Ma è proprio tutto vero?…

PUBBLICATO IL 1 gennaio 2008

Iniziamo l’anno con un pò di pepe! Faccio seguito al post di Dori sui viaggi a BsAs e dico la mia.
Non vado a Buenos Aires, ma lascio che Buenos Aires entri a casa mia e con la tecnologia e un pò di fantasia tutto questo è ultra possibile. Musica, scarpe, libri, gadget, maestri e tangueros arrivano in Italia più facilmente di quello che ci si possa aspettare!
Però incuriosita dai racconti di una porteña d.o.c. che vive da un pò in Italia, ma che spesso attraversa l’oceano per tornare a casa, ho cercato qualche video della posto che lei mi ha indicato come uno tra i più porteños e not for tourist. Si tratta di  Maipù 444. Ne avrete sentito certamente parlare anche perchè vi si organizzano molte fra le più famose milonghe.

A sua detta è un posto solo per autentici milongueros di Baires, ma nemmeno di tutti, solo di quelli veramente bravi; è frequentata da un’alta concentrazione di maestri milongueros (ma i milongueros non imparavano solo in milonga???) e l’organizzatore avvicina chi non rispetta le regole implicite, invitandoli gentilmente a sedersi o ad allontanarsi perchè non vuole che si sparga la voce che si pigliano calci nel suo locale. Questo soprattutto il sabato con la Cachirulo, ma anche gli altri giorni.

Di seguito un pò cose che mi ha detto questa maestra e che ho cercato di confermare guardando qualche video (su Youtube ce ne sono diversi e ne ho scelto uno a caso anche se non è di un sabato).
Gli uomini siedono da una parte e le donne dall’altra (vero); nessuno ballerebbe mai una cortina (falso); nessuno fa il famigerato passo indietro (falsissimo!!!); la ronda è ordinatissima e nessuno balla in mezzo (falso); tutti seguono il compas (abbastanza vero, ma dipende dalla ballerna); nessuno inizia a ballare subito un pezzo (e per forza: son tutti fermi e anche se non hai nulla da dire stai li e aspetti … anche imbarazzato); gli uomini riaccompagnano le signore al tavolo (vero); nessuno sgambetta e niente volei (falso); nessuno cammina sulla pista (falso); anche chi non balla ascolta in religioso silenzio (falso c’è un vocio di sottofondo da far rabbrividire). Devo continuare?
Beh! No! Lascio guardare il video a voi e da soli vedrete come si balla in questo “tempio” del tango.
La cosa che mi ha colpito maggiormente? In questo video ballano tutti piuttosto uguale. Sarà che bastano pochi passi fatti bene, ma mi pare che facciano tutti gli stessi e l’ocho cortado regna sovrano!!!

Con questo cosa voglio dire???
Niente, ma i fatti mi cosano!  😉
E son pronta anche a sentirmi dire che ho beccato il video di una serata sfigata e che dal video non può emergere il sabor, e …..
Scusate la bestemmia ma continuo a preferire il Perito Moreno come meta argentina! 🙂

Un caro saluto e buon anno!
Chiara

ARTICOLI CORRELATI #

35 commenti

  1. Alessandro Alessandro ha detto:

    Buongiorno Chiara a Buon anno a te e tutti i lettori di faiblog…

    Interessante primo post dell’anno… neppure io sono (ancora) andato a BsAs ma un viaggetto in futuro non e’ escluso anzi… e’ molto probabile… ritengo che sia ancora troppo presto per me… non andrò soltanto per poter dire “Ci sono stato” “ho ballato tanto” etc… etc… tutte cose che spesso non corrispondono alla realtà. Conosco persone che sono andate… hanno raccontato cose spettacolari… alcune delle quali prontamente…. diciamo “ridimensionate” da altri amici che erano la’ nello stesso periodo.

    Tornando in topic… mi sembra sia evidente, dalle impressioni che si ricevono dai chi “e’ andato”, che il resto del mondo non si sta adattando alle tradizioni di BsAs ma viceversa… gli argentini si stanno adattando al resto del mondo… a quello che vogliono… e glielo fanno trovare… con buona pace del turismo tanguero che e’ primaria fonte di reddito da quelle parti… magari mascherando questo cambiamento con termini positivi come “evoluzione” o altro… ma certo è che le milonghe tradizionali sono sempre meno.

    E’ facile capire i motivi di tutto questo… Chi andrebbe in una milonga dove, al primo voleo alto (anche se non “becchi” nessuno… ma avresti potuto…) ti invitano gentilmente ad andartene?! Chi andrebbe in una milonga dove se non rispetti la ronda…. ti invitano gentilmente ad andartene?

