La chicha

PUBBLICATO IL 6 settembre 2007

Tempo fa abbiamo parlato di una bevanda molto diffusa in tutta l’Argentina e anche in Buenos Aires, e cioè il Mate. Oggi parliamo di un’altra bevanda diffusa in tutto Sud America, cioè la Chicha.

La chiamano anche la birra degli Inca in quanto è una bevenda ottenuta dalla fermentazione del Mais (anche altri cereali ma soprattutto mais), sin dagli antichi tempi dell’impero Inca. E’ una bevanda dolciastra e già Atahualpa la beveva in calici d’oro.
Come spesso accade per le birre, ha una bassa gradazione alcolica e una lunga tradizione per prepararla.
Un metodo è quello di spezzare il mais in un recipiente di terracotta, chiuderlo e lasciarlo fermentare grazie agli enzimi naturali presenti. La chicha così preparata viene anche chiamata Taqui.
Poi c’è la chicha morada che si ottiene da una varietà scura di mais, il mais morado appunto, molto diffuso nella zona andina. La colorazione del mais passa anche alla bevanda che diventa viola scuro, tipo vino (ma solo nel colore!).

La fretta dei giorni nostri porta anche a una preparazione veloce della bevanda: si fa bollire il mais morado in acqua con
scorza di ananas, melacotogna, un pizzico di cannella e chiodi di garofano; si scola e si lascia freddare per poi aggiungere zucchero e limone. Poi si possono aggiungere cubetti di mela o altra frutta, ma a questo punto non è più alcolica.
Poi in Perù si sono specializzati in altre varianti come la mazamora morada, attenuta con l’aggiunta di agglutinanti ecc …

Essendo una bevanda tradizionale, la troviamo più nominata nelle parole dei balli folcloristici che non nel tango: ad esempio nella Zamba Campanitas di Josè Ricardo si canta

En un pueblito de Salta
la gente de baile está:
con chicha y pata de cabra
hasta el alba seguirán,
en tanto que un pobre mozo
cantando solo esta zamba va…
In un paesino di Salta (provincia a Nord-Ovest dell’Argentina)
gente che balla ci stà:
con chicha e zampa di capra
fino all’alba avanti andrà,
intanto un povero servitore
cantando da solo questa zamba va …

Comunque in Buenos Aires si produce anche se è meno diffusa dell’omnipresente Mate. Fra i viaggiatori che sono stati in Argentina, c’è qualcuno che abbia assaggiato questa bevanda e voglia raccontarci che sapore ha!?!

Un caro saluto
Chiara

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5 commenti

  1. dctango dctango ha detto:

    Miiiiii che sete che mi viene……

  2. gino ha detto:

    Bevo abitualmente il mate e in particolare a Buenos Aires mi accompagna durante la colazione. Il mate lo bevono moltissimo in Uruguai, mentre in Brasile lo bevono infuso. Un’amica brasiliana, vedendomi bere il mate con la tipica zucca (mate appunto) mi guardo’ schifata dicendomi che lo bevevo come un “gausscio” (con l’accento sulla u). Cosi’ pronunciano la parola gaucho, e voleva dire che bevevo come i vaccari.
    Il sapore e’ amaro e somiglia vagamente all’acqua delle cicorie lesse. Ai bambini si da con lo zucchero e dopo che si e’ diluito abbastanza con i vari passaggi fra gli adulti.
    Ma il mate deve essere amargo come viene raccontato in diversi tanghi.

  3. Chiara Chiara ha detto:

    Anche io bevo mate cimarron o tambien cocido … dipende dalla compagnia.
    Ho fatto tempo fa un post dove si parlava del mate e dei tanghi a lui dedicati (o solo dove viene nominato).
    Chiedevo invece notizie sul sabor de esta chicha che proprio non ho mai assaggiato!

    Abrazo
    Chiara

  4. gino ha detto:

    La chicha l’ho bevuta in Equador e in Colombia. Onestamente somiglia molto a un succo di frutta che ti pizzica un po’ la lingua e come alcolicita’ siamo proprio scarsini. Abituati a bere vino, e al sud d’Italia e’ proprio buono e robusto, questa chicha e’ una sciaquabudella.

  5. Chiara Chiara ha detto:

    Insomma ‘na ciofeca!
    🙂
    Chiara

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