Milonga libre y popular

PUBBLICATO IL 6 settembre 2014

Street Tango, Milonga Libre, Milonga Illegal, Tango e Dintorni, Tango Pirata, Milonga Clandestina, differenti denominazioni per una milonga “fuori dai consueti canoni”, per usare una espressione incontrata in una delle pagine internet dedicate.

 

 …Gira en el hueco la amarilla rueda      Milonga libre y popular

De caballos y leones, y oigo el eco

De esos tangos de Arolas y de Greco

Que yo he visto bailar en la vereda,…

 

Gira nel vuoto la ruota dorata

di cavalli e leoni, e odo l’eco

di questi  tanghi di Arolas e Greco

che io ho visto ballare  sulla  strada.

 

 “EL TANGO” El otro, el mismo” – 1964 – di Jorge Luis Borges

 

Dai patios dei conventillos e milongas barriales all’organetto dell’emigrante, l’anima popolare del tango porteño non ha mai cessato di albergare en la calle. I testi di tango abbondano di riferimenti a vie, luoghi, ormai mitici, scolpiti nell’immaginario del porteño: calle Florida, Corrientes y Esmeralda, Caminito, un elenco interminabile. El buzón, el almacén, el farol non sono solo parte di una descrizione geografica urbana rappresentano la forza vitale del passato e di relazioni interpersonali che plasmano l’identità di chi è cresciuto e vive nel barrio.

 

 “Si el Tango no es popular no es Tango”, è lo slogan dei giovani porteñi aderenti al progetto Cultura de la Nación, per la diffusione del tango.

 

Non deve stupire se anche nelle grandi città italiane, in cui il tango ha avuto a partire dagli anni 90’ grande notorietà, si avverte l’esigenza di diffondere nelle strade “tra le persone che per mille motivi mai si sarebbero avvicinate” annota la pubblicità di un evento, la passione del tango.

A fronte di un mondo globalizzato nel quale si avverte una sensazione profonda di estraneità, algo que se perdió y no se sabe qué es, il tango rappresenta un argine, la possibilità di una nuova forma di radicamento urbano.

 Osserva il sociologo Julio Mafud che il tango è molto più che musica, ballo e conia l’espressione tanguitud per indicare l’atteggiamento di chi si sente “abitato” dal tango.

La Tanguitud non appartiene solo a chi compone, scrive, esegue canta o balla, un tango, ma a chiunque nei più remoti angoli del pianeta “vive e incarna” la vibrazione esistenziale, l’emozione e la forza maieutica del tango.

Tanguitud è l’attitudine che anima chi sceglie la strada, la galleria, la piazzetta, addirittura il grande centro commerciale, non-lieu, non luogo per il sociologo francese Marc Auge, in cui far vivere la propria passione. Il tango reiventa, riconverte uno spazio, gli conferisce un’anima.

 

Ho svolto una breve indagine in internet alla ricerca delle motivazioni dichiarate da gruppi che organizzano milonghe di strada.

 (Le fonti vengono omesse per diritto alla privacy richiesta)

 

Il gruppo “Tango Illegal” è costituito da un gruppo di amici amanti del tango che hanno deciso di condividere momenti e luoghi per trascorrere insieme delle ore liete coltivando passione ed amicizia. Il gruppo è aperto a tutti e continua liberamente a crescere senza limiti di scuola, professione, ceto o altro. Non esiste una struttura di gestione ma al limite solo alcuni componenti più propositivi ed attivi di altri.

 

L’accento è posto sulla socialità: senso di appartenenza, aggregazione, che si sforza di superare le barriere sociali e le rivalità per le diverse appartenenze di scuola, responsabile in molti casi di atteggiamenti settari, ballare ad esempio solo con chi appartiene alla medesima scuola o gruppo. Iniziative volte a favorire un clima di apertura, viene promossa l’autogestione quale modello organizzativo.

 

Questo gruppo nasce per farci i TANGHI nostri e a nostro piacimento. Il resto e’ storia 🙂

 

Un calembour per attrarre il lettore e favorire la sua partecipazione interpretativa, uno slogan stile marketing della politica.  Si polemizza indirettamente con chi si erge ad arbitro dei gusti musicali vantando una pretesa ortodossia in materia.

 

Niente pubblicità grazie

 Profilo di bassa notorietà, adatto al carattere estemporaneo e semiclandestino delle nostre iniziative

Milonga clandestina è gratuita

 

La distanza organizzativa, l’asimmetria tra la milonga libre e milonga tradizionale è esplicitata in maniera chiara: la parola chiave è “clandestinità”, che con “estemporaneità e gratuità” intende differenziarsi in modo netto dalla milonga classica ponendosi in alternativa.

Si legge altresì una esigenza di trasgressione, deviare da un comportamento condiviso dalla maggioranza.

 

Una Milonga senza scuola residente, per questo LIBRE.

Ballare in Liberà senza maestri che giudicano o che stanno in agguato per farti iscrivere ai corsi.

Un locale dove ascoltare Tango e condividere la nostra sensuale e intima atmosfera anche se ancora non sapete ballare.

 

L’idea, giusta e rivoluzionaria, è quella di portare il ballo nel cuore della città, liberarlo dal rigore delle scuole e dalle barriere dei livelli di preparazione per restituirgli la sua dimensione più spontanea, quella di divertimento e di aggregazione.

