Paura di annoiare o di fare brutta figura?

PUBBLICATO IL 21 agosto 2007

Mi capita spesso di vedere in milonga uomini e donne che vorrebbero ballare, ma stanno seduti. E allora indago, perchè i fatti miei,  non me li so fare 🙂

Alcuni uomini bravi non invitano le principianti perchè temono di fare brutta figura; del resto alcune principianti non accettano l’invito di quelli bravi perchè pensano di farli annoiare! Poi ci sono gli uomini intermedi ( i principianti vanno molto poco in milonga) che non invitano quelle brave perchè temono di annoiarle e le brave che rifiutano gli intermedi perchè con loro non possono fare bella figura. Poi ci sono quelli bassini che si vergognano di ballare con una stangona e quelli che non si sentono all’altezza, tecnicamente parlando.

Poi ci sono quelli che pensano che tu balli chiuso/aperto/dritto/storto e allora non vogliono farti annoiare; poi ci sono quelle che credono che tu fai solo follie e non sai ballare un tango tranquillo e allora ti snobbano.

Poi ci sono quelli che ballano con tutti e se ne fregano del giudizio altrui e si divertono come i matti … ma quelli non sono seduti …  e si contano sulle dita della mano (io appartengo a questa categoria: ballo con tutti quelli che mi invitano e mi diverto con tutti, ma proprio tutti … e chi non m’invita? peggio per lui!)

Aspettando un invito

Ma perchè?

Il tango, si sa, è un ballo a tre: lui, lei, lo sguardo degli altri. Mi sono anche chiesta se può esistere il tango senza nessuno che stia a guardare!
E non è una questione di italico esibizionismo. Anzi!!!
Da sempre, anche in Bs As, le coppie vanno a ballare in milonga e non restano fra le mura domestiche, anche se ballano tutta la sera con lo stesso partner.
Lo sguardo stimola la competizione, impedisce di cadere nella routine, fa provare nuove improvvisazioni; la gioia e il piacere dei ballerini sono un fatto pubblico; la loro intimità viene svelata alla società.
E questo lo sapevano bene i vecchi milongueros che si sono inventati la storia della mirada e del cabeceo proprio per non “bruciarsi”, per non fare brutta figura con gli inviti. E lo sapevano bene, quando stavano attenti a scegliere la ballerina più brava che potesse far fare loro una bella figura. Altrimenti poi chi le sentiva le prese in giro dei compagni al caffè?

Mi piacerebbe che oggi ci fosse più disposizione al rischio; che ci fosse meno dipendenza dal giudizio altrui; che ci fosse maggior accettazione del rifiuto, che non fosse vissuto come una frustrazione personale; insomma un atteggiamento più rilassato nei confronti del divertimento. Spero tanto che il tango ci dia una mano in questa direzione. Sono una illusa?

In milonga ho visto un tipo che invitava una signora, andando a prenderla al tavolo. Dopo il rifiuto di lei, senza farsi troppe domande e tanti problemi, ha passato l’invito alla dama seduta a fianco; questa non si è sentita offesa, non si è sentita la seconda scelta. Così senza fare mille dietrologie si sono abbracciati, hanno ballato, si sono divertiti, e lui l’ha riaccompagnata al posto.
Poi ho aperto gli occhi e mi sono accorta che stavo sognando! 😉

A voi la parola
Un caro saluto
Chiara

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12 commenti

  1. lucy ha detto:

    ah, chiara! tasto dolentissimo… mi incollo direttamente su tutto quello che hai detto (aggiungo: anche con un bel piglio stilistico!). stanotte, dopomilonga in piazza, birra e patatine, chiacchiere… secondo te (voi) di che cosa si parla oltre di come è andata la serata? prima che lo dimentichi: in incognito c’erano hugo carrasco y monica marcich, me li sono andati a prendere, li ho presentati al
    pubblico e gli ho strappato un tango milonguero…eh? dicevo: i discorsi sono sempre, o quasi, quelli: mi invitano, non m’invitano. io ho deciso, dopo aver “intervistato” o “confessato” uomini e donne tante volte, che ci rinuncio. rinuncio a capire le dinamiche, quelle di cui io stessa godo o soffro a seconda delle serate. quello che resta, di tutti gli infiniti modi di ballare o non ballare, di tirarsela o non tirarsela affatto, di temere, di fregarsene, di fare o non fare bella figura, di invitare poco tanto così così, di starsene seduta un’intera sera, di non aver un attimo di respiro, è la sensazione orrenda che il bilancio sia a sfavore del divertimento… ci sono milonghe affollatissime in cui la gente va perchè è un must e vedi attorno facce serie, chiedi e ti dicono (specie le donne) “insomma, non ho ballato tanto, e sì che non sono imbranata…” etc. ma perchè ci vai? smettete di andare nei posti che vi mandano a casa immusonite! gli uomini che invitano possibilmente “tutte” sono pochissimi. dio mio, avrete anche il diritto di ballare con chi vi va, ma puntando tutti sulle stesse, ballerete poco, e vi negate la possibilità di scoprire delle compagne divertentissime in quelle poco gettonate. io mi affido molto alle sensazioni: ci sono sere in cui questa tensione, questa insoddisfazione crea un’atmosfera densa, palpabile. trovo le milonghe così un tradimento dello spirito del tango. però, ripeto, anche se non finirò mai di lavorare perchè certi meccanismi si modifichino, rinuncio a “capire”. forse non c’è nemmeno niente da capire. lucy

  2. francesco ha detto:

    Ciao,
    io mi trovo a ballare molto bene con le principianti ad esempio.
    Penso che un bravo ballerino di tango debba essere in grado di adattarsi a ballare con qualsiasi ballerina.

    Poi secondo me la differenza tra prin/intermed/avanz non è una cosa cosi oggettiva.

    Ci sono principianti che hanno ballato 2 volte che sono molto più brave di altre avanzata.
    Se la donna e rilassata, ricettiva e si lascia trasportare e il ballerino sa marcare bene viene fuori un bel tango.
    I movimenti del tango sono molto naturali,se entrambi sono rilassati molti passi vengono da soli.

    Questa è la mia opinione

    • Medei Rosanna ha detto:

      Dico che è un’opinione meravigliosa!!! Io ballo da circa un anno e … mi dispiace tantissimo solo “guardare” ballare … spero di incontrare qualcuno come ! Un bacioooo 🙂

  3. aurorabeli ha detto:

    Penso che il tango sia una lunga strada in cui capita ad alcuni di essere partiti un pò prima degli altri, o di procedere a velocità diversa.
    Ma proprio perchè è una strada comune, è bello condividerla con gli altri…
    A me piace ballare con tutti, e c’è la sera in cui “godo” di più alcune persone, e la sera in cui “godo” più delle altre.
    Non mi vincolo e non mi forzo a ballare con i ballerini che non mi piacciono una certa sera, tranquilla del fatto che, magari la sera dopo, mi piacerà molto ballare con loro per qualche strana alchimia.
    La cosa difficile da fare è spiegare a qualcuno che ha appena iniziato a ballare che quando si butta in pista non viene osservato con occhio critico, ma piuttosto con l’attenzione per quei piccoli particolari che possono rivelare i futuri ballerini in loro….

  4. Larry ha detto:

    Beh io parto da un presupposto: se in milonga avessi la minima paura di qualcosa/qualcuno credo che abbandonerei ben presto il locale e l’ambiente in generale.
    Non è quindi della paura che voglio dire, piuttosto del suo contrario, ovvero l’ardire nell’invitare una perfetta sconosciuta, senza sapere nulla delle sensazioni che riuscirò/riuscirà a provare. Il livello conta relativamente, anzi a volte mi sono capitate situazioni di ballerine che (si credevano) troppo brave per fare le “semplici” cose che proponevo, e vi assicuro che ballare con un’anguilla impazzita sarebbe stato meno difficoltoso…

    Credo sia SEMPRE piacevole e divertente ballare con più persone, senza sapere nulla del loro background – non sono molti in verità che si lanciano come me, non li giudico male e penso solamente che si perderanno qualcosa…

