Luis Enriquez Bacalov

PUBBLICATO IL 28 agosto 2007

Luis Enriquez Bacalov, pianista e compositore, nasce il 30 marzo del 1933 a San Martin (BA) Argentina. Inizia la sua formazione musicale all’età di cinque anni con il professor Enrique Baremboin continuando poi gli studi con Berta Sujovolsky (allieva di Schnabel).

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Inizia giovanissimo la sua attività concertistica in Sudamerica e in Spagna come solista, in duo con il violinista Alberto Lisy ed in vari gruppi da camera. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica americana dell’Ottocento e del Novecento.Dopo aver iniziato lo studio del pianoforte in Argentina, completa gli studi a Buenos Aires. Inizia quindi una serie di concerti nell’intero Sudamerica, svolge studi di perfezionamento a Parigi, dove è ingaggiato come pianista in night-clubs. Brillante esecutore, si dedica al concertismo, alla composizione e a varie attività musicali. Dopo alcuni anni arriva finalmente in Italia, affermandosi fin da subito come brillante arrangiatore prima per la casa discografica CETRA e poi per la RCA. Alla CETRA collabora con Claudio Villa (del quale è stato anche pianista accompagnatore nei concerti fino alla fine degli anni ’50) e Milva (per citare i più noti).  

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 In Italia, dal 1959, si vede offrire l’opportunità di comporre musiche per il cinema, attività svolta, fino al 1963, con lo pseudonimo di Luis Enriquez; poi i produttori utilizzano per un po’ sia lo pseudonimo che il nome vero (dal 1967/68 le partiture sono firmate esclusivamente col nome vero).Una volta passato alla RCA, nel 1960, Bacalov si mette subito in luce curando gli arrangiamenti delle canzoni di Nico Fidenco (memorabile quello per “Legata a un granello di sabbia”), Sergio Endrigo, Rita Pavone (“La partita di pallone”, “Cuore”, “Il ballo del mattone”, “Che m’importa del mondo”), Umberto Bindi (“Un ricordo d’amore”, “Il mio mondo”), Neil Sedaka (“La terza luna”, “I tuoi capricci”, “L’ultimo appuntamento”). Con Sergio Endrigo Bacalov forma un sodalizio quasi ventennale, testimoniato da canzoni come “Io che amo solo te” ( altro indimenticabile arrangiamento ), “Se le cose stanno così”, “Era d’estate”, “Canzone per te”, “Lontano dagli occhi”, “L’arca di Noè”, “Una storia”, “Elisa Elisa”.
Dopo diversi commenti abbastanza corrivi, Bacalov va sempre più raffinando la sua partecipazione, dedicando ad alcune pellicole particolare attenzione e precisando un impegno sempre maggiore. Da segnalare: La noia (1963, di D. Damiani); La congiuntura (1964, di E. Scola); Il Vangelo secondo Matteo (1965, di P.P. Pasolini: scelta delle musiche); Una vergine per il principe (1965, di P. Festa – Campanile); Questa volta parliamo di uomini (1965, di L Wertmüller); Una questione d’onore (1966, di L. Zampa); Una rosa per tutti (1966, di F. Rossi); Quién sabe? (1966, di D. Damiani: supervisione di Ennio Morricone); A ciascuno il suo (1967, di E. Petn, buon uso del pianoforte in funzione accanitamente ritmica): Questi fantasmi (1967, di R. Castellani); I protagonisti (1968, di M. Fondato: partitura assai matura e moderna, anche questa basata su forti elementi ritmici); Cuori solitari (1969, di Franco Giraldi); L’amica (1969, di A. Lattuada); Il prezzo del potere (1969, di T. Valeri); Roma bene (1971, di C. Lizzani: buoni spunti ironici); Milano calibro 9 (1972, di F. Di Leo: fitto dialogo degli strumenti su sostenuti ritmi di base); La rosa rossa (1973, di F. Giraldi: sono inclusi robusti brani sinfonici di Mahler); La seduzione (1973, di F. Di Leo); I prosseneti ( 1976, di B. Rondi); Improvviso (1979, di E. Bruck); Le rose di Danzica (1979, di A. Bevilacqua); La giacca verde (1980, di F. Giraldi).
Il nome di Bacalov raggiunge una vera popolarità soltanto quando Federico Fellini affida a questo musicista il commento di La città delle donne (1980), privo come si trova della fida presenza di Nino Rota, deceduto alla fine del 1978. Anche Bacalov, come Rota, viene stritolato dal regista riminese.

