8 consigli per aver successo col cabeceo

PUBBLICATO IL 5 settembre 2007

8 consigli per aver successo col cabeceo
(di Alejandra Todaro dal sito http://tangoandchaos.org/)

1. Fa’ un piano e sii accurato. Decidi in anticipo con chi vuoi ballare e quale ballo.
2. Serbati una scappatoia: scegli anzitempo una seconda ed una terza persona con cui ballare e memorizzale bene.
3. Cerca di identificare velocemente la musica della tanda, e comincia subito a fissare intensamente la prima persona che hai scelto per quel tipo di musica.
4. Non distogliere lo sguardo da lei, neanche per un secondo. (se hai una storia – leggi: un vissuto tanguero – il resto è facile, perché lui o lei probabilmente ricambieranno lo sguardo non appena parte la musica).
5. se lo sguardo non è ricambiato, aspetta un attimo. Se avverti che la persona è consapevole della tua presenza, ma sta guardando altrove, sposta immediatamente il tuo sguardo alla seconda persona scelta, e ripeti il processo.
6. se si stabilisce il contatto visivo, qualsiasi segnale di riconoscimento funzionerà. Fra i milongueros e milongueras, questo di solito non è nulla più di un sguardo di un secondo o due, o un lieve cenno/inclinazione del capo, o un’occhiata brevissima alla pista.
7. se, per errore, si verificasse un contatto visivo con qualcuno/a con cui non desideri ballare, non mostrare alcun segno di reazione e volgi immediatamente lo sguardo altrove.
8. una volta accettato l’invito, ambedue i partner dovrebbero mantenersi in contatto visivo, mentre la donna sta seduta e l’uomo attraversa la pista e si ferma in piedi di fronte a lei.
9. la donna dovrebbe alzarsi per ballare soltanto quando è faccia a faccia, occhi negli occhi, con l’uomo che l’ha “mirata” (questo evita possibili disguidi dovuti a “segnali incrociati”, ossia, qualora il/la partner scelto/a sia nella stessa linea di posti a sedere, ma una o due file dietro).
10. Finito il ballo/la tanda, l’uomo riaccompagna sempre la donna al suo tavolo (di lei), e poi torna al proprio.
Il cabeceo è uno strumento potente, ma occorre attenzione! Una volta m’è capitato, del tutto casualmente, di sorridere e di fare un lieve cenno col capo ad un milonguero elegante all’altro capo della sala: con mia sorpresa, un attimo dopo, s’è presentato al nostro tavolo pronto per ballare con Alejandra! I codigos sono complessi: io, in pratica, avevo contratto un ballo per Alej, senza che io né lei ne sapessimo qualcosa.
Il detto che afferma “in una milonga, tutti vedono tutto”, qui, calza in modo speciale.
I milongueros (uomini e donne) passano tanti di quegli anni a guardarsi l’un l’altro, da apparire quasi “telepatici”.

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13 commenti

  1. dctango dctango ha detto:

    Mitico, grande Pietrado, benvenuto.
    Racconto un piccolo aneddoto: una volta riaccompagnai una donna al tavolo ma lei si girò e mi guardò male – ahò ma che vvole questo, avrà pensato fra se e se –
    Da allora finita la tanda recito sempre: “ti riaccompagno al tavolo”. Devo dire che le fanciulle sono spesso molto lusingate dalla galanteria.:o)

  2. Pietrado ha detto:

    Grazie per il benvenuto (o bentornato), Niky.
    Divertente, il tuo aneddoto: dalle donne tanguere c’è proprio da aspettarsi di tutto e di più! 😉
    Nel leggere quei consigli per il cabeceo mi son chiesto (e non è la prima volta) come possa mai fare chi, come me, ci vede come una talpa a “mirar bene” (eheheh), ad accorgersi d’essere mirato, a schivare garbatamente le mirate indesiderate o di troppo, nelle luci soffuse di una milonga. Bah…
    Abrazos,
    Pietro

  3. dctango dctango ha detto:

    Forse anche per questo motivo in Argentina trovi spesso milonghe con luci accese.

  4. Piero ha detto:

    Nelle Milongas di Buenos Aires l’invito con mirada e cabeceo ha qualcosa di magico.
    Al ritorno da quella città resta il “mal d’Argentina”.
    Nelle nostre Milonghe mi avvicino alla ballerina prescelta, fintanto che mi vede, e la fisso in modo esplicito: ormai non chiedo più di ballare insieme, gli occhi parlano meglio.

  5. Pietrado ha detto:

    Oeilà Piero! Che piacere rivederti… ooops…. rileggerti! :-)))
    Grazie per il tuo post bello ed interessante (noto con piacere che sei sempre in forma!).
    OK per “gli occhi che parlano meglio”, ma il sottoscritto al tuo livello tanguero ci arriverà, forse, nella prossima vita o in quella successiva…

    Mmm… quand’è che ci ritroviamo in quel di Milano con la compagnia?

