Nero tango

PUBBLICATO IL 23 novembre 2007

Ho sospeso da un pò la mia rubrichetta delle recensioni di libri di tango perchè ultimamente mi sono dedicata ad altro tipo di letture. C’è così tanto da leggere!… e anche per spezzare un pò… 🙂 
Però ieri è  arrivato un pò di materiale nuovo ad ampliare la mia biblioteca personale dedicata al tango. Il primo libro che ho preso in mano è Nero tango, un libro di foto e parole, preparato a più mani, con un racconto dello scrittore porteño José Pablo Feinmann e le foto del nostro Pino Ninfa.

Il racconto di Feinman si intitola Anibal Torres e il suo bandoneon ritornano dall’aldilà. E’ l’originale storia di un bandoneonista, tale Anibal Torres, che in vita lavora nel fantomatico Club Nostalgias per l’impresario e amico Don Arnoldo Rosen; quest’ultimo, agli esordi, gli regala il bandoneon con cui il musicista arriva al successo eD è osannato dai numerosi fan. Il giorno della morte del bandoneonista, un altro amico, il poeta che ne cantato e tesse le lodi, J. Pedro Fellmann (carini ed evocativi i nomi scelti per i personaggi!), ha la brillante idea di seppellire il musicista con il suo bandoneon. Inizialmente sono tutti d’accordo, ma poi l’impresario ci ripensa; in fondo, lo strumento è suo e  dunque farebbe meglio a tenerlo,  onorando la memoria dell’amico, esponendolo, a pagamento, nel suo club!  😉 Il bandoneon allora viene seppellito con la bara, ma l’impresario manda due giovanotti, Perico e Rolo, animati dall’entusiasmo per la missione, quasi divina, e dall’energia della gioventù, a disseppellire il bandoneon per portarlo al club.
Come finisce il racconto? Non ve lo dico (se vi interessa vi risponderò in privato) per non rovinare la sorpresa di chi è intenzionato a leggere il libro. Ma vi dico che è un finale davvero originale…

Che dire delle foto? Molto belle: l’infinita ricchezza delle sfumature di grigio, nel bianco e nero scelto per rappresentare scorci, personaggi e tango; i giochi di luci e ombre; gli attimi catturati in una posa, in un primo piano sfuocato. Non viene descritto tutto in modo palese: c’è spazio anche per l’immaginazione di chi guarda. La foto è il punto di partenza, è lo spunto, per lasciare libera la mente di spaziare, di vedere oltre…

Ad esempio è bella l’immagine della ballerina che rilassa il piede in una pausa delle prove. Puoi leggere i pensieri della sua mente, puoi sentire la sua fatica, la sua dedizione e il suo amore per il ballo.
Originale anche l’idea di associare alcune foto a frasi prese dal racconto. Molto suggestivo. Il racconto che diventa foto; la foto che diventa racconto.

Mi è piaciuta molto la “colonna sonora” che ho associata al libro: il tango preferito da Torres: Melodia de Arrabal (QUI la versione di Pugliese dal vivo nel 1989).
Torres, il protagonista del racconto, lo sceglie come miglior tango di tutti i tempi:
…non esisteva, disse,  frase più perfetta della prima frase di quel tango, frase che, a continuazione, recitò lentamente, quasi sillabandola “Barrio plateado por la luna, borgata resa argentea dalla luna”, disse. “Vi rendete conto ragazzi? In questa frase c’è tutto lo spirito più profondo del tango. La borgata e la luna. La borgata e la notte. La notte resa argentea dalla luna. Perché il tango è figlio della notte e della borgata. Il tango è figlio della luna. Per questo è immortale”

Barrio plateado por la luna,
rumores de milonga
es toda su fortuna.

Feinmann José Pablo; Ninfa Pino – Nero tango – Ed. Marcos y Marcos

Un bel regalino di Natale per un amico tanguero. Buona lettura.
Un caro saluto
Chiara

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