Sondaggio: le regole del tango

PUBBLICATO IL 20 settembre 2007

Negli ultimi giorni, a seguito del sondaggio su mirada e cabeceo si son succeduti commenti a più non posso. Bellissima questa vitalità! Ora l’esigenza spontanea nata dai commenti di Daniele, di Lucy, di Deborah, ecc… è stata quella di capire se esistono regole inderogabili nel tango…o se ci si possa affidare al buon senso di ciascuno.
E allora eccoci accontentati.

Quanto conta il rispetto per la pista?
Si può sorpassare?
Si gira in cerchi concentrici?
Si può fare zig zag in mezzo alle coppie?

Quanto conta il rispetto per la musica?
Tutti devono ballare allo stesso modo interpretando pause o accelerazioni?
Tutti devono ballare Fresedo così e Di Sarli cosà?
Bisogna andare all’unisono?

Quanto conta il rispetto per la ballerina?
Non si deve proporre al primo ballo tutto il repertorio di passi più complicati?
Non si abbandona la ballerina a fine tanda in mezzo alla pista?
Non si stritola la mano della ballerina solo per farle fare quello che vogliamo?

C’è libertà o ci sono regole?
Parliamo di noi, delle nostre realtà!

Un caro saluto
Chiara

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5 commenti

  1. Chiara Chiara ha detto:

    Tanto per chiarire la mia posizione.
    Sono convinta che le regole nella sana vita sociale ci debbano essere, ma solo perchè l’interesse personale spesso prevale sul rispetto della collettività.
    Quello che mi preme è che siano regole dettate dal buon senso e non da una moda, da un scimmiottare senza capire. Che siano tacite regole dettate dalla consuetudine, che si adattino a molti come un vestito comodo. Non fredde e calcolate imposizioni come un codice della strada.

    O no?
    Un saluto
    Chiara

  2. lucy ha detto:

    più chiara di così! sottoscrivo in pieno la posizione. quanto al sondaggio:
    il rispetto per la pista dovrebbe contare in modo non spropositato rispetto alle altre fatiche che il tango comporta, specie all’uomo. e invece è enorme per le persone a modo e nullo per gli arroganti: circolo vizioso.
    si può e si deve sorpassare. perchè il rispetto della pista non implica il martirio: se danno noia i centometristi, ripeto fino allo stremo, gli unti del signore, quelli che il tango…, piantati a coccolare se stessi e la donna, non a fare una pausa, ma una sosta, un cambio olio e gomme, quelli, dico, danno fastidio forse ancor di più. zig zag no: ma è conseguenza eventuale che deriva da quanto sopra.
    rispetto per la musica? cosa significa? che la sentiamo tutti uguale? impossibile e raccomandabile che non avvenga. il rispetto delle altre coppie non deriva dal fatto di sentire le stesse pause etc. ma qui il discorso sarebbe amplissimo.
    rispetto per la ballerina assoluto: non è lo specchio delle tue performance, caro ballerino, nè la tua servetta, e, di solito, ha schiena e mani delicate. ricordatelo. te la sei andata ad invitare: cura di farla divertire, di proteggerla dai cafoni centometristi dalla sacada facile sui piedi altrui, di congedarti da lei con grazia, di ricordarti di lei anche altre volte, anche quando le serate saranno inflazionate di bravissime e fichissime.

