Intervista a Stefano Gambarotto

PUBBLICATO IL 23 novembre 2007

Ho avuto occasione negli scorsi giorni di incontrare Stefano Gambarotto, appassionato da tanti anni di tango che negli ultimi anni insegna prevalentemente nella zona di Padova. Lo ringrazio per essersi prestato a raccontarci di lui e di quello che pensa…
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Innanzi tutto complimenti per il matrimonio con Silvia…. (sua ballerina, ndr)
Grazie… finalmente l’11 luglio ho messo la testa a posto (non è vero, dice scherzando).
A parte tutto, è stato faticoso ma sono contento di avere trovato una compagna bella, brava a ballare il tango ed intelligente. Volevi che me la lasciassi scappare?
Il lavoro come va?
Sono molto impegnato. E’ iniziata in alcuni posti la stagione di lezioni, da altre parti sta partendo adesso. La cosa bella è che c’è sempre più gente che si appassiona veramente a questo ballo. Io mi diverto molto a coinvolgerla il più possibile ed a farli appassionare sempre di più.
Poi ci sono le esibizioni che mi impegnano non poco.
Un altro progetto a cui stiamo lavorando è la creazione di uno spettacolo teatrale basato sul tango, dal nome “sentimenti d’istanti” nel quale sto coinvolgendo persone che hanno la mia stessa idea sul tango, non come stile ma come passione e voglia di coinvolgere gli altri nel divertimento reciproco.
Come intendi il tango?
Secondo me il tango è un misto di sensualità e divertimento. Sono importantissimi la fluidità del ballo, il portamento e la capacità di unire gli stimoli che arrivano da stili diversi, con lo scopo finale di ricreare quella magia che riesce a fondere passione e lievità nel viverla.
Il tango non è una cosa da vivere né con pesantezza né con incoscienza ma con partecipazione al momento coinvolti da tanti sentimenti diversi.
Della musica cosa pensi?
La cosa che mi piace tantissimo è il fatto che la musica è in evoluzione. Non esiste solo quella moderna, come non esiste solo quella tradizionale, ma esiste il tango e lo riconosci subito. Puoi trovarlo nei Gothan Project o in Di Sarli o in Piazzolla, grande connubio tra vecchie sonorità e nuove.
Non bisogna fare l’errore di scambiare il tango nuevo per il tango elettronico: il tango nuevo è una ricerca di nuove musicalità e di ritmi, che non hanno una base elettronica, si basa piuttosto su strumenti acustici ed è completamente assente la parte elettronica anche se in alcuni casi c’è la chitarra. Il tango elettronico viceversa è una sperimentazione, e non è uno stile vero e proprio.
Neanche il tango nuevo è uno stile: è un’etichetta che abbiamo usato per identificare una evoluzione del tango sia musicale che di ballo, che è ancora oggi in fase di studio.
Paradossalmente è nata prima l’evoluzione nella musica, e solo dopo quella del ballo ha seguito a ruota, perché derivata dalla necessità di seguire queste sonorità diverse.
Da qui i movimenti più fluidi, giocati sulle articolazioni piuttosto che su posizioni più rigide, sul gioco e sull’improvvisazione pura mantenendo però gli aspetti fondamentali del ballo del tango che sono la relazione, l’abbraccio, e l’attenzione scrupolosa per il partner. I movimenti più allargati non devono comunque dar fastidio alla pista, in quanto questo spezzerebbe un’altra cosa fondamentale del tango, la socialità all’interno della milonga.
Per questo è difficile ballare bene il cosiddetto tango nuevo, che purtroppo spesso, erroneamente, si trasforma in una pura esibizione di sé.
Cos’è che ti fa ancora appassionare al tango, dopo tanti anni di ballo? Cos’è cambiato nell’attrazione che senti per questo ballo?
La cosa che odio di più in assoluto è vedere le persone che hanno iniziato ad insegnare non venire più in milonga a ballare ed a divertirsi. Personalmente per me non è cambiato nulla: mi piace sempre la musica, ballare, divertirmi con gli altri in milonga. L’unica cosa che è cambiato per me è che sono migliorato con gli anni e forse ballo meglio. Quello che mi dispiace è veder perdere questo aspetto di socialità a molti maestri, e vederli presenti alle serate solo nel periodo di inizio dei corsi.
Com’è la realtà di Padova che, ricordo, è una delle “piazze” più vecchie di ballo in Italia?
E’ una bella realtà. Le maggiori scuole non hanno problemi di dialogo tra loro, si confrontano con serenità e si consigliano a vicenda, tentando di trovare dei punti d’incontro.
Difficilmente una persona che inizia a Padova a ballare trova attriti che non gli permettano di frequentare tutti gli ambienti, e di spaziare tra i diversi stili del tango.
Come in tutti i posti esistono professionalità diverse, ma questo non si riflette in modo eccessivo nell’ambiente in generale.
Abbiamo fra le più belle sale d’Italia per ballare il tango, senza voler far torto a nessuno indico il Media Luz e l’Amusement come sale dove c’è spazio e buona energia. Ma non è un elenco esaustivo: tante altre sale sono belle e funzionano altrettanto bene.
Si balla quasi tutte le sere ed ora apre una milonga nuova il martedì, in una sala di 500 metri quadri, leggermente fuori Padova, a Sant’Andrea di Campodarsego e speriamo che funzioni bene.
Questa libertà mentale si riflette anche e soprattutto nell’atteggiamento dei maestri verso gli allievi, che sono invitati, almeno da me, a girare e provare tanti stili diversi ed altri modi di insegnamento. Infatti non esiste un tango, ma lo stile che ogni ballerino trova per sé. Quindi ogni ballerino deve trovare la sua modalità di ballo, che acquisisce solo se esplora tutte le potenzialità, pena lo scotto di diventare un clone del suo maestro.

