Tango in latino a BsAs!

PUBBLICATO IL 6 ottobre 2007

Questa è una chicca per le prof di lettere che circalano nel blog … e ce ne sono diverse! Ma non solo per loro. Quando ho visto la cosa, non ci volevo credere. Ma lo sapete che c’è un tipo, un certo Radulfus Lavalle di Buenos Aires che traduce i tanghi in latino?!?!?!?

Fa parte di una comunità, il Circulus Latinus Bonaerensis, ovviamente con sede in BsAs: un gruppo di amanti dell’antica lingua di Roma. E a loro volta sono parte di una serie di circoli latini in varie città del mondo. QUI il loro sito, con il loro indirizzo, i loro lavori, la descrizione della città e delle loro attività, ovviamente tutto in latino!!!

E così il tango Tiempos Viejo di Romero e Canaro diventa Tempora; Te llaman malevo di Exposito e Troilo diventa Tu es gladiator; Bandoneon arrabalero di Contursi e Deambrogio diventa Mea symphonia plebeia; Whisky di Marcò diventa Merum… e così via.

L’effetto? Spassosissimo. Ecco un esempio. Da ascoltare QUI, mentre leggete, ho scelto la prima versione, la più antica, quella di Gardel del 1926.

Tiempos Viejo (1925)
Tempora

Te acordás, hermano, que tiempos aquellos!
Memoras, amice, pristina tempora?
Eran otros hombres, más hombres los nuestros,
De genere aureo erant patres nostri:
no se conocían coca, ni morfina,
nec saltabant tibiis nec lyras pulsabant
los muchachos de antes no usaban gomina.
neque medicamen in facie linebant.
¡Te acordás, hermano, que tiempos aquellos!
Recordaris, amice, morum severorum?
Veinticinco abriles que no volverán,
Triginta annos tempus meos devoravit,
Veinticinco abriles, volver a tenerlos…
triginta annos meos si reciperarem…
¡Si cuando me acuerdo me pongo a llorar!
sed manantes planctu oculos video.

¿Donde están los muchachos de entonces?
Ubi sunt sodales tabernarii?
Barra antigua de ayer, ¿dónde están?
Ubi sunt hesterni pugnaces?
Yo y vos solos quedamos, hermano,
Nos soli, frater, mensam rigamus,
yo y vos solos para recordar…
nobis nil restabit nisi duo vasa.
¿Te acordás, las mujeres aquellas
Praedulcesne oblitus es feminas,
minas fieles de gran corazón,
feminas fide omnes plenas?
que en los bailes de Laura, peleaban
In theatro ligneo dimicabant
cada cual defendiendo su amor?
inter se ad amasios capiendos.

¿Te acordás, hermano, la rubia Mireya?
Nec venit in mentem clara Clodia Pulchra,
que quité en lo de Hansen al guapo Rivera?
pro qua decertavi cum impuro fratre?
Casi me suicido una noche por ella
Prope me necavi illa nocte Romana…
y hoy es una pobre mendiga harapienta.
et iam est solum pannosa mendica.
¿Te acordás, hermano, lo linda que era?
Memoras, amice, quam bellula esset?
Se formaba rueda pa’ verla bailar.
Omnes circuibant eam saltantem,
Cuando por la calle, hoy la veo tan vieja
sed facta est vetula anicula Thessalia:
doy vuelta a la cara, y me pongo a llorar.
vultus me deflendo angore laborant.

Qualche licenza poetica gliela concediamo, sia perchè alcuni termini sono intraducibili vista la loro “modernità” e un pò perchè il testo latino si può benissimo cantare sulla musica originale (provate, è uno spasso!)…quindi un gran lavorone!!! Meno male che in Argentina amano ancora tante cose nostre che noi abbiamo dimenticato o che vogliamo dimenticare…

Un caro saluto
Chiara

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11 commenti

  1. emanueleemanuel emanueleemanuel ha detto:

    “I vitelli dei romani sono belli”

  2. motogio ha detto:

    “Eques talavia delia sini”
    trovata su una stele nelle campagne baresi.

    • che linse ha detto:

      “Eques tavia delia sini”
      è questa la via degli asini.

      spiritosaggine, battuta, motto…
      di Padre Cazzullo alla Scuola dei “Padri Scolopi”, Savona anni 1960 🙂
      tra gli “allievi” Luigi Einaudi, principe dell’accademia.
      P.S. … io c’ero!

  3. Mario Cambiaghi ha detto:

    In “humortango” il latino è molto usato, anche interlocutoriamente fra chi commenta.

    Ti dirò di più: in una delle nostre Fiestas (“Ostro-gotan Project” era il nome di uno dei giochi…), per cantarla traducemmo la Cumparsita addirittura in ostrogoto.
    E sulla sola base dello scarso vocabolario che si può desumere dall’unico testo conosciuto in quella lingua, “La Bibbia” di Wolfila).
    Abbiamo dovuto avvalerci anche di consulenze spacialistiche di vari Accademici germanisti, certo.
    Ma ce l’abbiamo fatta.
    Credo sia un record…

  4. Dori ha detto:

    Gazie Chiara! Ogni tanto qualcuno pensa alla categoria piu’ bistrattata!!!!
    Besos Dori

  5. aurorabeli ha detto:

    Per me il latino era una bestia nera alle superiori (non l’unica, ammetto) ed il risultato finale delle mie versioni assomigliava un pò all’ostrogoto.. 🙂
    Mario, trovo bello il vostro modo di approcciare il tango: mi piace quando si porta nella passione che si vive la curiosità che si ha anche negli altri settori della vita.
    Ed ho sempre vissuto la cultura come curiosità applicata!

  6. lucy ha detto:

    io scrivo da sempre in latino cose di tango, oppure in (pseudo)italiano del trecento. non so perchè, ma mi viene spontaneo pensare al tango in lingue che non ci sono più.
    lucy

  7. aurorabeli ha detto:

    Ci fai leggere qualcosa di quello che scrivi, Lucy?
    Ps, guarda che non mi sono dimenticata della tua idea della rubrica… Mi puoi contattare alla mail redazione@faitango.it?
    Grazie!

  8. Chiara Chiara ha detto:

    > In “humortango” il latino è molto usato, anche interlocutoriamente fra chi commenta.

    Ave Mario
    E che ce lo dici a fa’, che tanto è sempre per pochi intimi?
    Beh! Oramai sai già come la penso….

    Cum studio 🙂
    Chiara

  9. lucy ha detto:

    humortango sta su l.u.t.t.o? ah…
    io questi non li capisco…a detta loro fanno, finalmente, tutto per ridere però hanno paura di farsi leggere? se la raccontano e se la ridono, insomma.
    aurora: di recente ho scritto qualcosa su tangocazzeggio, ovviamente non rivisto e non corretto, di getto. non all’altezza di faiblog. puoi farne quello che vuoi, sempre che meriti, ma non credo.
    lucy

  10. Dori ha detto:

    Io non penso che abbiano paura a farsi leggere,credo, piuttosto, che abbiano un po’ la puzzetta sotto il naso, tanto è vero che per partecipare alle loro risate ,si richiede quantomeno dispensa papale.
    Non me ne voglia il Cambiaghi…
    E buone risate!:O)))

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