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Si segnalano la partiture di Coup de foudre (Prestami il rossetto 1983, di D. Kurys), di Caro Gorbaciov (1988, di C. Lizzani), di Donna d’ombra (1988, di L. Faccini), di Burro (1989, di J.M. San chez), e soprattutto di La maschera (1988, di F. Infascelli), dove Bacalov si rifà con gusto alla musica barocca ed inventa una operina caricaturale. Interessante anche la colonna sonora di Una storia semplice (1991, di E. Greco).
Nel 1995 vince il Premio Oscar come Miglior Colonna Sonora per il film Il Postino, di Massimo Troisi.

Per le musiche de “Il Postino”, con la regia di Michael Readford, ha avuto numerosi premi e nomination: il David di Donatello, il Globo d’Oro della Stampa Estera in Italia, il Nastro d’Argento dell’Associazione dei Critici Cinematografici, il Premio Bafta (Brithish Academy for Film and Television Arts), il Premio “Nino Rota”.

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Nel 1999 fa parte della direzione artistica del 50° Festival di Sanremo.

Nel 2001, invece, è autore del commento musicale del film tv Come l’America, in onda su RaiUno. Nella sua attività sinfonica è direttore principale dell’orchestra della Magna Grecia di Taranto. E’ titolare del corso di “Composizione di musica per film” presso la’Accademia Chigiana di Siena.

Quest’anno è stato ospite al Paestum Festival 12 08 2007 che per la sua decima edizione ha deciso di puntare sulla danza, la musica, il canto che racchiude in se’ tutti i sobborghi di Bunos Aires: il tango; con la milonga, il bordello,la strada. Il sangue, la passione e la sofferta storia del popolo argentino.

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Lo spettacolo è suddiviso in due atti.

Nel primo la compagnia Todo Tango ripercorre la storia del tango in tutte le sue tappe, dagli anni Trenta alle innovative contaminazioni di Astor Piazzolla. Le scenografie, curate dallo stesso Barreras evocano i luoghi ed i momenti fondamentali che ne hanno segnato le evoluzioni. Il tutto animato dalle magistrali esibizioni delle coppie di tangueri, Claudia Fusillo e Roberto Ricciuti, Mauro Barreras e Roberta BEccarini, Michele Padovano e Daniela Ayala. Il secondo atto è invece interamente dedicato ai Miti del Tango. Bacalov, reinterpreta con riscritture originali eseguite per piano solo dei classici come EL Choclo di Villoldo y Discepolo, la Cumparsita di Contursi e Madreselva di Amadori, accompagnato dalla straordinaria voce della Castelli, la seconda interprete europea dopo Milva a cui è stato permesso cantare tango in Argentina.Segue il tributo di Bacalov a Gardel, icona assoluta e primo cantante di tango. Il musicista ha riscritto gli storici pezzi in occasione della registrazione dell’album Ricercare Baires 1 o A media luz.

Attualmente, accanto al repertorio tradizionale e contemporaneo, esegue musiche di autori latinoamericani, incluse le proprie. E’ anche autore di composizioni per chitarra, violino, per vari gruppi strumentali e per pianoforte e orchestra.

Ha recentemente terminato una composizione per soli, coro e orchestra intitolata “Misa Tango”. Ha formato un quartetto con bandoneón, contrabbasso, percussioni e pianoforte, con il quale esegue composizioni che ricercano punti d’incontro fra diverse culture musicali, approdando ad un risultato fortemente sincretico (musica etnica, urbana, contemporanea).

 

By Niky

 

 
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2 commenti

  1. Chiara Chiara ha detto:

    Grazie Niky per questo bell’articolo.
    Sono stata a vedere un concerto di Bacalov quest’estate a Imola e per l’occasione avevo scritto anche un commento al concerto. Ecco il link BACALOV A IMOLA.
    Un abbraccio
    Chiara

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Mancava il link!

    BACALOV A IMOLA

    Ciao
    Chiara

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