Tango: storie di vita

PUBBLICATO IL 27 dicembre 2007

… Qué bien se baila sobre la tierra firme.
Mañana al alba tenemos que zarpar.
La noche es larga, no quiero que estés triste.
Muchacha, vamos… no sé por qué llorás.
Diré tu nombre cuando me encuentre lejos.
Tendré un recuerdo para contarle al mar….

Come si balla bene sulla terra ferma!
Domani all’alba dobbiamo salpare.
La notte è lunga, non voglio che tu sia triste.
Ragazza, dai, non so perchè piangi.
Dirò il tuo nome quando sarò lontano,
Avrò un ricordo da raccontare al mare….

Mañana zarpa un barco – Lucio Demare y Homero Manzi – 1942
QUI la versione di Di Sarli cantata da Rufino, la mia preferita

 

Questo bellissimo brano, vista l’epoca in cui è stato scritto, poteva benissimo adattarsi anche ai soldati che si imbarcavano per la guerra in Europa. Magari non sognavano di tornare al Riachuelo, per ascoltare il lamento del bandoneon, ma i sentimenti con cui si imbarcavano erano senz’altro gli stessi!

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1 commento

  1. Alessandro Alessandro ha detto:

    Oh… si… come si balla bene sulla terraferma… soprattutto dopo che hai ballato “sul mare” con la pista inclinata di 5/10 gradi… oppure (peggio) che oscillava un po’ di qua… un po’ di la’…

    Lo so che non c’entra niente… ma le prime parole del testo mi hanno fatto venire in mente splendide quanto… ballabilmente impegnative… serate di tango…

    8))

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