    Hai elencato un bel po’ di cose che vengono o non vengono rispettate… ma guardando il video nel suo insieme noto una milonga ordinata… decisamente tradizionale (uomini da una parte… donne dall’altra… coppie dall’altro lato (ed e’ il “punto di vista di questo video”). Si rispetta la ronda… i passi sono semplici e non pericolosi… (tutti ballano apilado e non ho visto volei alti… ganci… )… quello che tu definisci “falso” perchè ti sembra che alcuni ballino in centro potrebbe anche essere una doppia ronda… all’esterno dovrebbero stare i piu’ “esperti” ed al centro quelli piu’ “principianti”…

    Ma con questo cosa voglio dire (pure io!) Nulla! perche’ sono sempre a favore della assoluta libertà di opinione e di scelta. Ben vengano le milonghe ultratradizionali (come questa) e quelle alternative… sono due cose completamente diverse… personalmente penso che frequenterei milonghe come questa per il 70%… forse 80% e farei “un salto” a visitare anche le altre…

    Dopotutto, nel tango, sono molto tradizionalista… ma un occhio al presente ed al futuro non guasta mai…

    Ancora Auguri a tutti per un felice 2008 tanguero…

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Ale
    buona giornata anche a te!

    I vero o falso associati ai commenti della mia amica erano ovviamente riferiti a più di un filmato. Comunque resta sempre vero che BsAs tanguera è sempre più fonte di leggende metropolitane! ne sono strasicura! 🙂

    Come dico sempre, se proprio andassi di la dall’Oceano, per cercare il tango, farei senza meno una capatina …. tuoni, fulmini e saette, …. a Montevideo.
    Ahaaaaarg! Cosa ho detto!!!! Sarà anche questo un “luogo comune”?
    😆

  3. pier aldo ha detto:

    Ciao!
    Solo alcune note:
    Maipù 444 non è una milonga, ma un indirizzo. E’ un posto del microcentro, e ciò basta perché turisti ce ne arrivino a bizzeffe. I veri templi del tango frequentati solo da porteños non possono essere nel microcentro, abbiate pazienza! Comunque: in questo locale si organizzano milonghe, alcune di codice, altre meno. Non sono mai paragonabili le une con le altre. Non è il locale che fa la milonga, ma chi in quel momento la organizza. Il locale è piccolo (la ripresa col grandangolo non lo lascia capire) e su due lati i tavolini sono accostati alle pareti. Inevitabile che la gente passi per la pista, visto che nemmeno a Buenos Aires, tranne pochi (vedi la pellicola “El lado oscuro del corazón”), sanno volare.
    Nel filmato non ho visto “che si balli la cortina”: c’è solo una coppia che accenna qualche passo, ma poi se ne va al suo posto, e non possiamo sapere chi siano. In ogni caso se in una milonga “seria” balli la cortina, nessuno ti dice niente: fai solo la figuraccia del turista, e sono affari tuoi. Prima o poi te ne accorgi e smetti: a meno di non essere brasiliano o italiano. Se tiri calci è diverso: lì interferisci con la libertà altrui.
    Non vedo nessun imbarazzo in coloro che in piedi attendono di ballare chiacchierando o facendo altre cose. E’ l’usanza, quella di lasciare alcune decine di secondi dell’inizio del tango ai rapporti sociali, se si ritiene di volerne avere, dato che in milonga ci si va per ballare e le donne stanno sedute distanti dagli uomini.
    Nemmeno è un mistero che a Buenos Aires, la patria del tango, si privilegia la musicalità alla quantità delle figure, e che l’ocho cortado, nelle sue varianti, regni sovrano (soprattutto quello molto girato), anche perché è un modo molto pratico per l’uomo di controllare chi si trova alla sua destra.
    Comunque, la realtà -non solo a Buenos Aires- non è mai schematica, e una buona full immersion reale è molto meglio di chilometri di chiacchiere, di video e di puntigliose spiegazioni a distanza a domande altrettanto puntigliose.
    Con buona pace di quello che pensa Chiara 🙂
    IMHO
    Buon anno a tutti !
    PIer Aldo

  4. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Pier Aldo, buon anno anche a te.
    So di Maipu 444 ( e l’ho anche accennato): se vuoi ti faccio l’elenco delle milonghe che vi organizzano con tanto di giorni e orari (anche due nella stessa giornata!). ma ovviamente non ci interessa!

