Sondaggio di Opinione: Lo ballo o non lo ballo ?

PUBBLICATO IL 15 settembre 2007

Da molti anni ormai imperversa nelle milonghe il tango elettronico. Il popolo tanguero è diviso tra quelli che lo adorano e quelli che lo destestano; e poi ci sono gli indifferenti.
Le reazioni sono tra le più disparate: ad una tanda di elettronico le piste possono riempirsi o svuotarsi a seconda della tipologia del pubblico in sala e nel modo più imprevedibile.

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 Tu cosa ne pensi ? Lo balli o non lo balli ? E perchè ?

1) Lo ballo perchè è un nuovo modo di intendere il tango e la ritmica mi permette di interpretarlo come tango.

2) Non lo ballo perchè non ha niente a che fare col tango classico, è musica da discoteca per “discotecari” che col tango non c’entra niente.

3) Per me è indifferente, io amo il tango nella sua totalità ed in tutte le sue espressioni, anche quelle più moderne e d’avanguardia come il “Nuevo Tango” di Piazzolla e la “Corrente Elettrica” dei Narcotango, Bajofondo, Otros Aires, Neotango, Tanghetto etc etc etc.

4) Non lo ballo perchè non saprei come ballarlo.

5) Ballo tutto basta che mi invitino.

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35 commenti

  1. maria sole ha detto:

    Ciao,
    a me piace moltissimo il tango elettronico in particolare,visto che è qui menzionato,”BAJOFONDO” e anche ballarlo ovviamente;ma ho ascoltato anche dal vivo gli “OTROSAIRES” e ne è seguita una milonga strepitosa!
    Trovo che intervallare i pezzi classici,con altri di electrotango,sia un modo per rendere un po’più nuova e meno monotona,musicalmente parlando, una milonga….difficile trovarne in giro comunque…se qualcuno conosce delle milonghe di qs tipo,lo segnali…
    ciao
    ms

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Non tutto l’elettronico è tango, soprattutto non tutto l’elettronico è buona musica.
    Nelle serate che musicalizziamo mettiamo sempre qualche tanda di elettronico, soprattutto le milonghe, ma stando attenti a scegliere pezzi che non durino più di 4 minuti. Se c’è qualche pezzo che vale, e che dura di più, generalmente lo remixo in modo da tagliarne parti ripetitive e renderlo contenuto nei tempi. Poi cerco di mettere queste tande negli orari in cui la pista non è strapiena. Secondo me indicata come musica per i principianti: ha un ritmo ben marcato e ripetitivo; difficile non prenderci.
    Sul fatto di sentire questi gruppi “elettronici” dal vivo, finora sono sempre rimasta molto delusa. Lavorano molto con le basi e sembra così di ascoltare un disco, dunque non c’è nessuna novità/emozione ad averli di fronte sul palco. Ovviamente non generalizzo: parlo di quello che ho visto e sentito io.

    Venendo al sondaggio direi che lo ballo. Non mi creo troppi problemi. Se è buona musica ballo tutto. Se mi invitano ballo tutto.
    Saluti
    Chiara

  3. dctango dctango ha detto:

    Grazie ragazze.
    Io ballo tutto.
    Sono un personaggio piuttosto eclettico e quindi mi piace prendere il buono da tutti gli ambiti musicali.
    Di tutto l’elettronico trovo gli Otros Aires più vicini al tango. Del resto anche nel post dedicato ai Bajofondo lo dice….ne’ tango’, ne’ elettronico, ma musica rioplatense.
    Nelle list di tango ho peraltro incontrato posizioni molto nette e molto rigide sull’argomento. CHi dice che non è tango, chi dice che è il nuovo tango, frutto di una evoluzione che non è mai cessata e che non si fermerà mai.
    Chissà….
    Niky

  4. dctango dctango ha detto:

    Ciao Maria Sole, benvenuta su Faiblog.
    VOlevo dirti che sono pienamente d’accordo con te riguardo al tango elettronico o musica elettronica che dir si voglia.
    Per quanto riguarda la milonga, se posso permettermi, ti suggerirei di seguire un musicalizadòr più che una milonga in particolare. Perchè in una mionga i musicalizador spesso ruotano e con loro anche i generi musicali. COnosco qualche musicalizador che mette elettronico, ma non lo cisto per non far torto a quelli che non conosco.

