“Laddove il tango sopraggiunge, difficilmente scompare”

PUBBLICATO IL 28 aprile 2014

di Manuela Pelati

La prima volta che ha ascoltato Pugliese dal vivo aveva 15 anni, ma nella sua casa di Buenos Aires i tanghi sul grammofono prima e sul giradischi poi suonavano da sempre. Alfredo laddove il tango sopraggiungeHelman è poi dovuto scappare dall’Argentina a causa della dittatura di Videla. E la nostalgia è un sentimento che non l’hai mai più lasciato. Autore di “Passione di tango”, Helman racconta la storia, i personaggi e gli artisti del tango, attraverso i ricordi vissuti in prima persona e le ricerche sui libri, riviste e accademie di Buenos Aires.

Il libro è dedicato ai desaparecidos ed è parte di una trilogia, perché “La storia, la politica e la militanza sono tre aspetti della stessa Argentina” scrive Helman, che per un periodo della sua vita ha fatto parte della brigata del “Che” Guevara. Ma la passione per il tango è amore puro: “Il tango è una danza che smuove i sentimenti” scrive. “E solo coloro che lo ballano così potranno eccellere. Mentre gli altri compiono movimenti tecnici e senz’anima”.

Il libro, che contiene in 260 pagine la storia del tango e dei personaggi che lo hanno animato, è una “bibbia” per gli appassionati. La prima parte narra le origini tra Buenos Aires e Montevideo, sulle sponde del Rio della Plata “Anche se per capire le origini del tango bisogna risalire all’occupazione spagnola delle americhe e al triste commercio degli schiavi” scrive Helman. E poi l’immigrazione a cavallo del ‘900 e il sentimento di nostalgia, le origini della parola tango e milonga, cosa è il lunfardo. Il tango quando entra nei café del centro, arriva a Parigi e compaiono i personaggi tra leggenda e realtà come il guapo, il compadre e il taìta.  “Nella Buenos Aires di inizio ‘900 l’abilità con il coltello non era l’unica che il guapo doveva dimostrare. Per godere di un buon prestigio egli doveva essere il miglior ballerino di tango” scrive Helman. E racconta anche le figure femmili come la mina. Oppure la vitrolea, la donna che suonava uno strumento meccanico – la vitrola – per allietare il pubblico nel locale e trattenerlo mostrando le gambe e le spalle ben in vista.

Nella seconda parte del libro, lo scrittore racconta i musicisti, i cantantanti, gli scrittori e i ballerini protagonisti dal periodo della guardia vieja, del passaggio all’epoca de oro, fino al nuevo e al tango contemporaneo. Sono decine i tanghi tradotto e commentati, arricchiti di aneddoti e note a piè pagina. “Vorrei suscitare nel cuore degli italiani quegli stessi battiti che il tango suscita in me” scrive Helman che vive in Italia da più di 30 anni. E poi aggiunge: “Laddove il tango sopraggiunge, difficilmente scompare“.  Alfredo Helman, nato nel 1936 a Buenos Aires, balla il tango in milonga dopo averlo imparato da piccolo nelle milonghe di barrio, solo guardando i passi dei grandi milongueri.

Passione di Tango”
di Alfredo Helman
Edizioni Clandestine
euro 15 in libreria, euro 12 online sul sito:
http://goo.gl/BX0bVp

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