    Per me osservare e vedere le cose si può fare in tanti modi. Abbiamo molti più organi per questo, non solo gli occhi. Ma questa è un’annosa questione che non voglio ritirare fuori qui e ora…. è pur sempre il primo dell’anno! 😀

    Il mio post voleva essere una provocazione ( e vedo che ci sono riuscita)e anche una risposta forte per questa portena che riempie la testa di poveri stolti con un mucchio di “leggende” su Baires e il tango. Per lo meno, come tu mi confermi, forse si possono applicare a una piccola parte di BsAs e del suo tango.

    Il tango è una possibilità infinita e dunque non c’è Buenos Aires che tenga.
    E scusatemi che aggiungo questo.
    Fanno crescere molto di più la cultura e il senso tanguero le sgangherate chiacchere di una combriccola di pazzi animali da fattoria che gli illuminati e preziosi silenzi di quelli che sanno ma tacciono, e di quelli che dicono solo per un gruppo di stretti e ristretti amici selezionatissimi!

    IMHO, ovviamente! 😉

  5. Alessandro Alessandro ha detto:

    Il tango è una possibilità infinita e dunque non c’è Buenos Aires che tenga.
    E scusatemi che aggiungo questo.
    Fanno crescere molto di più la cultura e il senso tanguero le sgangherate chiacchere di una combriccola di pazzi animali da fattoria che gli illuminati e preziosi silenzi di quelli che sanno ma tacciono, e di quelli che dicono solo per un gruppo di stretti e ristretti amici selezionatissimi!

    IMHO, ovviamente! 😉

    Sottoscrivo… evidenzio e riporto… 8)) Grande Chiara… mi trovi assolutamente d’accordo….

    Mi piace anche la nostra definizione di sgangherata combriccola chiacchierona…

    Di questo si tratta! Condivisione delle informazioni… delle opinioni… delle emozioni… per ognuno di noi uniche… (e poco importa se a volte non siamo d’accordo… anzi… il bello della discussione e’ proprio il confronto delle diverse idee)

    Basta con quelli che definisci “illuminati e preziosi silenzi di quelli che sanno ma tacciono”!!! Ne ho conosciuti alcuni… ma fortunatamente sono molti anche quelli che si confrontano… che raccontano… che condividono… e soprattutto qui… tra chi scrive si trovano…

    C’e’ anche chi legge… e non scrive… sa di sapere… e legge per sapere ancora di piu’ da chi invece desidera condividere… beh… c’e’ posto anche per lui… in questo mondo… nessuno lo vuole criticare… ma se contribuisse con qualcosa…

    Ricordo una frase… sicuramente famosa ma non saprei a chi attribuirla… “se ci scambiamo una cosa… io prendo la tua… tu prendi la mia… e restiamo ognuno con una cosa sola…. ma se ci scambiamo un’idea, un’informazione… un’opinione … io prendo la tua… e tu prendi la mia… ed entrambi abbiamo un’idea… o un’informazione in piu’…”

    Ben vengano le chiacchiere, le provocazioni e le informazioni… saremo tutti un po’ piu’ “ricchi…”

    IMHO anche per me… naturalmente! 😉

  6. Chiara Chiara ha detto:

    Ale!
    tvb
    🙂

  7. pier aldo ha detto:

    Carissima Chiara,
    c’è una maniera sola di sfatare le leggende metropolitane. Andare nella metropoli a controllare di persona. Punto. Il resto sono chiacchiere.
    Che si fanno se e quando se ne ha il tempo e la voglia. Ma non è chi più chiacchiera più si avvicina alla verità.
    PS: io non ho mai confermato che certi comportamenti si applichino a Buenos Aires a una PICCOLA parte del tango. Non farmi dire ciò che non ho detto. Se a Buenos Aires arrivassero un giorno un milione di turisti a fare casino nelle milonghe, il tango autentico di Buenos Aires continuerebbero a ballarlo i porteños, anche se fossero in minoranza. Gli altri sarebbero solo turisti maleducati, e non si potrebbe dire che il tango DI Buenos Aires è quello dove si è maleducati. Si potrebbe solo dire che A Buenos Aires arrivano un sacco di maleducati a cui viene offerto (a pagamento) il posto dove sfogarsi. Ma chi volesse capire cosa è il tango non dovrebbe di certo andare in quei posti. E chi dicesse “A Buenos Aires c’è di tutto”, direbbe una grande banalità, ossia una grande verità superficiale e una grande stupidaggine sostanziale. Perché il tango per i porteños non è affatto cambiato, né nello spirito né nei comportamenti, e il fatto che loro si ritirino in alcuni luoghi e lascino alle masse i locali più conosciuti non cambia niente. Questo è un fenomeno che esiste in tutti i luoghi assaliti dal turismo. L’autenticità uno deve andarsela a cercare, con pazienza, amore e rispetto degli abitanti del posto. Non può pensare di evincere, da qualche fotografia, o filmato, o racconto, quello che gli fa comodo per convincersi di ciò che è già convinto.
    Ma so benissimo che queste mie parole possono risultare ambigue, in quanto altri potrebbero dire “come fai a sapere che anche tu non sia andato a cercare quello di cui eri convinto?”, e dal punto di vista logico mi hanno fregato. Per cui invito a non perdere troppo tempo con le chiacchiere e ad andare a constatare di persone, come umili viaggiatori e non come tronfi turisti che sanno tutto. Se le parole valgono qualcosa, può essere un buon consiglio. Ma non è una formula matematica o un teorema. Ha a che fare con la sensibilità, non con la logica.
    Un caro abbraccio
    Pier Aldo