  5. Massimo ha detto:

    Ciao,
    ci sono tanghi elettronici che trovo ripetitivi e monotoni, e altri vivaci e pieni di stimoli: penso alle milonghe scatenate degli Otros Aires, o a diversi pezzi degli Electrocutango, solo per citare i primi che mi vengono in mente.
    Quindi: lo ballo se mi invita ad alzarmi dalla sedia 😉

  6. lucy ha detto:

    pochissimi sono i brani che mi attraggono e sono sparsi in autori diversi. ballare tango elettronico a mio avviso comporta una postura completamente mutata rispetto al tango tango. il contatto diminuisce fino a sparire e ciò comporta codici nuovi che mi sfuggono. tuttavia qualcosa viene fuori dalla decodifica del “vecchio” adattato al “nuevo” che fondamentalmente si basa, ad occhio, su passi costituiti da un languido andare e tornare, da una maggiore autonomia della donna, da un uso insistito della dissociazione e del fuori asse. non tutto quello che vedo, pur ben ballato, è bello. il resto è un papocchio molto comodo perchè i pasticcioni si camuffano meglio nel largo che non nel ballo tradizionale.
    lo ballo? si, perchè non bisogna mai e poi mai chiudersi, ma non mi dà la gioia del tango tango. se musicalizzo io, c’ho i miei pezzi nuevi e li metto nonostante qualche muso, perchè so che piacciono, magari ad una minoranza, che va gratificata.
    gli uomini che ballano solo questo, però, sono bruttini perchè non hanno eleganza,spesso ciondolano la testa, le donne svoleano a vanvera, volcadas fino alla nausea etc. uno che ha una larga esperienza di tango milonguero può dedicarsi a qualche incursione nel nuevo e sicuramente ne può trarre qualche vantaggio. il percorso contrario mi pare quasi impossibile.
    scusate, ma ho le mie idee e non vorrei pestare i piedi a nessuno. sono peraltro molto critica nei confronti di chi respinge a scatola chiusa il nuevo e promuove un tango, il proprio, ridotto all’osso che mi dà i brividi (di freddo!) sicuramente più dell’altro.
    lu

  7. dctango dctango ha detto:

    Molto appassionante ed entusiasmante questo “Botta e Risposta” di queste ultime ore. Grazie, ragazzi, di esistere, grazie per i vostri interventi che impreziosiscono vieppiù questo blog che non è solo il blog di noi che scriviamo i post, ma il blog di tutti quelli che intervengono, sia scrivendo, sia silenziosamente, leggendo. Scrivere, si sa’, costa fatica e tempo quindi non ci aspettiamo interventi in massa ma per noi è veramente gratificante leggere le vostre considerazioni quanto mai utili ad approfondire gli argomenti.

  8. Chiara Chiara ha detto:

    Bisognerebbe precisare comunque, una volta per tutte, che tango elettronico non vuol dire per forza abbraccio aperto! Con Giò ci facciamo delle romantiche camminate anche al ritmo dei Gotan!
    Baci e abbracci
    Chiara

  9. motogio ha detto:

    “tango ridotto all’osso che mi dà i brividi di freddo”
    approvo Lucy.

