Caceres sotto la pioggia

PUBBLICATO IL 31 luglio 2007

Ieri sera Rimini ospitava una delle tappe del tour di Juan Carlos Caceres in Italia. Tuoni, fulmini e saette hanno accolto l’eclettico artista rioplatense (parigino di adozione) e il suo gruppo. Nella tarda serata nel giro di poche ore il tempo è cambiato radicalmente: da un cielo limpido e assolato, con un caldo ben estivo, siamo passati a vento, freddo, pioggia e nuvoloni, come non vedevamo da tempo da queste parti (anche se i contadini ringraziano 🙂 ).

Il palco era già stato montato, le prove di luci e suoni erano già state fatte e non si poteva spostare tutto al coperto. Gli organizzatori ci hanno tenuto in sospeso fino all’ultimo: il concerto si fa, no! si cancella. E noi al freddo ad aspettare la decisione. C’è chi si è organizzato come poteva, visto che nessuno aveva previsto tanto freddo.

Il pubblico infreddolito aspetta il concerto

Poi Caceres è uscito dalle quinte, ha tolto gli impacchettamenti sopra al piano, ha fatto accendere le luci e si è seduto a strimpellare. Il pubblico si è rincuorato, ma ancora nulla. Lui voleva suonare, il resto del gruppo un pò meno (vento, freddo e qualche goccia non ispiravano certo a tirar fuori il violoncello o il bandoneon).

Caceres al piano

Dopo una serie di discussioni fra loro e l’organizzazione, Caceres ha detto più o meno “Io dal piano non mi tolgo. Il concerto si fa!”. Ha salutato il pubblico, ha chiamato sul palco i percussionisti (eccezionali) Javier Estrella e Marcelo Russillo, e con una piccola e simpatica presentazione in italo-ispanico-francese ha detto che avrebbero fatto un mezzo concerto “in famiglia” per essere pronti a scappare in caso di pioggia. E il concerto è iniziato. La Corte degli Agostiniani di Rimini si è riempita dei ritmi della Murga, del Candombe, dell’Habanera, della Milonga e, perchè no, del Tango! Un viaggio nello spazio e nel tempo.

La formazione ridotta nella splendida cornice Riminese

Il tutto è durato un’oretta abbondante e non sono mancati i classici del repertorio (su Toca Tango ci siamo dovuti alzare per forza per ballare, in un angolino dietro alle sedie del pubblico!). Bellissima la versione di Los muchachos de Paris, ma mi è mancata Vuelvo al Sur. Qualche brano non lo conoscevo: forse è del nuovo disco.

Comunque Caceres è stato simpaticissimo. Alla fine non si è risparmiato con autografi, foto, domande e tutti ne abbiamo approfittato.

Caceres con Deborah

Questa bellissina ragazza con il maestro purtoppo non sono io. Ho fotografato Deborah, una cara amica, nonchè bravissima tanguera. Un omaggio a entrambi e un caro saluto a voi.

Chiara

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3 commenti

  1. aurorabeli ha detto:

    Penso che un atteggiamento come quello che hai descritto in Ceceres dimostri la sua professionalità, e la sua attenzione per il pubblico di coloro che, nonostante il freddo, si sono mossi per ascoltarlo.
    Meno male che in questo mondo di spettacolo esistono persone come lui!

  2. deborah ha detto:

    Grazie Chiara per il racconto, ho rivissuto anche ciò che dal vivo non avevo colto, forse per il freddo che stringeva le tempie!
    Pensa che per coprirmi mi sono fatta prestare un telo di velluto, forse un vecchio sipario… sembravo il Dalai Lama!
    Grazie per la foto e per la tua generosità.
    Un bacio.
    Deborah.

  3. Chiara Chiara ha detto:

    grazie a te perchè sei sempre con noi!
    Ciao
    Chiara

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