  8. Alessandro Alessandro ha detto:

    Contraccambio chiara… 8)

    … sono idee che ho praticamente da sempre … applicarle al tango non e’ difficile e… come ogni cosa… basta volerlo!

    Ho trovato qua persone molto disponibili… come Dc ad esempio con il quale sto chiacchierando di molti argomenti interessanti anche su tangodipendenti, blog che avevo aperto più di un anno fa… ma che alla fine mi ritrovavo a gestire da solo, mentre quello che avevo in mente era proprio una condivisione di idee ed esperienze.

    Questa condivisione ha iniziato ad accadere qua… grazie anche alla diversa visibilità di faiblog ma vedi… alcuni sarebbero stati invidiosi mentre a me ha fatto molto piacere e sono spesso qui a commentare e postare… a fornire il punto di vista di un “giovane” tanguero… e ad ascoltare chi ha molta piu’ esperienza di me… e questa condivisione non ha prezzo…

    Ben vengano anche i 700/800 visitatori al giorno in media di faiblog che danno un’occhiata a quello che scriviamo… e speriamo che un giorno… stuzzicati dall’argomento giusto… decidano di collaborare con noi donandoci il loro punto di vista.

    Ok… detto questo torniamo intopic… e permettetemi di citare un breve passo del bel post di Pier Aldo…

    Comunque: in questo locale si organizzano milonghe, alcune di codice, altre meno. Non sono mai paragonabili le une con le altre. Non è il locale che fa la milonga, ma chi in quel momento la organizza.

    aggiungerei che fa la milonga chi la organizza sicuramente… ma anche da chi la frequenta (che comunque viene “selezionato” dal tipo di milonga organizzata…. nel senso che sceglie una o l’altra a seconda delle sue preferenze)

    Ben venga quindi l’organizzatore “che a volte si definisce un po’ troppo tradizionalista” che esige il rispetto nella milonga di determinati codici…

    Un punto a favore del mio “vecchio” maestro che organizzava una milonga ultra tradizionale con i tavolini NON attaccati al muro… (con il corridoio quindi dove la gente puo’ passare senza intralciare i ballerini) dove l’atmosfera era tranquilla e serena… dove era VIETATO scalciare (i ballerini non venivano cacciati ma c’erano evidenti divieti in ogni angolo e su ogni tavolino…) dove il rispetto della ronda era la norma… dove ho mosso i primi passi… dove ho imparato le buone norme del rispetto del prossimo… il piacere di invitare (magari con mirada y cabeceo) e la cortesia di riaccompagnare al tavolo… sono tutti particolari che fanno della serata qualcosa di speciale… difficilmente riscontrabile in altre milonghe…

    Mi piacerebbe ritrovarla dalle mie parti… ma ahimè e’ cambiata, ed ora non è piu’ quella “di una volta”… che peccato!

  9. Alessandro Alessandro ha detto:

    Pier Aldo dice: Per cui invito a non perdere troppo tempo con le chiacchiere e ad andare a constatare di persone, come umili viaggiatori e non come tronfi turisti che sanno tutto. Se le parole valgono qualcosa, può essere un buon consiglio.

    Sono d’accordo… ma non e’ così semplice per tutti fare un viaggetto a BsAs… sia per questioni economiche che organizzative… ed in mancanza di questo… ben vengano le chiacchiere… ben vengano le opinioni di chi e’ andato… ben vengano le tue informazioni… che le milonghe NON dedicate ai turisti esistono ancora!

    Magari sarebbe interessante sapere DOVE SONO… in modo tale che un turista che desidera conoscere e frequentare con rispetto… (e non cambiare!!!) possa farlo senza troppe difficoltà e probabilità di capitare nel posto sbagliato….