    Per quello che riguarda GLI SGUARDI di chi resta a sedere a mio parere non sono così necessari: io ballo cercando di creare tre minuti magici con la persona che abbraccio, poco importa se “da fuori” qualcuno mi osserva e magari commenta, di certo non mi trovo lì per “dare spettacolo”.
    Anche in questo però ho visto comportamenti molto distanti dal mio… l’esibizionismo per qualcuno è un Modus Vivendi, non è il mio ed anche qui non ho motivo di giudicare negativamente.
    Quello che disturba VERAMENTE (argomento credo arcinoto) è colui/colei che nel mettersi in mostra si pavoneggia in pista senza rispetto della ronda e dei ballerini vicini – si vedono quindi (tristemente) gomiti ad altezza occhio, gambe che volano tra la folla ed altri comportamenti lontani dal mio concetto di “vivere civilmente”.
    Ipse dixit!

  5. Chiara Chiara ha detto:

    Grazie a tutti per aver lasciato un commento.

    A Lucy confermo che anche io ho rinunciato a capire i perchè. Non posso lamentarmi sul numero di balli a serata, questo lo ammetto, ma non mi dispiace anche stare seduta a osservare le dinamiche della milonga. Si impara molto sul tango ma ancor più su se stessi.

    A Francesco confermo la sua sensazione. Spesso si balla meglio con una principiante che ha voglia di ballare piuttosto che con una “avanzata” che non ne ha voglia. Però la discriminante non penso debba essere il livello della ballerina, quanto piuttosto il sorriso. Se ti sorride, ti ben dispone e sicuramente ha voglia di ballare con te!

    A Larry voglio far notare che gli sguardi ci sono; magari a te non interessano, ma ci sono e in un certo senso influenzano il tuo ballo (magari non direttamente, ma forse passando attraverso la tua ballerina). Pochi di noi ballano sapendo coscientemente che qualcuno guarda, penso solo gli esibizionisti, ma comunque lo sguardo degli altri fa pate del gioco. Sappiamo che ci sono, non ci interessano, ma ci sono….

  6. Giò ha detto:

    I balli della “coppia solitaria” sono comunque bellissimi. Forse, quando si balla in due da soli, lo spazio è popolato dei fantasmi del passato che ci osservano, forse siamo contemporaneamente ballerini e spettatori.
    La milonga è un super-organismo che vive e cresce, attivata dalle cellule mobili, che sono i danzatori, e dalle cellule statiche, che sono gli osservatori. Le cellule si scambiano la funzione. Ci sono enzimi, che attivano e favoriscono il buon ambiente. Ci sono batteri, che avrebbero fatto meglio a stare a casa. Dei virus non voglio parlare (!).
    L’invito dell’uomo alla donna va calibrato, sapendo, noi uomini, di incontrare il mistero. Il mistero concentrato in un essere trino: donna-ballerina-tanguera, misterioso tre volte. Cosa fare? Logica o illogica? Studiare, guardare, scegliere il momento giusto? Rispettare o forzare? Io adotto 3 regole: 1-usare l’esperienza; 2-usare l’intuito; 3-non usare regole.
    Saluti da un Giò ben confuso.

  7. Scarlett ha detto:

    Io sono una delle tanghere che difficilmente stanno sedute, perchè accetto tutti gli inviti (ogni tanto mi astengo solo dai virus!), ma ci sono state delle sere in cui ho fatto qualche breve pausa e mi sono guardata intorno. Quella sensazione pesante di attesa e quasi di abbandono l’ho avvertita a volte e guardando certe donne sedute accanto a me, tanghere brave ma che non mi spiego il perchè facevano tappezzeria, l’ho sentita ancora più forte.
    Sebbene sia meraviglioso per una donna attendere e ricevere un invito, credo che dovremmo abbattere questa barriera sessista che limita l’invito femminile e invitare gli uomini con cui ci piacerebbe ballare.
    Stranamente ho notato che le donne sono più propense a farlo con i maestri che non con i colleghi di milonga…è come se si sentissero più legittimate a farlo. Credo che dovremmo superare l’imbarazzo e invitare, invitare, invitare.

