Two is mey ke one?

PUBBLICATO IL 14 gennaio 2008

Comincio questa nuova settimana facendovi una domanda. Due milonghe nella stessa serata: a quanti chilometri di distanza dovrebbero stare per non darsi fastidio? E’ giusto parlare di “fastidio”? E’ giusto rinunciare a organizzare una seconda milonga in una serata in cui ce n’è già un’altra?

Ovviamente parlo di piccole realtà, non delle grandi città, dove è possibile prevedere, in serate come quelle del weekend, anche due o tre milonghe contemporanee. Mi riferisco a piccole cittadine di provincia, dove i tangueri praticanti, nel raggio di 50 Km sono al massimo un centinaio ed è possibile, bene o male, ballare anche tutte le sere nel corso della settimana.
E’ meglio proporre due milonghe magari differenti per tipologia, rischiando di avere pochi ballerini a entrambe, o unirsi e farne una sola? E’ possibile, secondo voi, accordarsi e magari organizzarsi per farle in settimane alterne?

Dalle vostre parti come funziona? Cosa preferite voi?
Come la pensate in merito? Due è sempre meglio di uno? 🙂

Un caro saluto
Chiara

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24 commenti

  1. Alessandro Alessandro ha detto:

    Non e’ facile rispondere Si o no a questa “semplice” domanda.

    Credo che sia opportuna una certa collaborazione tra gli organizzatori delle milonghe… nel loro stesso interesse!

    E’ vero, siamo in pochi a ballare tango, e lo dimostra il fatto che in poco tempo, girando un po’, cominci a conoscere tutti… (nei piccoli centri ovviamente).

    Discorso milonghe:

    Stesso tipo… naturalmente ci si dovrebbe dividere la settimana… ed i “nuovi arrivati” giustamente possono prendere un giorno meno appetibile… (io stesso questa estate ho collaborato all’organizzazione di una milonga sul mare ed ho scelto il martedì… un po’ dura all’inizio, ma alla fine dell’estate c’era sempre molta gente… e tutti ci chiedevano di non smettere a fine estate… devo ammettere… una bella soddisfazione!)

    Cio’ nonostante abbiamo “dato fastidio” addirittura a chi, in quel periodo, non era neppure in Italia… ma percepiva ogni iniziativa tanguera come una minaccia al suo piccolo regno… peraltro decisamente molto distante!

    Due milonghe sono sicuramente meglio di una… il buon senso vuole comunque che siano (nella stessa serata)abbastanza distanti da non “darsi fastidio” per la popolazione tanguera “residente” oppure “a tiro”

  2. Alessandro Alessandro ha detto:

    Discorso milonghe diverse invece… secondo me possono convivere tranquillamente… chi apprezza prevalentemente uno stile o l’altro si regolerà di conseguenza senza dover fare migliaia di Km…

    Chi pratica entrambi… fara’ una serata da una parte ed una dall’altra… 8)

  3. aurorabeli ha detto:

    Io ho sempre creduto nella collaborazione reciproca.
    E’ vero che negli ultimi anni per gli organizzatori le cose sono migliorate, aumentando il pubblico del tango, e quindi permettendo un maggiore afflusso di persone che ballano.
    Ma è pur sempre vero che le persone che ballano rimangono un numero ridotto.
    Trovo quindi assolutamente inutile il raddoppio degli eventi nella stessa sera, e per questo motivo quando ad organizzare ero io mi premuravo, prima di confermare la data, di sentire tutti gli altri per capire se avevano eventi che potessero essere antagonisti e mi regolavo di conseguenza.

  4. aurorabeli ha detto:

    devo però ammettere che l’atteggiamento di collaborazione non funziona con tutti: ci sono persone che semplicemente non lo concepiscono, e si sentono in concorrenza con il mondo. Con questi soggetti è particolarmente difficile riuscire a parlare ed a coordinarsi.
    In questi casi ho sempre cercato di fare lo stesso in modo di non sovrapporre le serate: l’importante, credo, è riuscire a fornire più occasioni di ballo possibile!

  5. Chiara Chiara ha detto:

    Beh! Poi c’è da considerare anche chi considera una minaccia la milonga il giorno prima o dopo del suo!
    E’ vero che se ho ballato giovedì, magari venerdì vado al cinema; ma è pur sempre vero che posso decidere di andare in piscina il giovedì e di ballare il venerdì. Quindi chi da fastidio a chi è sempre un discorso assurdo.

