Bajofondo (IV Parte)

PUBBLICATO IL 21 settembre 2007

Il loro nuovo album, Mar Dulce, è stato realizzato in tempo reale, con tutti i membri che suonavano nello studio come se fossero un gruppo rock o jazz, un approccio radicalmente differente rispetto a quello adottato nel primo album. L’album rispecchia la mutazione cui è andata incontro la band, in cui oggi il 20% è programmato e l’80% è suonato dal vivo. In questa occasione anche gli strumenti a corda erano suonati da una sezione condotta da Alejandro Teran, come in un orchestra di tango, comprendente 4 violini, due viole ed un violoncello. Mar Dulce, il suo lancio è programmato per settembre 2007, rappresenta un nuovo salto di qualità nella evoluzione dei Bajofondo. L’album è stato registrato a Buenos Aires, Montevideo, Los Angeles, New York, Tokyo e Madrid, e la molteplicità di località  riflette l’attrazione cosmopolita dei Bajofondo, così come la lista eclettica di artisti ospiti: essa comprende lo straordinario cantante e compositore britannico Elvis Costello, il rapper spagnolo Mala Rodríguez, la cantanta canadese di origini portoghesi Nelly Furtado, il virtuoso bandoneonista giapponese Ryota Komatsu e diversi artisti del Rio de la Plata le cui origini ricoprono l’intera gamma, dal tradizionale all’avanguardia. Artisti uruguaiani che partecipano dal grande Lágrima Ríos (questo sarebbe la sua ultima resgistrazione) ed il chitarrista Toto Méndez (che era il direttore musicale del quartetto di Alfredo Zitarrosa) al duo elettronico OMAR ed il vocalist Fernando Santullo, ex-Peyote Asesino, una band che includeva anche Juan Campodónico. Artisti argentini comprendono Gustavo Cerati, che negli 80’s era l’uomo di punta dello Stereo Soda, il gruppo Rock più popolare in America Latina, oggi un cantante solista di successo e, tastierista e compositore dei Bersuit, una delle band più popolari del rock argentino, che in Mar Dulce fa una comparsa sensazionale come cantante, rivelando un altro lato del suo talento. Cionondimeno, c’è qualcosa che unisce gli artisti di origini, nazionalità e generazioni tanto diverse, ed è un sentimento che è molto difficile da tradurre in parole. Se c’è qualcuno che ha definito il tango come un “pensiero triste che si balla”, nel caso della musica dei Bajofondo potremmo estendere la definizione a “un sentimento che si può ascoltare e ballare”. E’ qualcosa di intangibile, una certa malinconia che ha qualcosa a che fare con argomenti esistenziali ed anche con i vecchi quartieri tradizionali delle città, cosa che Santaolalla ama chiamare “tango cosmico”. E noi possiamo trovare questo sentimento sia in Elvis Costello che in Mala Rodríguez. Anche se per chiunque ascolti Bajofondo Tango Club e Mar Dulce i cambiamenti siano evidenti, c’è anche un’estetica di  Bajofondo che rimane costante. Non ci sono regole scritte per la musica di questo gruppo, che evolve continuamente, ma ci sono certi parametri che erano presenti nel primo album, erano continuati in Supervielle e sono presenti anche ora in Mar Dulce. Come con qualsiasi genere che che inizi per moda, il cosiddetto “tango elettronico” sviluppa i propri clichés, ed è precisamente ciò che Bajofondo cerca di evitare succeda quel che succeda. Al contrario, Santaolalla, Campodónico, e l’intera band, stanno cercando continuamente di trovare e forgiare un linguaggio, lavorando duro nella selezione delle linee di batteria e di basso, elementi che sono stati presenti sin dal primo album. Anche se il suo linguaggio, al quale loro aggiungono sempre nuovi ingredienti, è in continua evoluzione, c’è una ricerca estetica e personale che è presente sin dalla nascita. Diventa evidente che quello che loro amano chiamare “scuola bajofondista” raggiunge nuove vette in Mar Dulce, nel quale quei parametri estetici sono più profondi, a causa delle nuove dinamiche del gruppo e dell’interazione creativa dei propri membri, creando nuovi gioielli come “Pa’ Bailar” (dove il ritmo del tango e del rock si intersecano in un irresistibile comunione danzabile), “Fairly Right” (con la voce di Elvis Costello) e “Don Alfredo” (in cui Bajofondo entra nella milonga uruguaiana, pagando il tributo a Zitarrosa con la partecipazione di Toto Méndez, che era il suo chitarrista), tra le altre canzoni destinate a diventare nuovi classici del loro repertorio. Al momento attuale, Bajofondo è una band di 8 membri, con sette musicisti ed un VJ che proietta immagini con musica in tempo reale. Come risultato della espansione del gruppo musicale, Bajofondo ha iniziato anche ad integrare elementi di musica folkloristica latino-americana nelle sue performances, così quando venne il tempo di approntare il loro nuovo album, decisero di tirar via “Tango Club” per accorciare il loro nome semplicemente con Bajofondo. Il cambiamento di nome, più conciso e di impatto immediato, rispecchia il percorso seguito dalla musica dei Bajofondo.

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Bajofondo – Mar Dulce

1. Grand Guignol

2. Cristal

3. Ya no duele

4. Hoy

5. Pa’ Bailar

6. Pulmon

7. Fairly Right

8. El Mareo

9. El Anden 

10. Infiltrado

11. Borges y Paraguay 

12. Tuve sol

13. No Pregunto Cuantos Son

14. Slippery Sidewalks

15. Zitarrosa

16. Chiquilines

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