Buenos Aires Hora Cero: intervista a Los Cosos de al Lao

PUBBLICATO IL 19 luglio 2007

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Ieri sera, a Parma, si è tenuto lo spettacolo Buenos Aires Hora Cero organizzato dall’Union Tanghera, compagnia di ballo che ruota intorno a Claudia Codega ed Esteban Moreno, che sono stati  coreografi oltre che protagonisti dell’evento organizzato in collaborazione con ATER, Associazione Teatrale dell’Emilia Romagna.

Di struttura semplice, con brani suonati dalla pregevole orchestra Los Cosos de al Lao intervallati da pezzi ballati in coreografie di gruppo o delle singole coppie, il risultato è piacevolmente equilibrato, dando risalto a tutte le individualità.

Che non sono individualità da poco.

Con Claudia ed Esteban ieri sera ballavano Celine Ruiz e Damian Rosenthal oltre a  Marcela Guevara e Stefano Giudice (metto i nomi delle ballerine davanti a quelli degli uomini in violazione alla tradizione del mondo del tango che vede premessi  gli uomini, ma chiedo venia)

Ho avuto la fortuna di fare una chiacchierata con tutti i protagonisti della serata i quali, molto gentilmente, si sono fermati un po’ con me a raccontarmi le loro esperienze.

Inizio a raccontarvi le loro idee partendo da quello che mi hanno detto i membri dell’orchestra, riservando per i post dei prossimi giorni le parole degli altri (sito ufficiale www.loscososdeallao.com.ar).

E’ il bandoneonista, Gustavo Paglia, il membro più antico del gruppo ed il superstite della formazione originaria, con la quale aveva iniziato a collaborare 12 anni fa, il più comunicativo ed estroverso. Ma tiene a precisare che loro non sono né gerarchicamente organizzati né ruotano intorno ad un’unica persona, quanto risultano  essere piuttosto un gruppo più anarchico dove si condividono le scelte ed ogni persona porta le sue esperienze musicali ad arricchire gli arrangiamenti, alla fine predisposti da lui.

Pone quindi gli accenti su questa ricerca di stare bene insieme, in armonia, che diventa modo di condividere esperienze e scelte in tranquillità e con l’apporto di tutti.

Il contrabbasso, Adrian De Felippo, sintetico, conferma che è rimasto in questo gruppo con cui collabora da un anno proprio perché si trova bene come ambiente, altrimenti avrebbe cambiato se avesse trovato condizioni diverse.

Continua Gustavo affermando che a questo risultato contribuiscono anche i ballerini. Questo sia da un punto di vista umano, perché il gruppo è coeso e funziona, sia da un punto di vista musicale. Infatti loro, abituati a salire sul palcoscenico con coppie di ballo, si confrontano anche con questi artisti e con le loro esigenze per le scelte di orchestrazione e questo produce il risultato finale.

E’ interessante l’affermazione di Fabian Adell, che suona il piano e da soli due mesi si è unito al gruppo.

Alla mia domanda se abbia trovato subito una sintonia con gli altri mi ha risposto che lui ritrova nel tango strutture della musica classica barocca.

Nel tango, ha detto, c’è una sorta di base tradizionale che tutti conoscono e che fa da guida comune, e che poi dalla comunicazione reciproca nasce il nuovo gruppo accessibile umanamente e musicalmente.

Il gruppo è poi completato da un violinista molto bravo, Rudy May.

La serata si ripeterà il 20 luglio a Civitanova Marche al Teatro Rossini e consiglio di farci un salto.

Ho trovato un unico enorme difetto nella serata, condiviso dagli altri tangheri presenti: a fine serata ci è rimasta la voglia di ballare sulla loro musica, e ci sarebbe piaciuto organizzare una milonga estemporanea sulla pista.

Ma, sig, questo non sempre è possibile!

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