Las alpargatas y el tango

PUBBLICATO IL 18 settembre 2007

Il termine alpargatas sta a indicare un tipo di calzatura di pezza e corda, tipica dei criollos dell’Argentina e dell’Uruguay.  L’intreccio della corda del fondo, ha un disegno particolare che la rende molto robusta e adatta all’uso su un pò tutte le superfici.

Erano le scarpe povere, usate anche dai cittadini a mo’ di ciabatta. Si racconta che il politico Elpidio Gonzales faccesse scalpore perchè usciva spesso di casa con le alpargatas, anche in occasioni ufficiali! Le ritroviamo anche fra i temi su cui improvvisavano i loro versi i payadores attorno al fuoco; potevano essere le scarpe indossate dai gauchos nei momenti di riposo, magari durante la lunga preparazione dell’asado.
Forse qualcuno di voi avrà usato qualcosa di molto simile nell’epoca in cui andavano di moda le cosiddette espadrillas. Quelle sono copiate dagli stilisti ai pescatori spagnoli; sono una cosa leggermente diversa: non sempre sono fatte in modo artigianale, usano altri materiali, ma per capire di cosa stiamo parlando vanno benissimo.
Originariamente erano nere, ma oggi le ritroviamo un pò di tutti i colori, anche con lustrini e paillettes, ma ovviamente non sono quelle di cui parliamo! Se volete maggiori informazioni su come si producono cliccate QUI.

Essendo le scarpe di tutti, scarpe popolari, ovviamente le ritroviamo anche nelle parole dei tanghi.
Sono fra i tanti oggetti che un passante vede esposti nel varipinto e curioso Bazar de la mescolanza, tango di Angel Villoldo; sono il simbolo della povertà che aveva il protagonista ingrato di Del barrio de las latas, tango di De los Hoyos e Fresedo; ma le portava anche la povera protagonista di La chabona, milonga di Marino e Hormaza.
Mi fermo qui con l’elenco che potrebbe andare ancora avanti. Molti sono i poemi e le canzoni folcloristiche che usano queste innocenti scarpette per descrivere la passata povertà contro un presente di successi, di modernità o di mondanità. Inutile dire che secondo queste storie, tutti erano migliori quando indossavano le loro scarpette di tela!!!
Insomma il sempiterno “era meglio quando si stava peggio!” 😉

Un caro saluto
Chiara

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