Intervista a Ricardo Viqueira

PUBBLICATO IL 16 dicembre 2007

Nei giorni scorsi è stato presente a Padova Ricardo Viqueira, artista argentino di fama. Dopo aver frequentato una sua lezione di milonga transpié, che ho gradito ed apprezzato molto per la chiarezza e la precisione, oltre che per la passione per l’insegnamento dimostrate, sono andata a cena con lui, i maestri che lo avevano ospitato per lo stage, Emiliano ed Antonellina, e con gli altri allievi. A tavola ci siamo messi tutti a fargli domande: ne è uscita questa simpatica intervista che è il risultato di questo lavoro di gruppo.

 Che tipo di tango ti piace ballare?
In assoluto preferisco il tango romantico e melodico degli anni ’40… La mia tanda preferita è di Di Sarli con Rufino.
Per te che cos’è il tango?
Per me è uno stile, una filosofia di vita. La gente entra in contatto con questo ballo per tanti motivi personali, e poi scopre che richiede passione, impegno. Certamente non si vive per ballare, ma ballare il tango aiuta a vivere, anche perché si entra in un circolo di amicizie piacevoli ed interessanti.
Ma fino a che età si può ballare?
Veramente a tutte le età! Da questo punto di vista lo paragono al calcio, dove convivono il giocatore di 20 anni e di 35. Quello di vent’anni corre come un matto in giro per il campo, mentre quello di trentacinque non riuscirebbe più a farlo, e quindi corre molto meno e compensa con l’esperienza. Lo stesso capita nel calcio: il ballerino giovane ha voglia di scoprire ritmo, ballerine, entra in milonga e le invita tutte. Il ballerino che ha qualche anno in più entra, si siede e guarda. Dopo qualche tempo inizia a ballare, balla poche tande nella serata con le ballerine che ha scelto, e viene apprezzato altrettanto!
Ti piace ballare? Vai ancora a ballare per tuo piacere?
Certamente si. Io ho gestito alcune milonghe prima di iniziare ad insegnare ( la Sin Rumbo, la Cristal Tango in Avenida San Martin, ndr) e sono molto conosciuto nei locali di Buenos Aires, un po’ per questo ed un po’ perché insegno. Allora entrare in qualche milonga diventa difficile, perché quando entri vieni travolto da baci ed abbracci, e poi ti trovi costretto a ballare con amiche ed allieve. Allora di solito una volta alla settimana scappo dalla città e faccio qualche decina di chilometri per andare in una milonga dove non sono conosciuto, e dove posso ballare per il solo gusto di ballare.
Tu non hai una partner fissa… è una scelta?
Certamente si. Ballare in coppia fissa è molto difficile. Quello che il tango attrae, allo stesso tempo rischia di separare nel lungo periodo.. E poi, non sempre è facile avere a che fare con voi donne! Se avete già un vostro stile, non accettate con serenità quello di un altro ballerino. Se viceversa un ballerino di esperienza fa crescere una giovane, alla fine succede che questa, una volta diventata più brava, vuole assolutamente dire la sua! Ed io preferisco che sia l’uomo a dettare le regole..

(ovviamente vi siete persi la luce di divertimento e di ironia nei suoi occhi..)

Ora tu sei dedicato all’insegnamento.. ti piace?
Insegnare è un atto d’amore, che una persona non può fare se non è disposta a dare.. a me piace e lo faccio veramente con passione.
La cosa più difficile per me è trattare tutti in modo uguale durante una lezione.. mi spiego meglio. Di persone ne vengono tante ad imparare, e tutti hanno una diversa motivazione. C’è che vuole veramente studiare, c’è chi lo fa per passare semplicemente un pomeriggio in compagnia, o chi vuole guardare semplicemente il tuo metodo o criticarlo. La cosa più difficile è trattare allora tutti in modo simile. E’ chiaro che piacerebbe di più dedicare il tempo a quelle persone che hanno voglia di imparare e che ti stanno ad ascoltare con attenzione. Ma anche gli altri meritano attenzione, e paradossalmente è proprio chi ha voglia di perdere tempo che esige di più. Ma che ti dà anche grosse soddisfazioni nel momento in cui gli dedichi del tempo e la tua attenzione, perché capisce che sei stato a sua disposizione perché eri semplicemente interessato a lui.
Insegnare mi piace veramente tanto, e riscopro ad ogni lezione la voglia di farlo!
Aggiungo una piccola impressione personale: conoscere Ricardo mi ha fatto veramente piacere, e la passione che mette nell’insegnare e nel ballare si comprende guardando i suoi occhi quando ne parla! Questa è veramente un’intervista che mi sarebbe piaciuto riprodurre su video, perché il testo è riduttivo rispetto al vissuto..

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