Questa poi! Anche Zorro ballava il tango?

PUBBLICATO IL 25 ottobre 2007

Chi sia l’eroe mascherato nato dalla penna di Johnston McCulley nel lontano 1919 lo sappiamo tutti. Del gran successo che quella volpe (zorro in spagnolo) di Don Diego de la Vega ebbe nel suo primo film muto Il segno di Zorro nel 1920, lo abbiamo sicuramente letto. Che il successo del leggendario nobile, difensore della povera gente contro la tirannia del governatore spagnolo, si sia ampliato con numerosi film e telefilm, lo sappiamo altrettanto bene. Non parleremo dei numerosi fumetti, antichi e moderni, che lo hanno visto come protagonista o come ispiratore di eroi, perchè la faccenda si allungherebbe un bel po’!

Penso che molti di noi abbiano siano cresciuti a pane e Zorro nei pomeriggi di merenda dell’infanzia (magari non la serie originale degli anni 50, ma sicuramente le infinite repliche, oggi anche a colori); siamo stati accompagnati dai personaggi del mitico telefilm della Disney, come il fido muto servitore Bernardo, le eleganti dame che si contendono l’amore chi di Don Diego, chi di Zorro, chi di entrambi; e come dimenticare il mitico e impacciato Sergente Garcia e lo stuolo di “fidi” aiutanti?

La stessa serie fu riproposta in molti paesi: in Argentina andò in onda con il titolo “El Zorro” ed ebbe davvero molto successo.  Molti “compadritos” si identificarono con l’eroe e si sentivano come Don Diego. Nel 1942 Mario Perini e Roberto Lambertucci scrissero un tango intitolato “Me llaman El Zorro” che racconta la storia di un guapo, ballerino di tango, che per le sue movenze, il suo modo di abbigliarsi e di vivere viene soprannominato “El Zorro“. (QUI puoi ascoltare la versione di Tanturi). Su quanto però questo epiteto fosse dovuto al nostro Zorro, beh non ci metterei la mano sul fuoco! 🙂

Dopo il successo del film muto che aveva per protagonista Douglas Fairbanks, il romanzo che era uscito a puntate, fu riproposto col nuovo titolo di The Mark of Zorro. Nel 1925 Fairbanks fu protagonista anche del primo sequel intitolato Don Q, il figlio di Zorro, interpretando questa volta anche il figlio di Don Diego, Don Cesar (due personaggi nello stesso film e senza tante diavolerie tecnologice! Un vero eroe!) 

E questo sequel ha anche un’altra particolarità: il tango di cui vogliamo parlare. Il danese Jacob Thune Hansen Gade (trombettista, violinista, direttore e compositore) fu chiamato a comporre un brano proprio per questo sequel di Zorro e, probabilmente senza immaginarlo, compose uno dei più celebri tanghi, un successo mondiale. Parliamo di Celos, noto anche come Jalousie, o da noi come Tango della gelosia. (QUI possiamo sentire la versione dell’orchestra di Sassone e QUI una versione classica per accordeon). Il brano, suonato per la prima volta nel 1925, proprio in occasione del debutto del film, ma poi divenne uno dei brani più suonati da radio e orchestre. In seguito fu usato come colonna sonora di altri film, anche più famosi e così si perse la conoscenza del fatto che era il tango di Zorro. Carino è l’aneddoto circa l’idea che ispirò l’autore: pare che Gade si stesse riposando in una casa di campagna e trovò un diario dove un uomo raccontava di aver ucciso la moglie per gelosia. Le parole del diario ispirarono il titolo e la travolgente melodia del brano. In qualche paese (non in Argentina) vennero aggiunte anche delle parole, più che altro perchè alcuni famosi cantanti volevano inserire questo brano strumentale nel loro repertorio.

Per concludere vi faccio ascoltare la colonna sonora (QUI) degli ultimi episodi della saga, quelli con Antonio Banderas. Ascoltando questa musica, gentili pulzelle, potrete immaginare di essere salvate all’eroe, molto migliore come Zorro che come ballerino di Tango Gitano (o di Flamenco?)!

Un caro saluto
Chiara

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5 commenti

  1. lucy ha detto:

    ti ringrazio, chiara, per la consueta dovizia di informazioni. sono in fase di amarcord, cronologia anni ’60, e zorro, che era uno dei pochi telefilm in programma (o tempora, o mores!), era atteso con ansia. l’attore aveva un suo fascino alla clark gable e le bambine, si sa, si innamorano presto dei baffetti da sparviero!
    uno così in milonga oggi farebbe sorridere.
    ciao.

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Se balla bene può pure avere i baffetti da sparviero (mitica!!!)
    🙂
    😀
    🙂

  3. Chiara Chiara ha detto:

    Sarà che il primo amore non si scorda mai, ma credo di essermi innamorata di Don Digo (the original) e Banderas mi è piaciuto meno … ma comunque non lo butterei nel bidone!
    😉

  4. lucy ha detto:

    ritornando ai tipi da milonga… di bernardo e garcìa in compenso ce ne sono a bizzeffe.

  5. Chiara Chiara ha detto:

    Vero!
    Conosco un tipo che se ne sta sempre tutto zitto in disparte. Non riesco mai a vedere come fa ad invitare, anche perchè ballerà una tanda ogni tre quattro milonghe (interse come serate!).
    🙂
    🙂
    🙂

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