 

Qui vengono prese di mira in modo deciso le scuole, responsabili attraverso “famelici corsi” di rompere l’atmosfera della milonga; la socialità deve venire prima di tutto, prima della stessa capacità di muoversi in pista.  Garanzia di anonimato per chi non vuole compromettersi, cum- promittere, sottoporsi ad un giudizio di un arbitro e ad accettarne la decisione. La compromissione è una scelta difficile, è una struttura relazionale ternaria: ci siamo noi in pista gli altri intorno a noi ed un terzo soggetto che giudica valuta, compara, sancisce. La milonga illegal promette di realizzare   un utile equilibrio tra esigenza di non compromettersi e necessità di inclusione, coinvolgimento. In chi sente solamente implicato in fondo non è in gioco la reputazione. 

 

 

Che cosa sono gli “Illegal”? Dal Manifesto di un gruppo

 

Per capire bene cosa è un Illegal bisogna parteciparvi. Sintetizzando si potrebbe dire che è un momento di forte aggregazione dove il Tango viene vissuto al di fuori dei consueti canoni delle milonghe. L’assoluta libertà che caratterizza questi eventi si esprime nella libera scelta del luogo, dell’orario, della musica e del suo svolgimento. La sempre diversa composizione di questi elementi e dei partecipanti crea ogni volta un Illegal diverso. Non ci sono regole. Chiunque può indire un Illegal, basta che si organizzi un po’ per la musica ed il gioco è fatto. Il passaparola fa il resto. Ai partecipanti non resta che portare, se lo desiderano, qualcosa da bere e, perché no, da mangiare. L’importante è presentarsi con lo spirito giusto per creare un grande mix di passione ed amicizia.

 

 

I passi sopra riportati tratti dai manifesti di alcuni gruppi non esauriscono ovviamente la panoramica  degli obiettivi delle  milonghe spontanee, costituiscono un eloquente paradigma descrittivo.

 

Milonghe tradizionali e milonghe spontanee : la polemica

 

Le milonghe spontanee incontrano spesso l’ostilità di chi organizza milonghe tradizionali. Gli organizzatori di queste ultime lamentano costi di gestione, lavoro di programmazione, tasse da pagare e reputano le milonghe di strada concorrenti, avversarie che giocano con dadi truccati.

Queste ultime a loro volta definiscono commerciali le altre, caricando di significato negativo il termine “commerciale”. Polemiche di questo genere sono piuttosto diffuse sui social network.

Esaminando la tipologia delle critiche che da più parti vengono mosse al tango di strada, vi è quella di creare confusione e dispersione generando disorientamento tra gli organizzatori delle milonghe stabili e danno agli stessi tangueri, Altre critiche sono quelle di “esibizionismo” o di impoverimento del tango che verrebbe spogliato della giusta ubicazione.

 

Senza esprimere giudizi, vorrei tentare di ampliare il discorso.

Nella nostra società di massa, società dei consumi si è molto spesso socializzati solo in quanto   utenti/passeggeri/clienti, prigionieri di un meccanismo di identificazione in qualità di utenti solvibili (e quindi accettabili), in attesa del proprio turno, pronti a seguire le istruzioni, fruire del prodotto e pagare.

L’evento artistico di strada non rivolgendosi ai soli utenti paganti, promette di ribaltare tale situazione modificando lo stesso ruolo partecipativo delle persone: spettatori che alterano per un attimo la loro quotidianità, protagonisti che incontrandosi per danzare attuano una disconnessione dalla vita “vera”, ordinaria, liberando il proprio tempo in una sfera temporanea di attività tutta propria. Homo ludens scriveva Joan Huizinga definendo il gioco, fondamento di ogni creazione artistica cui non fa eccezione la danza, il modo, egli afferma, attraverso cui l’uomo asseconda una sua naturale tendenza.  

Ricerca di autenticità, semplicità, spontaneità, fiducia, gratuità sono solo alcuni dei valori ricercati nell’esperienza delle milongas libres in cui l’abbraccio del tango permette di incontrare l’altro con

cui condividere emozioni, lontano da schemi prestabiliti, preordinati.

Parafrasando Borges , I Giusti (Los justos) Una coppia   che in un angolo remoto  della città sta danzando un tango … contribuisce a salvare il mondo. “

 

Nicola De Concilio

HA SCRITTO PER NOI #
Nicola De Concilio

Nicola De Concilio, torinese di nascita, ma figlio del sud, scopre prima Buenos Aires in compagnia di un’amica argentina, circa due lustri orsono e poi il tango, per emanazione. Ambisce a diventare milonguero, professione ancora priva di albo, per la quale è in continua formazione. Ascolta, osserva, legge, scrive, musicalizza, insegna, BALLA, di giorno, di notte e così spende il tempo e la miglior parte di sé.

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1 commento

  1. Cesare Zecca ha detto:

    Illegal…
    Mi fa riflettere questo termine.
    Pensavo fosse una provocazione. Certamente c’è stata un lungo periodo di tango bandito in Argentina.
    Ma anche la burocrazia, l’ipernormazione, il parassitismo SIAE qui, ora, pare che… rendano di fatto proibito, illegale ciò che sarebbe semplice ballare in luoghi pubblici.

    A volte con risultati grotteschi. Se il tango è camminare, allora un gruppo di artisti argentini e non solo lo fa per le vie delle città del mondo.
    Qui un bel lavoro di Posta Tempo Tango a Roma.
    Guardate cosa succede intorno ai 10? 48″. (8/

    Ci sarà qualche nuova legge che deciderà come… si cammina a norma in città.
    Tango… illegal!

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