  10. Chiara Chiara ha detto:

    Caro Ale le milonghe di cui si parla esistono e sono note. Un umile turista ci può andare, osservare e raramente sperare di farci due tanghi; ma non penso che l’umile turista di cui parliamo effettivamente cerchi una di queste milonghe per ballarci, ma per assaporane il gusto autentico. Insomma come si entrerebbe in un museo.
    Mica la vuoi usare la caffettiera appartenuta a Garibaldi! Beh! In realtà io la vorrei usare…ma questa è altra cosa! 😉
    Quello che mi chiedo è come mai molti di questi “fortunati” umili turisti non vedono l’ora di farlo sapere, di sbandierare che loro ci sono andati accompagnati da Pinco pallino che sennò mica ci potevano entrare, e che sono pure riusciti a fare qualche tango!
    Beh! Fatti loro… avranno i loro motivi.
    Ciò che mi perplime è l’accanimento a voler ricostruire questi musei qui in Italia, senza però avere le rarità da museo che hanno di là!
    Ma adoro anche questa follia. Sono per l’assoluta libertà!
    Un bacio a tutti 🙂

  11. pier aldo ha detto:

    Caro Alessandro,
    quello che mi ha spinto a intervenire è la strana posizione di Chiara, contraria a fare esperienza diretta a Buenos Aires, ma attentissima ad analizzare e a confrontare messaggi per forza di cose parziali che le arrivano da quell’area. Del tipo “La tipa mi ha detto questo, però nel filmato vedo quell’altro”, eccetera. Potrebbe averla imbrogliato la tipa. Ma anche il filmato potrebbe essere solo una piccola e parziale fotografia della realtà. Insomma, una foresta vera non è un frattale disegnato col computer, non si può ridurla a modello matematico: una realtà culturale è variegata, ma ha un suo nucleo fondante. Si tratta di avere la sensibilità di capire quale è il nucleo fondante e separarlo dalla fuffa. Non lo si può fare mettendo tutti i documenti sullo stesso piano. E l’esperienza diretta è molto importante. Anche per poi imparare a scegliersi le fonti.

  12. pier aldo ha detto:

    Chiara, sinceramente non ti capisco.
    Prima dici che io ho detto che certi comportamenti si applicano in una PICCOLA parte del tango, e non era vero. Ora dici che milongas più serie sono dei “musei”. Ma chi te l’ha detto? Ma da dove lo evinci? E’ il contrario: quelle sono le milongas di riferimento, e i porteños che aspirano a ballare meglio e a crescere il loro livello aspirano a potere fare bella figura in quei luoghi, altro che musei! Nessuno laggiù le vive come residui, ma come mete da raggiungere!
    Mi posso permettere di fare il nome di una di queste, sicuro che non ci sarà mai turista che potrà cambiarne lo spirito: si tratta del “Lo de Celia”. Provare per credere. Codice, educazione, alto livello di musica e di ballo. Parecchia puzza sotto il naso fino a che uno non dimostra il rispetto per l’ambiente, e i partecipanti, poi accoglienza fraterna. Ma è giusto che il tango si difenda!
    Pier Aldo

  13. Chiara Chiara ha detto:

    Caro Pier Aldo
    la posizione di Chiara non è strana!
    Ci sono molti fattori che entrano in gioco nella mia scelta, non ultimi la mancanza di tempo e soldi. Se avessi un mese di ferie, i soldi e soprattutto la voglia di andare oltre Oceano, non credo comunque che mi rintanerei in una milonga dove i porteni vogliono stare da soli. Che ci stiano, con i loro miti, le loro “ragnatele” e le loro competizioni. Io amo andare dove c’è vita e gli esseri umani sono aperti al dialogo e al confronto, con tutti. Sono per l’evoluzione! E poi che ci posso fare? Adoro le bellezze naturali! 🙂

    Ho fatto tredici anni di taekwondo (è un’arte marziale Coreana) e mai, dico mai, mi è venuta la voglia di andare in Korea.
    Stessa cosa per il tango. C’è più Tango (con la T maiuscola) in Italia di quanto non vogliano farci credere… e io lo trovo ogni giorno…lo “vedo” ogni giorno, senza aspettare un agognato e fantasticato viaggio.

