Ho incontrato Faruk … in bagno!

PUBBLICATO IL 8 gennaio 2008

Questo post è dedicato all’ottimo Punto y Branca, noto dj (non solo) del milanese, nonchè nostro assiduo compagno di chiacchere (un pò silenzioso per la verità, ma sentiamo comunque la sua affettuosa presenza! 😉 ).
Parliamo di Faruk, nome d’arte di Jorge Palacio, figlio dell’indimenticabile Lino Palacio, umorista argentino e disegnatore raffinato, fumettista morto lo scorso anno a più di ottantanni (pure la sorella Cecilia è una umorista … chissà come si divertivano in quella casa!).

Fino agli ultimi giorni della sua lunga vita, si è dedicato alla direzione della rivista “El Chamuyo“, il mensile di tango e lunfardismi e ha disegnato numerosi personaggi, quelli che hanno rallegrato più di tre generazioni di argentini. Ha collaborato con numerose riviste, fra cui “El tangauta” e con prestigiosi siti come Todo Tango.  Ha scritto bellissimi libri sul tango e sui suoi personaggi.  QUI qualche notizia su questo eclettico porteño.

Cicuta, il cinico personaggio bidimensionale, creato dal padre e regalato al figlio per il matrimonio.

Ne parlo perchè qualche sera fa sono capitata in una simpatica milonghetta dell’entroterra umbro e sul retro della porta del bagno delle signore, era appeso un poster coloratissimo e simpaticissimo con tutti i Personajes de Tango, proprio disegnati da Faruk. Non mancava nessuno: el Garufa, el Malevaje, la Morocha, Maria, … insomma tutti i personaggi dei tanghi più famosi, nelle pefette caricature create ad hoc dal fumettista. Per la verità non li ricordo tutti tanto bene … non è che potessi restare chiusa in bagno tanto a lungo per “studiare” il poster!
😉

Mi sono riproposta di non lasciar cadere questo fortunato e inaspettato “incontro” nell’oblio e ho voluto condividere con voi qualche notizia su questo personaggio. Per la verità spero che il prezioso Mario Cambiaghi ci racconti qualcosa di più, e magari ci mandi una foto del poster di cui parlo, che sicuramente farà parte della sua nutrita collezione. Anche perchè penso che conosca molto bene Faruk, autore del libro “El Humor En El Tango“!  Similis cum similibus!
🙂
Dico bene?

In attesa che qualcuno degli esperti citati si faccia vivo, vi mando un caro saluto
Chiara

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8 commenti

  1. Laura ha detto:

    Ciao Chiara,
    ti dico dove l’ho trovato visto che l’ho attaccato io nella porta del bagno… forse può sembrare un pò sacrificato lì, ma ritengo che il bagno della milonga sia quasi un rifugio per i tangueri, un luogo in cui isolarsi o riposarsi per qualche istante, rifarsi il trucco nel caso di noi donne, o lucidare le scarpe nel caso degli uomini (se fossi andata in quello degli uomini,oppss, avresti trovato una spazzola per le scarpe oltre al poster con il combattimento dei galli…a proposito di machos!). Insomma se l’hai notato mi fa piacere e ti dico che io lho copiato da un bellissimo libro che si intitola ‘Tango poesia de Buenos Aires’ di Horacio Salas.

    Un caro saluto a te e a Giò e un arrivederci a presto

    Laura

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Grazie Laura!
    Davvero carina a rispondere e a esserci venuta a trovare!
    🙂

  3. Chiara Chiara ha detto:

    E grazie per la segnalazione del libro! Mi manca…ancora per poco! 😉

  4. lucy ha detto:

    eh, ma non stai mai ferma un attimo: un po’ uno si deprime perchè non fa che scoprire la sua ignoranza, un po’ si tira su perchè pensa “tanto c’è chiara”!

    provocazione:
    quanti sono i “cicuta” nel tango?

  5. Chiara Chiara ha detto:

    I cicuta nel tango?
    Almeno tanti quanti fuori dal tango. Il tango è bello ma non fa miracoli!
    🙂

  6. lucy ha detto:

    forse a volte il tango contribuisce a tirar fuori il “veleno” che altrove uno non ha il coraggio di esternare ed essendo l’ambiente, per quanto ampio, sempre un po’ ridotto, il “cicuta” di turno fa male più che fuori. o, quanto meno, le sue carognate si notano.

  7. emanueleemanuel emanueleemanuel ha detto:

    Ma no, lasciatemi fare un intervento buonista: come diceva una nota pubblicità, “non ci sono bambini cattivi, ci sono solo bambini un poco indisposti (prendi la dolce euchessina…)”.

    Tradotto: la vita è complicata. Tante volte diventiamo cattivi difronte alle difficoltà, ma è solo un modo sbagliato e perdente di reagire.
    Tuttavia cattiverie in milonga non ne vedo, casomai si possono trovare asprezze, dispettucci, tutte cose risolvibili, come dice la pubblicità, “con la dolcezza”…

    Come dice Lucy in un altro post (quello dei “matusa”), c’è quel “fondo di malinconia” nel tango, e io credo ci sia perché ciascuno arriva in milonga “accompagnato” dalla sua vita, talvolta dalle sue sconfitte e dalle sue infelicità, e magari cerca un’evasione, 3 minuti “di puro godimento”, ma anche in milonga le cose non sempre riescono.
    Ci vuole dolcezza, e se proprio uno fa lo stronzo, lo si può sempre “mandare a prendere la dolce euchessina”… 😉

  8. deborah deborah ha detto:

    Mi trovi pienamente d’accordo Ema.
    Chiara ma non stacchi proprio mai eh? Bello però pensare che ogni cosa che vivi la vuoi dividere con noi, grazie!!! Sto imparando un sacco di cose!!!
    Bacio.

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