa!
    🙂
    Chiara

  3. lucy ha detto:

    altra segnalazione…fuori tema…
    per questa giornata abbiamo anche un tango:
    Veinticuatro de agosto, A. Podestà, Orquesta Pedro Laurenz.
    non sono abbastanza abile per mandarvelo, chiara tu che sai scovare l’introvabile, se credi, fallo tu!
    besos. lu

  4. Artur ha detto:

    Ecco il brano in questione, non sono in grado di tradurre, spero che Chiara ci dai una mano.
    Ciao a tutti
    Artur

    Ascolta il brano

    VEINTICUATRO DE AGOSTO
    Letra de Homero Manzi
    Musica de Pedro B. Laurenz

    Veinticuatro de agosto… Ya hace un año
    que no falto ni una noche del café,
    y que salgo después con los muchachos
    a bailar, a tomar y a no sé qué…
    Un año que no toco una herramienta,
    y que hablo con la vieja cada mes,
    que despierto en las horas de la siesta
    y me acuesto con el pito de las seis.

    Al lado de su amor era otra vida,
    otra vida, más llena de ilusión.
    Placer de trabajar y estar cortado
    del café, de la esquina, del salón.
    Al lado de su amor era más lindo,
    la camisa planchada al almidón,
    el saco cepillado en los domingos
    y una rosa tapando el corazón.

    Veinticuatro de agosto, y en un año
    cómo cambia la existencia sin querer!
    Sin ninguna razón alcé la mano
    y después por culpable la lloré.
    Mi vida no es la misma. Todo es triste.
    Es tan triste que no quiero ni pensar.
    Hace un año, hace un año que te fuiste,
    pero inútil, te recuerdo mucho más.

  5. aurorabeli ha detto:

    Il brano che hai segnalato, Chiara, è nell’album Opera Buffa di Guccini, che io amo molto. Ricordo che altri titoli sono La fiera di San Lazzaro (con uno scambio di battute in bolognese o modenese e la traduzione in italiano delle stesse) e la Genesi, ovvero la vera storia della creazione del mondo. Sapevate come è nato?

    “Voi capirete che in tale frangente
    Quel vecchio solo lassù si annoiava.
    Si aggiunga a questo che inspiegabilmente
    Nessuno aveva la tivù inventata.

    Beh, poco male, pensò il vecchio un giorno:
    A questo affare ci penserò io.
    Sembra impossibil ma in roba del genere,
    Modestia a parte, ci so far da Dio.

    Dixit. Ma poi toccò un filo scoperto,
    Prese la scossa, ci fu un gran boato.
    Come tivù non valeva un bel niente
    Ma l’Universo era stato creato.”

    Tutte canzoni spettacolari e molto divertenti, forse un pò atipiche nella produzione di Guccini, che poi generalmente è rimasto in un’anda abbastanza triste e di canzoni molto impegnate.
    E mi è rimasta ancora oggi la voglia di ballare il tango che è stato segnalato!

  6. aurorabeli ha detto:

    Grazie Artur!

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