    Sono d’accordo con l’idea di rispettare le milonghe “storiche”…a meno che non stiano perdendo il loro smalto d’un tempo e la gestione non accetti suggerimeti per rinnovarsi!
    😉

  6. marina2312 marina2312 ha detto:

    Questione spinosa…

    Come ballerina, penso che più è ampia l’offerta di milonghe, più ci sono occasioni di divertimento. Quindi, ben vengano anche 2 milomghe nella stessa sera nello stesso posto. Tanto il più delle volte, i frequantatori abituali di un locale non andrebbero comunque nell’altro, mentre i frequentatori occasionali (o i migratori come me) vanno una volta di qua e una di là in milonghe diverse in città diverse e non fanno comunque testo.

    Una formula interessante invece è nata recentemente a Genova: in un bel locale in centro, su richiesta del gestore del locale stesso, viene organizzata un milonga tutti i giovedì, gestita a settimane alterne da due diverse associazioni.
    Il posto è sempre lo stesso, i frequentatori più o meno gli stessi, a cambiare sono solo i musicalizadores. Mi pare un bell’esempio di collaborazione.

    In generale comunque, mi associo alle critiche di Aurora nei confronti di quelli che si sentono minacciati da tutte le milonghe del mondo organizzate nel loro stesso giorno… Una volta un organizzatore di milonghe mi ha manifestato velatamente il suo disappunto perchè avevo organizzato una milonga estiva fuori città di martedì e lui, che d’estate in città aveva sempre fatto il giovedì, stava pensando quell’anno di spostarsi al martedì…

    Insomma, dovremmo rilassarci un po’ tutti e pensare che la gente va dove si diverte, che se in una milonga non si diverte, smette di andare anche se non ce ne sono altre nell’arco di kilometri e che se ivece si diverte, non c’è concorrenza che regga…

    Buone milonghe a tutti ( e un abbraccio forte ad Aurora)

    Marina

  7. Alessandro Alessandro ha detto:

    Chiara Dice:
    Gennaio 14, 2008 a 9:38 am
    Beh! Poi c’è da considerare anche chi considera una minaccia la milonga il giorno prima o dopo del suo!

    Infatti… ma sono tutti problemi loro! e quella e’ soltanto l’esternazione di altri problemi ben piu’ gravi… 😉

    Per giorni diversi non dovrebbero esserci problemi… alla fine si va per divertirsi… anche chi la organizza spesso non lo fa per fini economici… penso che il piu’ delle volte si rientri a malapena delle spese… e’ un divertimento per tutti…

    Perche’ non lasciamo che resti tale?!

    Mah!

  8. lucy ha detto:

    la mia esperienza diretta mi dice che mentre tu ti fai degli scrupoli di buon vicinato (senza scadere in preoccupazioni eccessive alla fatebenefratelli se no è meglio lasciar perdere), quelli che ti hanno manifestato il loro disappunto alla tua apertura di una milonga mensile(!) alla prima occasione raddoppiano in un giorno qualunque settimanale in barba a quello stesso “establishment” intoccabile che facevano le viste di difendere. attualmente vedo un proliferare di iniziative confuse in cui è paradossale che a “prendersela” siano gli utenti più degli organizzatori…”hai visto? fa una milonga di martedì come faceva quest’inverno x,y,z!” ma a te: chettefrega? hai più occasioni di scelta, vai dove ti pare, se gli organizzatori reggono buon per loro, se non reggono sarà il darwinismo a decidere. spesso si organizzano milonghe andando a malapena alla pari con le spese: vogliamo anche mettere in croce chi si rompe i cabasisi per tentare strade diverse? evviva le doppie triple milonghe nella stessa città lo stesso giorno! chi organizza abbia la gentilezza di sentire i “colleghi”: se avrà trovato conciliazione e ragionevolezza tanto di guadagnato, altrimenti, piuttosto che rimbalzare contro i muri di gomma, con le pretese che alcuni hanno più sopra elencato, vada per la sua strada. scusate: che significa milonga “storica”? che se c’è da guadagnare qualcosina all’ultimo della lista non è permesso, mentre a chi c’è già è mafiosamente concesso di dare la solita minestra aumentando magari il biglietto? rompere le scatole ai soliti noti li costringe a migliorare a tutto vantaggio dell’utenza, che dovrebbe essere grata, invece di immedesimarsi scioccamente prendendo partito per questo o quello. che ciò accada è anche il frutto del fatto che quasi sempre un certo locale è retto da maestri di una data scuola. un altro locale da altri. si ripropone nello svago l’antagonismo delle scuole. meglio collaborare democraticamente, no?