    Ma sono un animale strano, lo so, … sennò che Papera sarei? 😉
    E anche se la maggior parte di voi mi conosce solo virtualmente vi assicuro che sono molto ma molto ma molto reale, realista e realistica! 🙂

  14. dctango dctango ha detto:

    Si però devi ammettere che basi le tue asserzioni sul preconcetto. Tu pensi che sia così, ma non lo saprai mai se non ci vai. A meno che non ti fidi di quello che ti vengono a raccontare gli amici che ci sono stati.

  15. pier aldo ha detto:

    Cara Chiara,
    quando dici
    “Ci sono molti fattori che entrano in gioco nella mia scelta, non ultimi la mancanza di tempo e soldi”.
    è molto più comprensibile. Ma eri partita dicendo più o meno che tu saresti andata al Perito Moreno piuttosto che a Buenos Aires, e allora la cosa mi risultava molto bizzarra e preconcetta. Io, poi, quando parlo, noterai che consiglio sempre di fare esperienza “di Buenos Aires”, ossia della città, del suo modo di vivere e relazionarsi: non ho mai detto di andare a tuffarsi 24 ore su 24 nelle milongas, che siano o no turistiche. La ritengo cosa assolutamente idiota, anche se c’è chi lo fa. Quanto alla tua frase sui porteños “che vogliono stare da soli”, non c’entra niente con quanto ho detto io. Leggi meglio il mio post.
    E, purtroppo, non è vero che in Italia c’è molto Tango con la T maiuscola. Ci sarà più ballo, forse. Ma è un’altra cosa.
    Con affetto
    Pier Aldo

  16. Chiara Chiara ha detto:

    Caro Dc non ti ci mettere pure tu!
    O mi consideri poco o ancora non mi hai capito bene, obnubilato dalle mie forme! 😉

    Non ho bisogno di andare dai vecchi milongueros per sentire cosè il tango. Lo sento ogni volta che ballo (non sempre per la verità, ma molto spesso 😉 ).
    Non ho bisogno che mi dica Pier Aldo che anche nelle vere Milongas ci sono uomini in carne e ossa come noi, con tutte le pulsioni del caso, che non sono incerati come in un museo.
    Non ho bisogno di parlare con loro tre giorni di fila per sapere cosa pensano del tango e che amerebbero tanto venire nella vecchia Europa, Italia o altro che sia (però in Italia di più! 🙂 )
    Ho molta più fantasia di quanta vogliate credere. So ascoltare le tante campane che arrivano fino a me, ogni giorno, in varie occasioni e sotto varie forme: anche le più disparate!
    E so ascoltare con il cuore, lo stesso cuore di un vero porteno, di un essere umano che non si preclude alcuna strada, e sentire tutta la storia in un colpo solo, semplicemente in una abbraccio, semplicemente in una strofa. Che ci crediate o no!
    🙂

  17. Chiara Chiara ha detto:

    Caro Pier Aldo
    innanzitutto ti ringrazio per i consigli che mi (ci) dai e per il tempo che mi (ci) stai dedicando. Io lo apprezzo davvero molto!
    Io Tango con la T maiuscola c’è anche in Italia. E non parlo di ballo o di musica. Parlo di Tango e tu sai cosa intendo!
    basta saperlo vedere; basta saperlo sentire; basta saperlo riconoscere!
    Con un super affetto
    Chiara

  18. pier aldo ha detto:

    Cara Chiara,
    purtroppo non trovo molto tempo per partecipare al blog. Ti ringrazio per gli apprezzamenti, che ti ricambio di cuore. Certe cose che ti dico le dico perché so che ci capiamo, che non sono dispute inutili o “payadas” per vedere chi vince tirandola più a lungo 🙂
    Colgo l’occasione per augurare di nuovo a tutti i blogger un buon 2008!
    Pier Aldo

  19. motogio ha detto:

    Cloro al Clero!

    così si diceva da giovani.

    Messaggio validissimo ancora oggi.
    Cari VERI tangueri che vivete nell’ambiente del VERO tango, per favore, restateci.

    A noi basta il falso tango-prometeico.
    Corriamo il rischio di subire una condanna divina per aver divulgato il fuoco della passione tanguera senza aver attinto alla fonte geografica, ma bevendo alla fonte del sentimento e della cultura.
    Sentimento e cultura che travalicano lo spazio e il tempo.
    Come dice Ale, mi posso apropriare di una idea, perché questa appartiene al genere umano (con la santa benedizione di Jung).
    In Germania, ci sono professori universitari che conoscono e sanno parlare il dialetto di Fragagnano (in provincia di Taranto) e conoscono anche le differenze con quello di Sava (a 7 km di distanza). Chi glielo fa fare? Forse neanche nel luogo di origine sono rimaste persone che parlano dialetto.
    La cultura, cari amici. Quella cosa che gli dei ci nascondono per invidia, in quanto noi possiamo superarli, sfuggendo al fato, mentre loro nel fato sono costretti a restarci.