    Rinforzo il messaggio di Chiara. In qualche brano elettronico si avverte molto la vita del barrio e ci si immagina a ballare su qualche terrazzino di BA, io in canotta tipo Bruce W. e la mina in sottoveste.
    Motogiò

  10. Chiara Chiara ha detto:

    Sottovesti? Cannottiere? B. Willis?
    mi stai diventando più pervertito di Nick!
    😉

  11. dctango dctango ha detto:

    Miiiii non mi nominate la “mina in sottoveste” che mi si scombussolano gli ormoni ed inizio a sbavare…..:o)

  12. motogio ha detto:

    …es amor!

  13. dctango dctango ha detto:

    Ciao paperoga, ciao nonna papera !!

  14. vince ha detto:

    Ciao a tutti…………
    Io ballo tutto se la musica mi ispira però..ci sono delle milonghe elettroniche che per me sono stupende.Anche queste comunque le ballo con abbraccio milonghero..sempre.

    un abbraccio
    Vincenzo

  15. Caterina ha detto:

    Ciao a tutti. Devo dire che anche io preferisco i tanghi tradizionali, ma non disdegno qualcosa di elettronico per ‘tornare con i piedi per terra’, nel nostro tempo. L’unica cosa che un po’ mi disturba,in effetti come dice Chiara, è la lunghezza, che unita alla ripetitività può far risultare noiosa una intera tanda di tanghi elettronici.

  16. Lulamiao ha detto:

    io preferisco i tanghi tanghi, ma mi piacciono anche molti “nuevi” (gotan, otros, libedisky… di ognuno ovviamente solo qualche brano!) secondo me in milonga una o due tande ci stanno proprio! A volte anche tre, dipende da dove ci si trova!! Ieri Damian Boggio (http://www.tangodj.com.ar/damian.htm) al suo “curso” ha comunque ricordato che è la pista che ha ragione, si seguono i gusti dei ballerini, ma lui non ne mette quasi mai.
    Besos a todos
    Lulamiao

  17. dctango dctango ha detto:

    Sei stata alla Mariposa ???
    Come è stato, utile ???
    Niky

  18. fabrizio ha detto:

    Vorrei rispondere in generale a tutti questi interventi. Il tango per come lo conosco io che lo studio e lo ballo da 12 anni, ultimo maestro è Veron Pablo, mi da l’impressione che i “maestri” di tango sono sorti come funghi al sole, ma da dove sono usciti? le milonghe pullulano di singol uomo donna per lo più in cerca di abbracci mozzafiato, ballano, si fa per dire, un tango che di tango non ha niente o quasi niente. Poter ballare il tango che sia Tango Argentino non bisogna perdere di vista che occorrono anni per arrivare a tutte o qusi,quelle combinazioni che il tango figurativo ti offre. Ho girato molte milonghe, e cosa vedo? camminate a non finire pochissimi volei, sacadas, non parliamo di figure classiche perchè i più non sanno nemmeno che esistano.
    Mi sono camuffato da principiante e sono andato in alcuni corsi di Tango, ho capito che oggi il tango e commercializzato, troppi singol donna e pochi uomini o troppi singol uomini e poche donne e come farebbero questi “maestri” ad insegnare il vero tango? Impossibile il tempo a loro disposizione è limitato. Altra considerazione, ci sono “maestri” che insegnano un giorno alla settimana in più posti, ma come fanno i futuri tangheri a poter memorizzare il tutto? oggi nel Tango c’è troppa superficialità ed improvvisazione, e solo pochi dico pochi puoi vederli un tango accettabile, non è giusto diversificare i principi di una tradizione oltre oceano, di cui i veri argentini ne andavano fieri, conosco emigranti argentini che tentano di insegnare ciò che nemmeno loro conosco bene, e questo è un torto che si fa al vero tango argentino, non mi dilungo oltre perchè se dovessi parlare delle musiche argentine, in queste milonghe è troppo approssimativo il modo di fare musica Saluti a tutti

  19. dctango dctango ha detto:

    Caro Fabrizio, grazie anche a te del tuo intervento.
    Anzitutto: beato te che hai studiato con Pablo !!!:o)
    Poi vorrei dire che per ballare bene il tango, per molti, non è necessario ricorrere alla vasta gamma di figure del tango escenario. La milonga è la milonga e se non c’è spazio è buona norma ed educazione limitare al minimo sacadas, boleos, ganchos, volcadas e quant’altro: te lo dice uno che ama farle – i primi stages li ho fatti con tale Gustavo Naveira – ma che sa ridurle al minimo -, o almeno ci prova, quando la milonga è affollata.
    Le camminate se fatte ad arte sono bellissime: il difficile è proprio saper camminare con stile: nessuno te lo insegna e penso che sia una di quelle cose innate o che si imparano dopo km di tango.
    Riguardo alle scuole ti do ragione: oggi tutti insegnano ma pochi sanno trasmettere. A questo proposito vorrei mettere la pulce nelle orecchie ai principianti e non solo a loro: un maestro che balla bene non sarà necessariamente un bravo insegnante. Non fidatevi dei bravi ballerini ma guardate prima come ballano i loro allievi in milonga: questo conta di più. Naturalmente esprimo una mia opinione personale.
    Niky

  20. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Fabrizio.
    Hai ragone: per il buon tango ci vogliono anni, (o minuti?). Ma siamo nell’era del “tutto, subito e meglio del vicino” e questo col tango un pò cozza.
    Rispondo invece a Dc. Anche nelle milonghe affollate si possono fare i voleos (magari bassi che sono ugualmente eleganti), i ganci (magari interni all’abbraccio dell’uomo e che dunque restano nello spazio della coppia), le sacads (dolci dolci senza che la donna spazzoli via la gamba dei vicini: appena un contatto, una cosa intima di cui si accorgano solo i due interessati); poi ci sono mille adorni, toque, pique, e chi più ne ha più ne metta… Insomma ci si può divertire anche nel traffico… ma ci vogliono gli attributi! E anni di esperienza. Ma non abbiamo fretta! No?
    Ciao
    Chiara

  21. dctango dctango ha detto:

    Il problema è che sono di più quelli che gli attributi non li hanno anzichè quelli che ce li hanno. Ecco allora che ci si scontra…. e talvolta ci si fa anche male. Anni di “tangueros” e “otras listas” sulle spalle mi insegnano che purtroppo questo accade più frequentemente di quanto si pensi: molte le testimonianze raccolte in merito.
    Si, è vero, ci si può divertire anche nel piccolo e devo dire che da qualche mese sto cominciando ad assaporare la “milonga affollata”: è come una sfida ogni volta, ma il difficle per me non è tanto stare nei ranghi quanto governare la ballerina in modo che non le vengano addosso gli altri. Riesco ad esser respnsabile di quello che faccio ma come posso al tempo stesso defilarmi rispetto a quelli che dall’inrterno o da dietro,nella ronda, mi vengono addosso ? Spesso non li vedi neanche, ma li senti !!!;O)

  22. deborah ha detto:

    Io sono approdata al tango dopo anni di danza classica, moderna e contemporanea, quindi ballo tutto e mi diverto a ballare tutto. Nel tango elettronico trovo ci siano brani più o meno belli, più o meno noiosi, ma così come nel tango classico.
    Qualche tanda di elettronico la faccio sempre volentieri, anche perchè mi lascia un pò più di libertà espressiva e mi diverto a sperimentare nuove figure, equilibrio, tono muscolare, dinamicità e musicalità.
    Un saluto a tutti,
    Deborah.