  9. aurorabeli ha detto:

    Altrettanto a te, Marina!!!

  10. motogio ha detto:

    sono daccordissimo con Lucy, solo aggiungo il rispetto per le milonghe “storiche”, nel senso di non ostacolare quelli che hanno tenuto aperto anche in tempo di crisi.
    E’ chiaro che a qualcuno che pensa di essere in un castello fortificato e inespugnabile, insensibile ai segnali esterni, qualche attacco è lecito farlo. Ma alla base di tutto il rispetto e l’attenzione è indispensabile, anche univocamente, cioé rispettando altri che a loro volta non rispettano nessuno.
    L’equilibrio offerta-domanda vale anche in questo ambito.
    Le milonghe che organizziamo diventano subito democratiche e i tangheri ne percepiscono l’accoglienza e le urbanizzano a propria misura. Noi ci preoccupiamo MOLTISSIMO di favorire gli inviti-mirade-cabezei, eliminando le “sacche delle comari” e allestendo il bordo pista.
    Se la gestione mette a disposizione un budget per musicalizadores e artisti, dividiamo subito con altri e curiamo la varietà.
    Anche quì andrebbe aperto un discorso: tutti i musicalizadores rivendicano uno spazio, una partecipazione, una presenza sul mondo del tango, ma sono rari quelli che si preoccupano di “spostare” un pò di pubblico nella loro serata, con passa-parola, mail e quanto altro. Spesso sono come i toreri che vanno a dirigere la corrida eciòvibasti! (seguono gridolini di ammirazione). Non tutti aguantano el tiron del tango 🙂

    Per l’organizzazione delle milonghe, conoscere la propria realtà locale, comunicare tra gli organizzatori, saper fare qualche sacrificio è alla base di un buon successo.
    abrazos

  11. Dori ha detto:

    Io penso che ogni milonga in piu’ sia semplicemente un’opportunità in piu’.
    Oltretutto secondo le leggi di mercato la varietà dell’offerta abbatte anche i costi e stimola ad aggiungere quel “qualcosa in piu'” che non guasta( parlo da utente di milonghe!).
    Se poi è lo stesso giorno in cui..o in altri giorni..boh!
    A Milano si balla tutte le sere, e le milonghe sono in concorrenza..ma ognuno ha gli affezionati.
    Certamente non è tutto così facile, nè i gestori di milonghe sono sempre così “collaborativi”: chi gestisce la milonga per passione ( gruppi, associazioni) certamente ha le spalle forse piu’ coperte, ma lo spirito è quello della diffusione del tango ..mentre chi gestisce una miloga con lo spirito da “bottegaio”..se pu’ fa le scarpe alle altre milonghe..in mille modi.
    Gio’ dice:
    tutti i musicalizadores rivendicano uno spazio, una partecipazione, una presenza sul mondo del tango, ma sono rari quelli che si preoccupano di “spostare” un pò di pubblico nella loro serata, con passa-parola..
    Sono d’accordissimo con lui.Il musicalizador, se conosciuto, puo’ sicuramente “portarsi deitro” i propri fans..
    Ciao
    Dori

  12. maniacus ha detto:

    tutto il mondo è paese anche da noi a cagliari ci sono gli stessi problemi, milonghe 2 una il sabato ed una la domenica (quest’ultima gestita a settimane alterne da due gruppi diversi).
    Anche qui interferenze, sospetti, chi vuole vivere sulle rendite di posizione senza investire (non dico denaro ma idee), chi vorrebbe il monipolio ecc. ecc.
    Morale della favola vado la domenica a settimane alternandole al venerdi (giorno di pratica).