    Un abrazo,
    Pietro

  6. Chiara Chiara ha detto:

    Per esempio Giò mi racconta che, quando una ballerina è lontana o non guarda, si sposta e si mette a “favore di mirada”.
    Personalmente ritengo questa cosa del cabeceo un’abitudine molto bella e suggestiva, ma appunto un’abitudine … non si può improvvisare! Si può provare pian piano e inglobarla nell’habitus, giorno dopo giorno, milonga dopo milonga, senza forzature, che sono anche piuttosto grottesche.
    Io non mi offendo nè giudico male chi mi viene a chiedere esplicitamente di ballare.
    Noi siamo della generazione cantata da Celentano:
    “scusi vuol ballare con me?” – “Grazie preferisco di no … non ballo il tango col casqueeee, perciò ….” – “grazie, prego, grazie, prego, scusi, tornerò!”
    Cosa certissima: apprezzo i rari che mi riaccompagnano da dove mi hanno “prelevato”!
    Un caro saluto
    Chiara

  7. farolit ha detto:

    bhè… l’abitudine al cabeceo è tipica dei tangueri più evoluti. ma nelle milonghe nostrane non è sempre praticabile. quante miradas sprecadas!!
    😉

  8. Alessandro Alessandro ha detto:

    Ho trovato questo “vecchio” post facendo una ricerca per vedere se l’argomento del mio prossimo post era già stato trattato. L’argomento non è la mirada… ma con piacere vedo che è stata trattata molto approfonditamente nel post (meno nei commenti…) ma perchè ?!?!

    Provo a dire la mia… e devo constatare, mio malgrado (io sono assolutamente a favore di mirada y cabeceo) che nelle scuole di tango non si considera assolutamente la tradizione argentina e le usanze che sono radicate nel tango…

    Un punto a favore della mia vecchia scuola… (che comunque valeva assolutamente la pena di cambiare) che ha insegnato fin dalle prime lezioni, usanze tipo mirada y cabeceo… educazione in pista… (non avvicinarsi troppo… rispettare la ronda… etc… etc…), l’usanza di invitare qualcuno con il quale non si è mai ballato sul secondo o terzo tango della tanda per evitare una eventuale “sofferenza” al partner o anche a sè stessi se “non ci si trova”… contemporaneamente evitando i “non finire la tanda”…. il famigerato “grazie” a metà della tanda che significa “avrei piacere di finirla qui… “…. etc… etc…

    Tutte cose carine… codici non scritti e purtroppo non trasmessi alle generazioni future…

    Ormai nelle milonghe è raro riuscire ad invitare con un cabeceo… spesso le mujeres sono distratte… chiacchierano con i vicini di tavolino… o direttamente pensano ai “fatti loro” guardando soffitto o pavimento… aspettando che il tanguero di turno arrivi a sollevarle di peso dalla sedia… e tuttavia considerando questo comportamento assolutamente “normale”.

    Mi piace la milonga tradizionale… dove si respira l’aria di altri tempi… dove la gente non parla… e se lo fa… è per poco tempo ed assolutamente sottovoce…

    Non credo che l’abitudine del cabeceo sia tipica dei tangueri evoluti… ma soltanto di quelli che nel tango trovano una “filosofia di vita” e non soltanto un insieme di passi, magari eseguiti in modo impeccabile… ma… ai quali manca un contorno a mio avviso essenziale… nel tango!

  9. dctango dctango ha detto:

    Ieri ho ballato a Milano e 2 cabeceos mi sono riusciti. Pochi per una serata. Sarà che ho ballato spesso con amiche con cui mi ero dato appuntamento, sarà che tutto quello che dici sulla distrazione delle mujeres è anche vero, tant’é che anch’io sono poco soddisfatto delle nostre usanze e mi piacerebbe invitare come si fa in Argentina.
    Credo che questo serva a evitare tanti equivoci. Intanto se una non ti mira vuol dire che non ha voglia di ballare con te e questo già ci solleva dal rischio di fare qualche brutta figura quando si va ad invitarle. Poi delega alla donna in un certo senso la scelta e perchè no, dico io. E poi, lasciatemelo dire, ma quanto è bello capirsi con uno sguardo ?

  10. Riccardo ha detto:

    Per chi vuole ballare ed invitare solo col cabeceo y mirada esiste un posto molto bello vicino a Rovigo. Si chiama “La Milonga Portena” ed è anche molto vicino all’uscita autostradale (circa 150 mt).
    Provate a venirci se volete ritrovare la magia di BsAs !
    Esistono anche dei filmati su YouTube!

  11. dctango dctango ha detto:

    MA non trovi che farlo a “tema” sia poco naturale e quasi artefatto ? La tua opinione….

  12. dctango dctango ha detto:

    VOglio dire non c’e’ il rischio che la gente lo faccia perche’ sa di dovere farlo e non perche’ veramente lo sa fare o perche’ ne ha veramente voglia e che il tutto si traduca in una farsa ? 😉

  13. dctango dctango ha detto:

    Pardon sono un po’ rinco di prima mattina”…..doverlo fare….”

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