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9 commenti

  1. dctango dctango ha detto:

    Premesso che non questa non vuole essere una domanda provocatoria… ma Stefano, considerato che ama tanto ballare anche nel sociale, in milonga, balla coi suoi allievi ?

    Una volta un amico maestro si vantava del fatto che lui balla sempre con i suoi allievi.

    Non so’ dire se sia bene o male, è solo una curiosità.

  2. emanueleemanuel emanueleemanuel ha detto:

    Vorrei poterti rispondere io, ma sono da poco entrato nell’ambiente, e non ho ancora avuto modo di conoscere Stefano.

    Certifico invece che quello che ha detto di PADOVA coincide con la mia esperienza: non ho trovato rivalità fra scuole, i maestri comunicano fra di loro, e pur nella diversità di stili, mi sembra complessivamente che ci sia molta professionalità.

    Io credo sia didatticamente un bene che il maestro balli con gli allievi, però… ballare è un fatto molto personale, quando non lo fai per lavoro ma per divertimento! non credo sia giusto giudicare su questo un maestro. Guardiamo pure se è uno che balla solo per mestiere o anche per divertimento, ma con chi balla sarà pure affar suo, no?

  3. dctango dctango ha detto:

    Credo che sia affar suo, però forse e sottolineo forse, potrebbe aiutare le ballerine riottose, timide a iniziare ad avviarsi alla milonga. Per i ragazzi non credo proprio che ci balli ! 😀 😀 😀
    E poi diciamolo: a quale ballerina non fa’ piacere fare un ballo, ogni tanto, con il suo maestro ?
    Al contrario, sento spesso di Maestri che si negano…e credo che in una certa misura sia anche comprensibile, soprattutto se tutte vogliono ballare con loro !!!

  4. Dori ha detto:

    Anch’io penso che sia cosa buona che un maestro/a ballino con gli allievi.In generale;poi è vero anche cio’ che dice “il saggio”(beso!):almeno quando è fuori servizio..e magari paga anche un biglietto per entrare in milonga..che si scelga la ballerina.
    Io per esempio ballo con tutti i miei allievi di liscio, se mi invitano, Lucio però non invita “tutte” le allieve,ma solo quelle piu’ “sgarrupate”..o quelle brave(cosi’ si diverte anche!)
    Il mio maestro Anto invita sempre un sacco di ballerine, sue allieve o allieve di altri,amiche,principianti o quelle ancorate alla sedia..sono scelte personali.
    Ciao
    Dori

  5. Chiara Chiara ha detto:

    Anche io e Gio ci siamo sposati l’11 luglio … ma un pò più di anni fa!
    🙂

  6. Dori ha detto:

    Si vede che il mese di luglio porta fortuna alle coppie “tanguere”:anche noi ci siamo sposati a luglio…però 28 anni fa(sig!)

  7. dctango dctango ha detto:

    Ed il Lucio era un capellone figlio dei fiori ??? 😀 😀 😀
    Niky

  8. dctango dctango ha detto:

    Allora sicuramente suonera’ ancora le canzoni di Bob Dylan e della Joan Baez: Ho una Guantanamera della Baez bellissima !!!

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