  23. lucy ha detto:

    se li senti? eccome se li senti! anche la mia caviglia sx ne sa qualcosa di ieri sera! tutto vero quello che si dice in tutti gli interventi precedenti(che però ci hanno portato ad indagare oltre il tema proposto: è inevitabile). con un appunto: non è sempre vero che dietro ballerini tremendi ci sono maestri altrettanto scadenti. un po’ è vero e un po’ no. normalmente a scuola si parla di motivazione, di maturità, di applicazione: se dovessi basarmi sui risultati dei miei studenti per stabilire che insegnante sono dovrei, dipende dalle annate, spararmi una cannonata! altrettanto: quali sono le motivazioni, la concentrazione, lo studio che ci mettono quelli che si accostano al tango? quanti vengono con intenzioni di fare amicizia e tutto il resto, quanti per il tango in sè? quanti sono fisicamente dotati per realizzare elegantemente anche solo i primi passi, quanti sono e rimarranno goffi pur con tutta la buona volontà? io vedo gente che balla da ben prima di me, che ha frequentato stages su stages, che tende anche a mettere sempre becco su tutto e che fa…impressione come balla. allora è colpa di naveira, di veron, di natario, di alvarez, di… mio marito ed io andiamo a lezione di tanto in tanto, osserviamo, studiamo, rielaboriamo. anche rielaborare è voce “scolastica”. in pista non si balla con quello che insegnano la maggior parte dei MAESTRI: sta al buon senso di ciascuno filtrare, adattare, scartare. la nozione così diventa cultura. e come tangueri possiamo fare un po’ di cultura del tango: con le conoscenze preziose che si pubblicano per esempio in questo blog e con la messa in pratica di un ballo “rielaborato”: con buon senso.
    lucy

  24. dctango dctango ha detto:

    Ciao Deborah e grazie di esser qui con noi.
    Niky

  25. dctango dctango ha detto:

    Si,quello che dici è comprensibile, essendo maestra, e condivisibile. Io dico principalmente che dietro bravi ballerini non è detto si nascondano bravi maestri. L’ho detto più volte anche in altre lists, pure perchè l’ho sperimentato sulla mia pelle. Lungi da me voler fare nomi, me ne guarderei bene, ma se devo guardare indietro e ripensare ai maestri che ho avuto, allora posso dire che qualcuno, pur bravissimo nella coreografia e nella esibizione, come maestro non mi ha lasciato proprio un bel niente. Altri invece si.
    Sul fatto che i ballerini non rispecchino la bravura dei loro maestri ho qualche dubbio. Pur con i limiti che tu dici, che sono giusti (alunni svogliati, poco assidui in milonga, tombèr de femmes, alunni non portati per il ballo) ci sono quelli che riescono, i cosiddetti “bravi della classe”.
    A questo proposito cito un aneddoto: eravamo a Brescia ed in milonga c’era l’allievo di un noto insegnante di stile milonguero (per coloro che non amano questa dizione, chiamiamolo tango apilado), di Milano, che tutti conoscono, argentino. Uno che insegna da anni tanto per non sbagliarci. Ebbene, una mia amica argentina, insegnante di ballo, mi ha detto che a parer suo in tutta la milonga lui era il migliore. Ed anche il suo maestro è considerato uno dei migliori (per fare un ciclo di lezioni private bisogna fare un mutuo).
    Niky

  26. Adriana ha detto:

    Mi scuso se sto ridicendo qualcosa di già detto.. ma accipicchia quanto scrivete, non ho letto tutto (lo prometto, lo farò appena ho 5 minuti.. ^_^)! Risposta al sondaggio: mi diverte ballare il tango “elettronico” (con le mie brave preferenze, è ovvio, non mi piace tutto…) perchè ha diverse modalità di espressione. Lo ritengo un’evoluzione ma proprio per questo bisogna conoscerne le radici. Secondo me il “nuovo” deve arrivare dopo il tango “tradizionale” perchè le nozioni tecniche di base non devono mancare e invece si fa un poco di confusione. Se scrivo questo è perchè leggendo il post mi è venuto in mente che un paio di giorni fa uno mi ha chiamato per informazioni sui corsi e mi ha detto “io non ho ballato mai tango, ma da voi si fa il tango veloce, ma si… quello nuovo?”
    ^_^

  27. dctango dctango ha detto:

    Anche per me è fondamentale conoscere la storia del tango/musica, la sua evoluzione. Il “tango elettronico” è frutto della modernità e dell’incrocio con altri generi musicali. Se devo essere sincero, mi ispirano di più gli Otros Aires rispetto a tutti gli altri che mi sembrano un pochino distanti dal vecchio modello, tant’è che lo stesso Santoalla dei Bajofondo parla di “Musica Rioplatense non Tango elettronico”.
    Adesso sono nati anche i corsi di tango nuevo: il mio ultimo insegnante mi ha detto che insegnare da subito tango nuevo significa rovinare per sempre un ballerino. E che invece il tango nuevo è l’approdo dopo anni di tango “viejo”.

  28. Adriana ha detto:

    * Chiara: una volta, in una milogna affolata ho ricevuto un gancio impeccabile… ma da un’altra coppia su un mio ocho! Roba da coreografia studiata e riprovata mille volte.

  29. Chiara Chiara ha detto:

    Adriana mi hai fatto ridere di gusto!
    Peccato non aver ripreso il tutto!
    La cosa più strana che sia capitata a me è stata una ballerina caduta perchè con un voleo aveva infilato il suo tacco nella tasca dei miei jeans!… Ci mancava poco che si arrabbiasse perchè non si devono mettere i jeans per andare in milonga!!!
    🙂
    🙂
    Un abbraccio
    Chiara

  30. Adriana ha detto:

    … ma tu lo sai che da allora non riesco più a fare ganchos quando me li marcano in milonga? 🙂

  31. dctango dctango ha detto:

    A me, una, facendo un boleo, ha tirato un calcio in c…o !!!Incredibile !!!:o)

  32. lucy ha detto:

    chiarisco un eventuale equivoco: sono insegnante di liceo come chiara, d’altra parte, e mi riferivo all’esperienza scolastica in senso pieno. da pochissimo insegno anche tango ma non ho ancora abbastanza allievi per verificare i miei risultati. ma credo che la similitudine valga. perfettamente d’accordo inoltre sulla differenza tra bravo ballerino e bravo insegnante. le due cose insieme sono una bomba, più spesso si ha il primo ma non il secondo.
    lucy

  33. dctango dctango ha detto:

    Auguroni di cuore, Lucia, per la tua nuova avventura da insegnante di ballo. Io credo che se le cose si fanno con amore, poi vengono bene. Forse sono un illuso o un idealista, chissà….
    Credo che per insegnare bene la classe non debba essere troppo numerosa, altrimenti non si riesce a seguire tutti i ballerini bene.
    Sarà forse perchè la mia prima insegnante non ammetteva, anche per ragioni di spazio credo, più di 10 – 12 coppie, da quel che ricordo.

  34. Stefano ha detto:

    Ciao a tutti.
    Complimenti per il blog, scrivete davvero tanto, ormai devo prendere dei giorni di ferie per leggere e ascoltare tutto 🙂 sempre con il timore di perdermi qualcosa….
    Volevo solo lasciare qualche breve opinione personale:
    – Un bravo ballerino è un cattivo insegnante solo perchè non ha voglia e passione di insegnare. Deve solo mettersi d’impegno. Il contrario non funziona.
    – W il tango elettronico e la sfida a ballare nuove sonorità.
    – Femminucce…. evitate i jeans con risvolto, soprattutto corti!!! Anche a me è caduta una ballerina perchè in un voleo si è infilato il tacco nel risvolto dell’altra gamba 🙁
    – sfruttiamo le nuove tecnologie: filmatevi mentre ballate, guardatevi con attenzione e fate il confronto con i video di qualche professionista che vi piace. Mamma mia le cose che vengono fuori 😉

  35. dctango dctango ha detto:

    Troppo simpatico, Stefano, vieni a trovarci più spesso.;o) Visto che ti piace l’elettronico sappi che è in arrivo la III parte su Bajofondo.

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