Il Festival di Asti rilancia e si rinnova

PUBBLICATO IL 9 novembre 2014

di Franco Garnero

Piccolo è bello, si dice spesso, e a volte è anche vero. Luciano Sutera Sardo, vicepresidente di Astintango e, con la presidente Fulvia Molino, animatore e organizzatore dell’Astintango Festival, lo ripete più volte per commentare la sesta edizione che si è chiusa domenica 2 novembre. E parla anche di “entusiasmo, di energia meravigliosa, della soddisfazione di chi ha partecipato, a cui, proprio grazie ai nostri numeri ridotti, possiamo dare un’accoglienza unica”. Ai vari stage – sei i livelli possibili più qualche lezione speciale – gli iscritti erano un centinaio, in linea con anni scorsi, anche se nelle edizioni più fortunate si è arrivati a 150 presenze, alla serata di gala che si è tenuta sabato nella Chiesa sconsacrata di San Giuseppe i ballerini erano oltre 250. “La crisi comunque – precisa Luciano – si è fatta sentire perché, diversamente dal passato, chi ha seguito i corsi ha evitato le milonghe e viceversa”. “Per venire incontro a chi ci segue con tanto entusiasmo abbiamo deciso di anticipare le date a fine ottobre, invece che rimanere nella consuetudine del fine novembre perché a volte abbiamo fatto il festival sotto la neve e non tutti hanno apprezzato”, ricorda.

Il festival di Asti nasce nel 2009, anche se era in programma già dal 2007, quando viene fondata Astintango. “Lo abbiamo pensato e programmato sin dal nostro esordio – ricorda Luciano – ma ci siamo buttati solo negli anni successivi, in concomitanza della proclamazione del tango patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco e della candidatura, per lo stesso riconoscimento, di Monferrato, Langhe e Roero, che è stata premiata con un giudizio positivo proprio quest’anno”.

Asti 2014 Erna e Santiago Giachello

Anche nell’edizione del 2014 sono state invitate tre coppie di maestri, quella storica della scuola di Astintango, composta da Marcela Guevara e Stefano Giudice, una coppia collaudata come Erna e Santiago Giachello e una emergente, come Sebastian Achaval e Roxana Suarez. “Per anni – spiega Luciano – abbiamo coinvolto Sebastian Arce e Mariana Montes ma questa volta siamo voluti tornare alle origini con i Giachello e provare a lanciare due ragazzi veramente in gamba e devo dire che è stato bello vedere l’apprezzamento di chi ha partecipato”.

Certo, per una realtà così piccola non è facile far quadrare i conti, dato che gli sponsor hanno diradato parecchio la loro presenza e anche le istituzioni, per via della spending review, hanno stretto i cordoni della borsa, a parte il Comune di Asti che ha concesso il suo patrocinio. “Possiamo però contare – sottolinea il vicepresidente – sull’entusiasmo degli appassionati che fanno anche tanti chilometri per non perdere questo appuntamento ed è per questo che nel discorso di chiusura ho voluto ringraziare soprattutto loro, che sono i nostri primi sostenitori”. In effetti sono arrivati ballerini dalla Francia, dalla Spagna, dalla Russia e dalla Germania. Tra gli italiani i più numerosi sono stati i milanesi, forse anche perché quest’anno non si è tenuto lo Zucca festival.

Asti 2014 Sebastian Achaval e Roxana Suarez 

L’edizione dell’anno prossimo, comunque sia, è già stata annunciata, anche perché, dice Luciano, “per la scuola è un momento importante, un modo per far sapere che nella nostra città si riesce a dare vita e a sostenere realtà di rilievo”. “Tuttavia – anticipa Luciano – pensiamo sia venuto il momento di aggiornare la formula perché ci piace essere sempre all’avanguardia e proporre novità”. Afferma poi che chi va ad Asti per il festival apprezza soprattutto la location della ex Chiesa di San Giuseppe, la qualità del supporto tecnico e la possibilità di conoscersi bene nei tre giorni della manifestazione. E vuole ringraziare soprattutto Stefano Giudice e Marcela Guevara, “per l’aiuto che ci hanno dato sin dall’inizio, permettendoci di entrare in contatto da subito con il grande giro internazionale”.

Asti 2014 Marcela Guevara y Stefano Giudice

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Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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