  3. Daniele ha detto:

    A scanso di equivoci vorrei ancora ribadire quello che è la mia personalissima visione riguardo alla questione RISPETTO.
    1)per rispetto della pista intendo dire che lo spazio, appunto la pista, è CONDIVISO e ognuno è in grado di comprendere il senso di questo termine, ma senza esagerazione contro coloro che vengono definiti “trasgressori” nel senso che se qualcuno ti urta, e può accadere e si scusa non ci saranno ne processi ne condanne tanto meno esecuzioni sommarie, non esageriamo per favore altrimenti sembra che ci sia un grande occhio che controlla e punisce, certo è anche vero che se vado a ballare e torno a casa con una cicatrice sotto il ginocchio perchè qualche uomo propone un voleo alto in una pista piena di gente, non è che scoppio dalla felicità, quindi senza posizioni estreme in un senso e in un altro.
    2) il rispetto della musica è un concetto abbastanza semplice, è la musica che va ballata, ognuno interpretandola con il proprio sentire, ma “possibilimente” ascoltandola, la ripetizione di una sequenza, di una serie infinita di passi che non c’entrano proprio nulla con le note che sono nell’aria, non ne capisco il senso, e pensando alle dame, voi sapete quanto si gode quando l’uomo non va a tempo o quanto meno non cerca di farlo, nessuno è imparato..
    3) il rispetto per la ballerina…mi pare che sia superfluo esprimere il mio pensiero credo di averlo già detto, brevemente è la nostra compagna di questo viaggio, non un sopramobile, non un attrezzo, non un mezzo per, noi siamo il barattolo di colore, loro sono il pennello.
    4) la mia libertà in pista dipende da quanta gente c’è per il vecchio adagio che la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro.

    buoni tanghi

  4. gino ha detto:

    Ripeto questo messaggio che ho da poco inviato alla precedente indagine, perche’ mi sembra pertinente.

    …Se a BsAs può essere commovente vedere la sala che balla all’unisono, che si ferma in combinata,…

    Chiara ma non e’ cosi’ altrimenti sarebbe un “ballo di gruppo”.
    Nella chacarera tutti fanno la stessa cosa all’unisono rispettando la musica. Ma nel tango no. Ognuno lo interpreta a modo suo, ci sara’ chi decidera’ in un certo passaggio di ballare il ritmo, altri nello stesso passaggio la melodia quidi l’immagine e’ variegata.
    Per quanto riguarda i sorpassi, in genere non si fanno. Ma se uno decide di civettare Gavito (alcuni stranieri in genere) viene sorpassato. Se uno decide di ballare alla Maradona con palleggi di tacco e punta (alcuni stranieri in genere) vengono sorpassati o spinti con delicatezza al centro pista. Io generalmente prego la mia ballerina di spostarci al lato opposto della pista per evitare calci (ne ho gia’ presi tanti nel sedere in vita mia…).
    Anche a Buenos Aires capita di dare e ricevere spintoni, c’e’ molta gente in milonga. La prima cosa che fanno le due coppie e’ scusarsi, a torto o a ragione. Quindi tutto e’ basato sul buon senso. Certo ci sono anche i maleducati come in qualsiasi parte della Terra, non so su Marte.
    Infine l’apprendimento. Per apprendere ci sone diverse strade, induttiva, deduttiva… I milongueri tradizionali di Buenos Aires quasi tutti non hanno preso lezioni e sono gradevoli per questo, ognuno balla secondo il proprio carattere e sensibilita’. Io per esempio sono cosi’ affezionato ai miei difetti che non li voglio correggere assolutamente con qualche maestro. Preferisco tenermi la mia anima ed essere libero e non assimilare l’anima di un maestro che mi farebbe sembrare goffo per mancanza di spontaneita’.

  5. Chiara Chiara ha detto:

    Grazie Gino per la risposta.
    Effettivamente ero preoccupata da tutto questo millantato ordine delle milonghe portene. Mi immaginavo una immensa polenta rimestata ordinatamente nel paiolo!
    Che brutta immagine per il tango!;-)
    Ero invece sicurissima che anche là ci fossero i maleducati e gli arroganti.
    Quello che dici sui maestri mi trova concorde. Se dovessi andare da un maestro per diventare uguale a lui non ci andrei – anche perchè mi sono scelta un maestro che è difficile da copiare :-). Il maestro deve far venire fuori quello che sei tu. Può darti qualche consiglio di tecnica, ma poi tu con le tue gambette, con le tue leve, con le tue caratteristiche fisiche, con il tuo sentire lo interpreterai come meglio potrai. Il maestro ti deve stimolare: ti deve fare uscire dalla lezione migliorato rispetto a quando sei entrato, il che non vuol dire nulla e vuol dire tanto! E poi ti deve trasmettere la cultura del tango e la conoscienza di tutte quelle cose che non sono nè musica nè ballo, ma che sono tango!
    Un abrazo
    Chiara

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