El Cafè de Los Angelitos (II Parte)

PUBBLICATO IL 16 settembre 2007

Il nuovo Café de los Angelitos, sito nell’angolo tanguero di Rivadavia y Rincón, non è più lo stesso cafetìn che ebbe il suo momento di splendore a metà del XX secolo e che languì fino alla sua chiusura, avvenuta nel 1992. E’ stato riaperto il 19 giugno del 2007, oltre che come café, come scenario per gli spettacoli di tango e come ristorante “non di categoria ma per gente di quartiere, con classici piatti come “el puchero”, secondo quello che hanno dichiarato gli imprenditori a capo del progetto. Quando avvenne l’annuncio della riapertura del Cafè questo rallegrò i vicini ed ex abituè che da parecchi anni combattevano per il suo ritorno. Però non è tutto nostalgia: la ricostruzione dell’emblematico cafè segna una tendenza della nuova imprenditoria gastronomica: i luoghi storici possono essere un buon affare, come dimostrato dal successo di pubblico dell’ “Homero Manzi” e “Las Violetas”.

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Il nuovo Café de los Angelitos, in realtà, non è più uguale a prima: il vecchio è stato demolito, dopo che gli imprenditori che comprarono il terreno di 600 metri quadrati, hanno alzato pareti di 9 metri di altezza, quasi il doppio del modello originale. Cosicché la versione del progetto del 2002 del classico bar, ha tre livelli, due sopra alla superficie ed uno sotterraneo.

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Nella pianta principale, sopra la navata, funziona il caffè, con un piccolo scenario per solisti, e verso l’interno, sopra Rivadavia, il ristorante, con lo scenario da sfondo. Entrambi i settori sono divisi da un’impalcatura che alternativamente può essere sala da pranzo per i vip o da pista da ballo. La capacità massima, lì, è di 300 persone. Al livello superiore stanno i palchi, con tavole per cenare con vista sullo scenario, con un locale per 110 persone. Sotto, nel sottosuolo, c’è un salotto ad uso multiplo, dove si pensa di realizzare un museo del tango ed uno spazio per le conferenze.

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“Il posto non è stato pensato per il turismo quanto per i vicini di Buenos Aires”, dice Rafael Pereira Aragón, capo del gruppo di investimento.
– A che si deve questo interesse nel recuperare siti che sembravano perduti ?–
– Sono posti che costituiscono parte della storia della città e sono molto amati dalla gente. I vicini li ricordano con molto affetto ed in molti casi, come in questo, si danno da fare per recuperarli. Investire in questo tipo di imprese significa scommettere sulla gente.“Per fortuna ci sono imprenditori che capiscono che la questione non è ottenere il massimo profitto, ma investire in luoghi che coinvolgono la nostra cultura”, dice Ibarra. Prima di questa proposta –appoggiata dal governo porteño– ne furono rifiutate altre che proponevano la costruzione di un bar con un edificio di quasi dieci piani.
Per la sottosegretaria del Patrimonio Culturale della città, Silvia Fajre, il ritorno di los Angelitos ha un significato particolare: “Non stiamo recuperando un edificio di valore patrimoniale ma un luogo storico, emblematico per la storia del tango. A differenza degli altri edifici come Las Violetas o l’Homero Manzi, questo valore simbolico trascende il valore architettonico.
– Come interpreta questa tendenza di recuperare luoghi storici ?
– Esiste una domanda potenziale molto forte per questi luoghi con valore culturale e storico. Dopo tanti bar clonati, la gente ha la necessità di recuperare l’identità della città.

Ricordiamo che “Cafè de Los Angelitos” è anche un celebre tango:

Cafè de Los Angelitos
1944
(Musica) Josè Razzano
(Letra) Càtulo Castillo

Yo te evoco, perdido en la vida,
Io ti evoco, perduto nella vita,
y enredado en los hilos del humo,
e invischiato nei fili del fumo,
frente a un grato recuerdo que fumo
davanti a un grato ricordo che consumo
y a esta negra porción de café.
e a questa tazza di nero caffè.
¡Rivadavia y Rincón!… Vieja esquina
Rivadavia e Rincòn, vecchie strade
coqueteando su gris en la mesa que está
civettando nel grigio del tavolino che
meditando en sus noches de ayer.
ripensa alle notti di ieri.
¡Café de los Angelitos!
Cafè de los Angelitos !
¡Bar de Gabino y Cazón!
Bar di Gabino e Cazòn !
Yo te alegré con mis gritos
io ti ho rallegrato con il mio vociare
en los tiempos de Carlitos
ai tempi di Carlitos
por Rivadavia y Rincón.
nel bivio di Rivadavia e Rincòn.
¿Tras de qué sueños volaron?
Dietro quale sogno sono volate?
¿En qué estrellas andarán?
Su quali stelle andranno ?
Las voces que ayer llegaron
Le voci che ieri arrivarono
y pasaron, y callaron,
e passarono e tacquero,
¿dónde están?
Dove sono ?
¿Por qué calle volverán?
Per quali strade torneranno ?
Cuando llueven las noches su frio
Quando le notti piovono il loro freddo
vuelvo al mismo lugar del pasado,
torno allo stesso luogo del passato,
y de nuevo se sienta a mi lado
e nuovamente si siede vicino a me
Betinoti, templando la voz.
Betinotti per riscaldare la sua voce;
Y en el dulce rincón que era mío
e nel dolce angolo che era mio
su cansancio la vida bosteza,
sgocciola la sua stanchezza la vita,
porque nadie me llama a la mesa de ayer,
perchè nessuno mi chiama al tavolino di ieri,
porque todo es ausencia y adiós.
perchè tutto è assenza e addio.

Ricordiamo tre versioni del “Cafè de Los Angelitos”: quella di Rodolfo Biagi – clicca Qui -, quella di Anibal Troilo e Alberto Marino – clicca Qui – , quella di Francisco Canaro con Carlos Roldàn – clicca Qui -.

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