Nel tango l’abbraccio è fiducia, sensi attivati e cuore colmo d’amore. I bambini ce lo insegnano

PUBBLICATO IL 27 aprile 2014

di Valentina BrunoNel tango l'abbraccio è fiducia

Mia figlia ha sette anni e – per fortuna – è ancora molto affettuosa, ma quando ne aveva più o meno cinque ha raggiunto l’apice degli slanci, della spontaneità e della fiducia nei confronti del prossimo. A quell’età, infatti, era capace di tuffarsi in abbracci a dir poco devastanti! Abbracciava con tutta se stessa, sensi attivati e cuore colmo d’amore.

Una lezione di vita per tutti noi. Per me prima di tutto, che quando insegno tango chiedo alle donne di chiudere gli occhi e di fidarsi di quello che chiedo loro di fare, ascoltando la mia guida. Spesso accade però che vengano fuori molte difficoltà. Qualche tempo fa, ad esempio, un’allieva principiante non riusciva a camminare con il suo compagno perché continuava a voler portare lei. “Ma dobbiamo per forza stare così vicine?” mi chiedeva imbarazzata e preoccupata la ragazza. Io all’inizio, devo ammetterlo, sono rimasta stupita della sua reazione, perché le stavo proponendo un abbraccio da studio… comunque, dissimulando lo stupore, le rispondevo che sì, doveva essere così anche se lei continuava ad essere agitata – pur accettando la mia indicazione. Poco dopo le consigliavo anche di chiudere gli occhi. Panico. “Oddio no! Devo proprio chiuderli? No, io non lo faccio… ma non posso tenerli aperti? Dai, guardo lì, solo lì giuro, così non vedo niente di quello che fai..”. La mia risposta assertiva anche se sorridente giungeva subito, per placarla: “Chiudi gli occhi e fidati, non ti mando a sbattere da nessuna parte: ti faccio fare dei passi, piano piano, uno per volta, ma tu devi sentire quello che fai solo attraverso il corpo”. La prendevo a sorpresa spostandola passo dopo passo, finché lei ha iniziato a lasciarsi andare. Occhi chiusi e fiducia. Le parole, che fino a poco prima erano la sua arma di controllo, non le usava più. A quel punto, soddisfatta del suo progresso, lasciavo la mia guida per metterla nelle braccia del compagno. Lei apriva gli occhi e sorrideva. Le era piaciuto e voleva ripetere l’esperienza anche con il compagno. Era euforica.

L’abbraccio è fiducia. I bambini piccoli sono ancora in grado di abbracciare senza paure ma, già con la scolarizzazione, iniziano a perdere questa capacità. E più si cresce, peggio è. Diventiamo esseri autosufficienti ma chiusi, repellenti al confronto, allo scambio, all’ascolto degli altri e di noi stessi e, conseguentemente, non siamo disposti al contatto con l’altro, a meno che non sia per soddisfare la nostra libido. Il tango permette di esplorare queste dinamiche e di cambiarle. Lo scopo non è diventare tutti grandi ballerini, ma la riabilitazione all’interazione con gli altri. Provare per credere.

Valentina Bruno
Valentinabruno9@gmail.com

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