  8. Chiara Chiara ha detto:

    Mmmm. Difficile sta cosa dell’invito all’uomo.
    Ho molto rispetto per i ballerini che devono gestire la compagna, la pista, gli altri ballerini, i passi, il compas…
    E’ vero che parlando, molti amici “timidi”, mi dicono di ballare solo con quelle che glielo chiedono, per non correre il rischio di disturbare. E quelli puntualmente me li perdo :-). Più che gentilezza la loro mi sembra mancanza di “coraggio”.

    Trovo carino che i due desiderino entrambi ballare.
    E dunque il gioco di sguardi (senza arrivare al rituale completo di mirada e cabeceo), anche casereccio, anche all’italiana, va benissimo.
    Io, con grande fatica, ho imparato a guardare gli uomini, a fissare quelli con cui desidero ballare, a sostenere lo sguardo. Difficilissimo ma possibile e col tempo diventa un bel gioco.
    E mi piace ballare con gli uomini che sanno prendersi la responsabilità delle loro scelte,
    che hanno il coraggio di fare delle scelte,
    che fanno delle scelte.
    Un retaggio arcaico per l’evoluzione della specie?
    Puole esse!
    Ciao
    Chiara

  9. vince ha detto:

    Se rimango seduto è perchè la musica fa proprio schifo oppure devo essere super stanco,altrimenti sono sempre in pista.Secondo
    me dovrebbero fare così tutti gli uomini in sala invece parecchi
    rimangono seduti a vedere chi balla bene tra le donne per poi magari andare ad invitarle.
    Così facendo si perdono la gioia di invitare al buio una sconosciuta,non vogliono rischiare..
    Lo ammetto,qualche volta mi va male,ma che sarà mai per qualche tanda non ballata bene ma al contrario qualche volta va anche non bene..ma benissimo.
    La cosa che amo di più in una ballerina che vado ad invitare è il suo sorriso..da lì capisci se vuole veramente ballare con te o se lo fa perchè non riesce a dirti no..
    C’è una grandissima differenza ballare con una donna che ti sorride da una che sta sulle sue..e non ti sorride.Mette a disagio..
    Un mese fa,ero a Milano,e Vassily mi fa…tu si che ti diverti,inviti tutte e cambi continuamente posto,così non puoi annoiarti.Effettivamente..mi diverto,anche se purtroppo non riesco mai di solito a ballare con tutte quelle che vorrei,ma non ne ho nemmeno materialmente..il tempo.
    Io sono piccolo ma ormai non ho più nessun problema nemmeno con le più alte,a meno che non sia una differenza esagerata..
    Proprio la settimana scorsa ho ballato per la prima volta con una ballerina di Bressanone,una spanna più alta di me..è stata una cosa stupenda,lei è bravissima..non avrei più voluto scendere..
    …perciò..ballerini..invitate!!anche perchè di solito siamo sempre in minoranza..biseugna dàs dà fà!!

    buon tango a tutti
    Vincenzo

  10. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Vince
    ogni tanto leggo qualcuno dei tuoi diari delle serate e da quelli si vede che balli parecchio!
    Continua così, divertiti e fai divertire le tanguere di tutta Italia… e oltre!
    Chiara
    p.s. Colmo dei colmi, come se già ci non ci fossero pochi uomini a disposizione, l’altra sera è venuto ad invitarmi un ragazzo per ballare da donna! Ha voluto che lo guidassi io, perchè mi aveva visto ballare una amica (lei era stanca di stare seduta e mi aveva chiesto di fare un ballo). Sarà mai ?!??? Abbiamo fatto due tanghi e poi siamo tornati ai ruoli canonici … molto meglio!
    Riciao
    Chiara

  11. aurorabeli ha detto:

    Vince, sei il mio mito.
    A parte il fatto non trascurabile che mi piace un sacco ballare con te, apprezzo tanto che tu balli tutta la sera e non ti fermi mai. Si vede che ti piace e ti da grossa soddisfazione, e questo la donna lo sente.
    Rimani come sei!

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