    Appena posso vengo su da voi e mi faccio una vacanzina tanguera in incognito

  13. motogio ha detto:

    Maniacus… e vabbé
    Incognitus… preoccupante!

    vieni in chiaro che ci piace farti vivere l’ospitalità romagnola 🙂

  14. Alessandro Alessandro ha detto:

    lucy Dice:
    …alla prima occasione raddoppiano in un giorno qualunque settimanale in barba a quello stesso “establishment” intoccabile che facevano le viste di difendere.

    E questa volta cara Lucy mi trovi assolutamente d’accordo con te…

    chi organizza abbia la gentilezza di sentire i “colleghi”: se avrà trovato conciliazione e ragionevolezza tanto di guadagnato, altrimenti, piuttosto che rimbalzare contro i muri di gomma,

    E di nuovo concordo… le stesse persone che pretendono diritti di prelazione o esclusive territoriali non si fanno alcun problema a sconfinare in altri lidi… oppure cambiare genere… e questo avviene nelle milonghe ma anche nelle scuole.

    Mah… strana la gente…

    Per fortuna non sono tutti cosi’… quindi… per fortuna possiamo scegliere!

  15. Franco ha detto:

    Voglio fare una riflessione che esula da campanilismi e simpatie e/o antipatie..L’argomento è spinoso….di solito è la domanda che crea l’offerta, al momento 2 milonghe vicine nella stessa data qui da noi (rimini) si darebbero fastidio.. ma è anche vero che il tango sta andando di moda, TV radio e riviste stanno bombardando i media da un paio d’anni a questa parte.. hai visto quanti principianti c’erano ai corsi di ottobre..? Erano tanti, molti di più di quanti eravamo noi.. e stanno cominciando appena adesso ad andare in milonga, ..e non ho ancora visto quanti sono iscritti ai corsi di gennaio, cmq se la tendenza rimane questa..(speriamo) più milonghe potrebbero essere necessarie.

  16. lucy ha detto:

    non so se augurarmi l’aumento del popolo dei tangueri o no, da un punto di vista egoistico, intendo dire. forse si tratta di un’ondata cui seguirà il riflusso, non so. tuttavia la conta bisogna farla fra un annetto dalla prima iscrizione: di solito, ben che vada, resta un decimo di definitivamente conquistati. un decimo di cento sono dieci, ma un decimo di cinquecento sono cinquanta: vale a dire una milonga piccolina, piena al punto giusto. l’aumento delle aperture di nuove iniziative è forse commisurato a quel “decimo” di numeri alla partenza più grandi rispetto al passato. meglio? peggio? aumento anche dei mugugni? delle guerre di bande? ai posteri…

  17. akmeno ha detto:

    Mi piacerebbe che le milonghe non si sovrapponessero, ma se si sovrappongono per tenere fuori dalle scatole quel tipo di “sacerdoti del tango stitico” che non sopporto… meglio!
    😉

    Art

  18. Alessandro Alessandro ha detto:

    Scusa Akmeno… chi sono i “sacerdoti del tango stitico” ?

  19. akmeno ha detto:

    Ciao Ale…
    Meglio di me potrebbe spiegarti Lucy, comunque sono quel tipo di tangueri che non ti accolgono nella milonga, ti guardano dall’alto in basso e si limitano a ballare tra loro profondamente convinti di detenere la “portegnitudine” più di un argentino.
    Insomma i classici fondamentalisti che si ritrovano in ogni categoria, dagli appassionati di uncinetto alla politica internazionale.
    Se non ti è mai capitato di incontrarne sono felice per te.
    🙂

  20. Alessandro Alessandro ha detto:

    akmeno… si… ora che hai definito meglio il termine capisco. Non ne ho mai incontrati… (forse e’ piu’ un problema delle donne anche se mi sono stati riferiti anche dei rifiuti…)

    non li chiamerei pero’ fondamentalisti ma soltanto ottusi… visto che lo spirito del portegno… forse e’ proprio quello di fare nuove esperienze…

    Comunque capisco il genere… in pratica un circolo chiuso… contenti loro… Spesso e’ indice di pessimi insegnanti… a livello tecnico e logico….

    Logico perche avrebbero dovuto insegnare a ballare con tutti… tecnico perche’ probabilmente non sono in grado di farlo.

