“L’abbraccio, un momento unico”

PUBBLICATO IL 18 novembre 2014

Di Max Civili

Alla fine del loro mini-ciclo di lezioni presso una nota milonga romana e dopo un estenuante pellegrinaggio tanguero in giro per l’Europa, Gustavo e Gisela sono esausti. 

Interagire con decine di sconosciuti praticamente ogni settimana e, allo stesso tempo, provare e prepararsi per le esibizioni e il viaggio successivo non deve essere esattamente rilassante. Meglio che andare in ufficio, penseranno alcuni. Ma la vita è fatta di scelte.

Gustavo, oltre a essere un ballerino, è coreografo e anche musicalizador (con il nomignolo DJ Gus), uno dei pochi a usare ancora dischi di vinile.

Gisela è da sempre una ballerina, avendo iniziato con la danza classica e fatto successivamente esperienze col Gruppo di danza contemporanea del teatro di San Martin di Buenos Aires. 

È una specie di silfide sui tacchi alti. Bella da far male, è snella e agile. Appartiene all’Elemento Aria.  Gustavo, elegante, composto e tenebroso, ha un’energia più diretta, tipica di coloro che appartengono all’Elemento Terra.

Terminata una clase de milonga mi siedo con loro su un divano per una chiacchierata a tutto tondo sul tango di oggi e la sua didattica.

Cosa proponete attraverso il vostro metodo d’insegnamento?

Gustavo: “Guarda, il nostro obiettivo principale quando diamo lezioni è quello di trasmettere ciò che i nostri maestri ci hanno trasmesso a loro volta. Movimenti di tango tradizionale con all’interno elementi moderni. Abbraccio, connessione, pause. Camminare insieme. Gli aspetti fondamentali del tango sono quelli. Con il nostro metodo intendiamo ‘rompere’ la struttura di base del tango con, per esempio, pasadas o soltadas per poi tornare al tradizionale. La lezione di oggi per esempio era incentrata su giros, lapis ed enrosques, che non sono movimenti semplici. Per noi è fondamentale partire da un concetto di connessione, profonda, dal punto di vista del movimento. Senza interazione tra i movimenti dell’uomo e la donna non c’è tango”.  

Gisela, che tipo di difficoltà incontrano le donne che ballano il tango mentre lo studiano?

“Credo che le donne spesso hanno il problema di confrontarsi con una certa ansia da apprendimento. E poi c’è la questione di voler essere esse stesse a dettare i tempi. Per questo tento di spiegare nelle nostre lezioni  quanto sia importante attendere e ascoltare il partner. Ed ecco che la tecnica diventa importantissima. Perchè noi siamo ciò che decora il ballo. L’uomo ‘guida’ ma noi siamo l’elemento della pareja che la gente osserva. Dobbiamo sempre cercare la qualità nel movimento. Fare bene un determinato passo non è sufficiente se manca l’aspetto della seduzione. Ed è anche su quello che dobbiamo lavorare. Attendere e ascoltare sempre, perché è l’uomo che guida in pista, per poi al momento giusto mostrare la nostra femminilità attraverso il movimento”.

In una società come la nostra, in cui l’uomo, si dice, sia in crisi dal punto di vista dell’identità mentre la donna acquisisce maggiore fiducia in se stessa ogni giorno di più, come cambia il tango? Come si riflette questo trend sociale nel tango? 

Gustavo: “Di questo aspetto parlo spesso. Penso che l’uomo debba tenere un po più di actitud, più portamento, nel ballo, nei movimenti, nella camminata, mentre fa una parata. Quando uno ha dei dubbi il partner lo sente. Le donne sono molto più sensibili di noi. Più presenza, più peso, altrimenti la donna decide lei per te.  Non è importante avere pronti 30-40 passi differenti, basta averne due, ‘marcare’ e camminare bene, fare delle belle pause di quattro o anche otto tempi. L’uomo rappresenta ‘le fondamenta della casa’  mentre la donna ha il compito di abbellirla. Il tango è così”.

Perché, secondo voi, in questo periodo storico si balla il tango a ogni latitudine? 

Gustavo: “La mia opinione è che la gente ha bisogno dell’abbraccio, di sentirsi  contenuta, vicino ad altri esseri umani. E sentirsi più vicina a se stessa. E questo ballo ti connette non solo con un partner ma anche con il mondo esterno. Il tango è come un balsamo che ti dà pace, non credo a quelli che dicono che, al contrario, genera dissidio, insoddisfazione”.

La tua risposta Gisela?

“Sono d’accordo con Gustavo. Noi donne adoriamo la sensazione di sentirci contenute nell’abbraccio di un uomo. Un momento unico che ti fa dimenticare di tutti i problemi e le ansie in questo periodo così difficile. Sei in uno stato quasi onirico. Senza dimenticare l’aspetto sociale del tango, il fatto che ti consente di fare amicizia, di trovare un partner. Sai, a volte penso che ogni uomo con cui balliamo rappresenta un personaggio che in qualche maniera, anche superficiale, è transitato nelle nostre vite”.

Che cosa avreste fatto nella vita se non foste diventati ballerini professionisti? E in che maniera il tango ha cambiato la vostra vita?

Gustavo: “Da giovane ballavo altri tipi di danze ma non il tango. Poi, intorno ai venti anni, una mia zia che aveva una accademia di tango mi invitò a provarlo e ne rimasi affascinato. All’epoca gestivo una discoteca, facevo il dj e ballavo la musica folkloristica e la break dance. Se non fosse stato per mia zia … chissà se mi sarei mai avvicinato al tango. La decisione di ballare da professionista fu la decisione che mi cambiò la vita totalmente. Io, da sempre sportivo e abituato a una vita sana, iniziai a fare tardi la notte cambiando completamente stile di vita. Una decisione però non rimpiangerò mai. A proposito di sport … ci tengo a dire che sono un grande tifoso del River Plate”.

Gisela: “E io invece sono tifosissima del Boca Junior. Venendo alla tua domanda … non so cosa avrei fatto senza il tango. Facevo danza classica da ragazza. Chissà, probabilmente sarei rimasta in un ambiente artistico, nel teatro magari. Il tango mi ha consentito di conoscere il mondo, di viaggiare e conoscere persone e culture molto differenti. Che dire … mi sento molto, molto fortunata”.

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2 commenti

  1. Alba Maria ha detto:

    bello l’articolo ed intenso nella sua essenzialità.
    Domande e risposte che illuminano la scena del tango e di chi ama ballarlo e poi suggerisce che ci sono così tanti modi e motivi per ballarlo e per danzare.
    bravo, chisà che non ci si incontri per un tango.

  2. Max Civili Max Civili ha detto:

    Cara Alba Maria (che nome pieno di speranza!),
    grazie per le belle parole. Tra tutti i miei difetti non c’è quello della mancanza d’intensità 🙂 Ecco perchè adoro il tango. Spero di incontrarti in milonga un giorno e di ballare con te una bella tanda “intensa”. Un abbraccio

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