    Cari clericali del tango, alcuni laici pensano che in una semplice milonga romagnola o marchigiana o piemontese, ci possa essere il miracolo di richiamare a aleggiare il vero spirito del tango, che scappato inorridito dai luoghi dove vige IL CODICE, venga a guardare con tenerezza e commozione la passione che muove la nostra libertà espressiva.
    Dove un ballerino pensa solo a ringraziare il miracolo di una ballerina che gli si affida, comportandosi degnamente, con la sua perizia, improvvisazione, arte, errori, ingenuità, cercando di fare bella figura, esagerando ma senza esagerare.
    Buon anno
    besos

  20. Chiara Chiara ha detto:

    E’ proprio vero!
    Dio li fa … e poi li mette nella stessa fattoria!
    😆

  21. motogio ha detto:

    nuovo post:

    le setole dei pennelli di capolavori artistici, nascono su un nobilissimo animale, il maiale. Ma non muoiono lì. Vengono aggregate per fare un arnese per l’arte.
    Il luogo di nascita non è altro che un dato anagrafico.
    Per curiosità dico che ogni beccaccia ha sulla punta delle ali una piuma particolarissima, detta “del pittore”. Quando da piccoletto accompagnavo mio papà a caccia, se prendevamo una beccaccia, le piume del pittore erano riposte su una preziosa scatoletta. (tranquilli, ora siamo tutti contro la caccia, ma ho una certa età 😉 ). Queste piume hanno un valore artistico altissimo. Tutti i particolari che vedete nei quadri del rinascimento, ciglia, occhi, rughe, erano possibili grazie a questa pennetta.
    Bien. Sta alla cultura dell’uomo che, dopo aver soddisfatto la panza con la ciccia del maiale, usi le sue setole per rappresentare “La Tempesta” del Giorgione o “Susanna e i vecchioni” del Tintoretto (qui), dove è rappresentata la Lucy con Giò e Dc in sottofondo 😀

  22. Mario Cambiaghi ha detto:

    La cariatide sul fondo è il Pier Aldo, no??? 😉

  23. lucy ha detto:

    caro giò che usi le parole che amo: “laico” per esempio (proprio qui, fui ironizzata e bacchettata per averlo associato all’idea di libertà e “miscredenza” nel tango), credo quella stessa idea che tu e chiara spesso esprimete (a te un complimento speciale per la fantasia e l’elegante “letterarietà” con cui esponi le tue opinioni).
    su maipù 444 c’è, se interessa, un breve report di tangoblivion, gli amici veneziani sono lì ora.
    anch’io provo il desiderio, e la remora (tra cui tempo e denaro), di andare in argentina. il desiderio non è fatto di tango soltanto, ma di ambiente, per cui, per il viaggio che dico io ci vorrebbero due mesi… vabbè. ho un amico di una certa età che con la moglie da quattro anni soggiorna otto mesi a buenos aires: ormai conosce un mucchio di posti e un mucchio di gente: le notizie che mi dà sono molto difformi, a volte, dai luoghi comuni (a questo punto mi tocca classificarli così) che si sentono narrare. a volte mi dice cose identiche ad altre già sentite. non so. non mi faccio idee preconcette, ascolto perchè sono curiosa. ma anch’io applico lo schema maometto-montagna: per il momento la montagna viene da me senza neanche alzare un dito, e ciò mi basta.

  24. doribaby doribaby ha detto:

    Mah! Io penso che la gente viva anche di illusioni e,perchè no?, di leggende metropolitane…consapevolmente.
    E’ pur vero, come dice Chiara, che l’informatica ci porta il mondo in casa..però una mela “virtuale” ha il colore, ha la forma della mela..ma non il profumo e il sapore.
    Io sono come San Tommaso:appena porto’ andro’ a Baires, così controllerò..personalmente.Se sarò delusa,pazienza!Magari al ritorno vi racconterò qualche leggenda metropolitana o qualche luogo comune in piu’.
    Intanto grazie ad Internet( anzi grazie alle segnalazioni di Paperetta)ho visitato su youtube le milonghe di Baires..e, proprio alla Cachirulo,ci ho intravisto i miei amici Florencia y Rodrigo, che ballano nella milonga dove sta ballando anche un altro grande,Tete..(Rodri è il ragazzo che indossa la camicia bianca e ha i lunghi capelli neri..insomma un papabile futuro “badante” per me e Lucy!!):