  21. Chiara Chiara ha detto:

    Non sono molto d’accordo.
    Col tempo ho imparato a distinguere i falsi sacerdoti statici (ce ne sono, ce ne sono!) dagli ispirati in buona fede.
    Vediamo se riesco a spiegarmi.
    Ci sono gli unti del Signore che non si sa per quale motivo siano i depositari della Verità; ma quelli ce li abbiamo tutti in tanti settori della nostra vita. Possono mancare nel tango? No!

    Gli altri sono quelli che hanno molto studiato, molto letto, molto viaggiato, molto …. molto,
    e sono arrivati a delle conclusioni, giuste o sbagliate che siano. Siccome si trovano bene in quel modo, son rimasti folgorati, cercano, in buona fede, di portare tutti sulla via di Damasco!
    Forse esagerano un pò, perchè le “conversioni” richiedono tempi diversi per ciascuno. Ma credo che siano comunque in buona fede.
    Poi magari non li aiuta un carattere socializzante, e allora paiono altezzosi…ma quando poi ci parli, vedi che son tranquilli e non se la tirano. Son proprio convinti! E basta!
    Poi, pian piano, arrivano a preferire il “poco ma buono”, ma il buono che intendono loro…

    Io personalmente quando ne incontro uno/una, ci parlo, cerco di capire cosa li muove, cerco di vedere se anche io posso avere la stessa chiave di lettura, se anche per me casca la monetina!
    La scorciatoia non funziona. Però di solito, acquisto un amico in più!
    Parlate gente…parlate!
    🙂

  22. akmeno ha detto:

    >ROTFL<
    Sono d’accordo con Chiarozza, infatti la definizione degli “stitici” raccoglie solo gli “unti del signore” e non gli altri che comunque hanno sempre qualcosa da condividere.
    😉

  23. lucy ha detto:

    “stitici”, non “statici”. rappresenta bene il tipo.
    credo che ak intendesse gli irriducibili str….ani che si incontrano, talora a bizzeffe (andranno con le stagioni?), talora per niente in certi ambienti. ma questo è un caso mooooooolto raro.
    in concreto, cioè vita vissuta: molti che se la tirano oggi sono gli stessi che mi precedevano per anzianità di servizio sulla via per il regno dei cieli, illo tempore. hanno qualche anno di tango sul groppone più di me, ballano identico a sei-sette anni fa, se la tirano igual, non ci puoi parlare. con tutta la buona volontà. si invitano tra loro e talora per cooptazione fanno entrare qualcuno nel loro “giro”. che, guarda caso, aveva da principiante le carte in regola per diventare str….ano uguale. dio li fa poi li accoppia, ma non li accoppa mai e la razza si perpetua.
    gente seriamente preparata che se la tira io non ne ho mai vista. e questo in ogni campo. il “seriamente preparato” che se la tira poi si rivela un superficiale, perchè il suo terribile narcisismo gli ha impedito di andare in profondità: chi va in profondità si dimentica di se stesso, della sua immagine, perchè ogni oggetto di ricerca è di gran lunga più grande del ricercatore e rende umili. buffi, magari, un po’ diversi, ma mai snob. gli snobboni col loro tango centellinato, che ci propinano il “solo vero tango”, un’idea di poco ma buono, dove poco è, per esempio, quel ballare di tanto in tanto e guardare sapientamente stando ai bordi con stampato in faccia un bel “bah!”, buono è indubitabilmente il “loro” tango.
    gli schiavi non sopportano imposizioni troppo dure, dice la storia, perchè noi, nati liberi, nel fare una delle cose che sono state anche simbolo di libertà, vietato dai dittatori, ci facciamo talvolta condizionare da schemi, presunzioni, interpretazioni, imposizioni d’altri?
    quelli che la PORTEGNITUDINE…
    lasciamoli pei fatti loro. gli altri facciano quello che credono.

    approfitto per dire:
    io adoro il tango, ma io non sono il tango, nè il solito tango, nè il tango di nessuno, ma il mio, e con moderazione, con distacco, con ironia.
    altro che “o tutto o niente”. non ci saranno più le mezze stagioni, ma le mezze misure, per me, sì. in medio stat virtus. o no?

  24. lucy ha detto:

    anche two topics in one is mey che one… ho mescolato i temi. non vogliatemene.

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