Kitsch

PUBBLICATO IL 28 luglio 2007

Il termine kitsch ( mi sbaglio a scriverlo circa la metà delle volte!) ha origini tedesche, ed era inizialmente usato per descrivere oggetti di cattivo gusto. Il kitsch è spesso associato a tipi di arte sentimentali, svenevoli e patetici; il termine può comunque essere utilizzato per descrivere un oggetto artistico che presenta una qualsiasi mancanza: una delle caratteristiche di questo tipo di arte consiste, infatti, nel tendere ad essere una imitazione sentimentale superficiale e teatrale. Si sottolinea spesso la mancanza, negli oggetti chiamati kitsch, del senso di creatività ed originalità propri dell’autentica arte. Secondo le definizioni ufficiali, il concetto di kitsch identifica quelle opere considerate tentativo di copia – più o meno malriuscita – di un’arte di livello superiore. Fino a divenire un sinonimo di cattivo gusto.

“Già in questo, il kitsch è commovente. Prima ancora di essere un’arte, è amore per l’arte quando non la si potrebbe esercitare. Ma, poi, lo si fa lo stesso. Oppure lo si deve fare per forza. Il kitsch è l’arte che chiede, per una volta, di essere semplicemente mortale, di poter essere dimenticata o di restare invenduta, ma senza pensare di poter bastare a se stessa. C’è dell’altro. E’ provare a fare arte, come l’arte meglio riuscita stessa. Ma in più, nel suo fallimento annunciato, contiene, puntuale, un tesoro che non sempre è così evidente nelle opere più perfette: qualcosa che racconta delle debolezze, dei desideri irrealizzati, delle sconfitte di chi le ha create. E non solo delle sue vittorie sull’irrazionale e delle sue forze.

Queste parole rendono l’idea del fascino che il kitsch provoca. E’ vero, il kitsch è esagerato, futile, talora ridicolo, ma ha un ritorno emotivo nel momento in cui non si cerca la perfezione dell’arte ma si apprezza il semplice tentativo di trasmettere nella semplicità della forma un’idea, un’ideale astratto.

Vi faccio vedere (sempre se ci riesco) un video che secondo me è kitsch.

E che provoca in me quest’ambivalenza di giudizio e di analisi, divisa tra gli estremi del bello e del brutto.

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5 commenti

  1. marzia ha detto:

    Scrivi tu (www.faitango.wordpress.com):
    Il termine kitsch ( mi sbaglio a scriverlo circa la metà delle volte!) ha origini tedesche, ed era inizialmente usato per descrivere oggetti di cattivo gusto. Il kitsch è spesso associato a tipi di arte sentimentali, svenevoli e patetici; il termine può comunque essere utilizzato per descrivere un oggetto artistico che presenta una qualsiasi mancanza: una delle caratteristiche di questo tipo di arte consiste, infatti, nel tendere ad essere una imitazione sentimentale superficiale e teatrale. Si sottolinea spesso la mancanza, negli oggetti chiamati kitsch, del senso di creatività ed originalità propri dell’autentica arte.

    Scrive Wikipedia (www.wikipedia.org):
    Il termine kitsch ha origini tedesche, ed era inizialmente usato per descrivere oggetti di cattivo gusto. Il kitsch è spesso associato a tipi di arte sentimentali, svenevoli e patetici; il termine può comunque essere utilizzato per descrivere un oggetto artistico che presenta una qualsiasi mancanza: una delle caratteristiche di questo tipo di arte consiste, infatti, nel tendere ad essere una imitazione sentimentale superficiale e teatrale. Si sottolinea spesso la mancanza, negli oggetti chiamati kitsch, del senso di creatività ed originalità propri dell’autentica arte.

    Non ci posso credere…
    Ti hanno copiato!!!!
    Parola per parola!!!!!

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Cara Marzia
    si sa che su Internet c’è tutto…basta cercare!
    Saresti tu andata a cercare Kitsch su Wilkipedia se Aurora non avesse postato il suo articolo?
    Un caro saluto e buona domenica anche a te.
    Chiara

  3. Adriana ha detto:

    Miiiiii, e questo video è una persecuzione!!! ancora oggi quando parlo con qualcuno che conosco da poco e gli dico che ballo il tango è quasi immediato il commento successivo: “Davvero, il tango argentino? che meraviglia… lo conosco!!! quello che la Lopez ballava con richard Gere… eh si bello il tango argentino…” AAARRRGG. Un collega mi ha pure dovuto dare il dvd del film tanto ne era preso. preso da quel tango, intendo ;)PS secondo me ogni tanto un pò di kitch è anche divertente, un pò ironico, sdrammatizza

  4. aurorabeli ha detto:

    Carissima Marzia, mi scuso se ti rispondo con qualche giorno di ritardo, ma mi sono accorta solo ora che il commento che avevo inserito è stato cancellato dal solito fantasmino..
    Si, è vero, ho tratto parte del mio post da Wikipedia, e anche altre parti le ho tratte da internet.
    Ho sempre pensato che essere assolutamente originali sia impossibile, oltre che un pò kitsch!
    Credo che l’originalità sia nel modo di guardare le cose, piuttosto che nelle parole usate per definirle. E comunque non mi riconosco competenze in materia di arte tali da poter definire un movimento artistico con parole mie.
    Mi piacerebbe che chi ne ha più di me aiutasse in questo processo di comprensione e di analisi.
    Quindi siete tutti invitati ad aiutare a migliorare le cose, se ritenete che il concetto di kitsch sia utilmente avvicinabile al mondo del tango!

  5. aurorabeli ha detto:

    Adriana, sbaglio o una delle voci della tango-dipendenza è che inizi ad essere realmente appassionato di tango quando riesci a sfatare i luoghi comuni hollywodiani su questo ballo?
    Inizio a capire perchè!
    Detto questo, confesso di tutto cuore che anche a me, in fondo, un pò di kitsch non dispiace.
    Compresi i nanetti da giardino, che pur essendo francamente orribili ho iniziato a rivalutare dopo aver visto il fantastico mondo di Amelie..

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