    Voglio andare a ballare proprio LI’!!!
    🙂

  25. doribaby doribaby ha detto:

    Niky, ma hai visto che non ci sono in pista piu’ di 7/8 coppie?
    Proprio come nella milonga che frequentiamo il giovedi’…
    Come a Baires!!!
    🙂

  26. dctango dctango ha detto:

    E’ vero, notavo proprio questo !!! Vuol dire che erano milonghe non turistiche, sennò sai che casino…
    Ma Maipù nel senso “Mai più”, non ci vado più ? 😀

  27. Chiara Chiara ha detto:

    Cara Dori
    con un pò di allenamento impari anche a sentire sapori e profumi…provare per credere!!!!
    Tanto anche quando li senti è solo questione di cervello… ma lasciamo stare sto discorso che è complicato 😉

    Anche io in questi giorni ho guardato un pò di video, anche della milonga indicata da Pier Aldo.
    Io vedo gente tranquilla che balla, che sta in compagnia, che si diverte, che socializza. E sono sicura che saprebbero accettare anche un turista perchè non sempre i turisti sono persone maleducate o impreparate. E’ un binomio che mi va stretto!!!
    Insomma c’è tanta gente che va a Baires e nemmeno sa che c’è il tango; c’è gente che ci va solo per il tango; c’è gente che cerca un certo tango; c’è gente che cerca Il Tango.
    Insomma ce n’è per tutti i gusti. Come sempre.
    🙂

  28. Alessandro Alessandro ha detto:

    x chiara… c’è tanta gente che va a Baires e nemmeno sa che c’è il tango; c’è gente che ci va solo per il tango; c’è gente che cerca un certo tango; c’è gente che cerca Il Tango.

    Sottile distinzione… 😉 il Tango con la T maiuscola… ma quanti di noi lo incontrano ? Raro… molto raro… ma per fortuna c’e’!

  29. Chiara Chiara ha detto:

    Basta essere sensibili e aperti. Come per accorgersi della sottile differenza fra una maiuscola e una minuscola!!! 😉

  30. Franco ha detto:

    Anzitutto Buon Anno a tutti,
    ..mi sono letto tutti i post e non posso che condividerli più o meno tutti.. (assurdo..?) eppure tutti (secondo me)hanno una loro verità ..
    Capisco il punto di vista di Chiara, credo di sapere chi è la portena doc.., perchè ho amici che (se è lei..) frequentano la sua scuola e sono farciti di tutte quelle nozioni che Chiara ha ampiamente esposto..(ne scrissi qualche giorno fa quando si parlava di milongheri..), alcuni di loro, che sono stati a B.A., hanno poi (delusi) ridimensionato..
    Del resto il tango è in evoluzione, vivi e lascia vivere, ad ognuno il suo, purchè ci regali un’emozione..

  31. Franco ha detto:

    ..anche se, tornando alla tradizione, un pò di educazione specie se si balla in piste affollate a qualcuno andrebbe insegnata, vedi un paio di ballerini della scuola di Oscar…

  32. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Franco. Non ho capito chi sei, ma di sicuro ci conosciamo visto che bazzichi in zona. Spero anche di aver ballato con te (ma forse no, altrimenti me lo ricorderei!).
    Quello che dici è molto vero, ma, ti assicuro, non è colpa del troesma! 😉
    fatti riconoscere. Mi farebbe piacere!
    🙂

  33. Franco ha detto:

    Ciao Chiara, ci conosciamo di vista e ci salutiamo quando ci incontriamo.. ebbene si, una volta abbiamo ballato anche assieme la scorsa estate al Loft, ma era fine serata e ti eri già cambiata le scarpe..
    Ad ogni modo stasera penso di andare al Verdi.. se ci sei mi farò riconoscere.. 🙂

  34. Chiara Chiara ha detto:

    Ohibo! Ma allora ti conosco!
    Mannaggia che non mi viene in mente! Possibile mai?
    No stasera niente Verdi (lo dico sottovoce, ma i festival non fanno ancora per me … devo crescere ancora un pò!)
    Poi il giovedì è serata di altri balli. Viene a casa un amico che mi sta insegnando Boogie, cha cha, valzer, merengue (ci prova con la salsa ma non la digerisco 🙂 ) e non ci rinuncerei per nulla al mondo! 😉
    Ma divertiti il più possibile e poi racconta!!!
    Un abbraccio

  35. Franco ha detto:

    OK sarà fatto..!!
    Stasera c’è l’esibizione di Mariano Chico Frumboli, uno dei miei miti.. e non l’ho mai visto dal vivo..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*