I Tanghi che mi piacciono: Nostalgias

PUBBLICATO IL 10 settembre 2007

Nostalgias
1936
Musica: Juan Carlos Cobian
Letra: Enrique Cadicamo

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Quiero emborrachar mi corazon
Voglio ubriacare il mio cuore
para olvidar un loco amor
per spegnere un folle amore
que mas que amor es un sufrir…
che più che amore è un soffrire… 
Y aqui vengo para eso, 
E vengo qui per questo,
a borrar antiguos besos
a cancellare antichi baci
en los besos de otras bocas.
nei baci di un’altra bocca. 
Si su amor fue flor de un dia, 
se il suo amore fu fiore di un giorno,
por que causa es siempre mia 
perchè è ferita sempre aperta
esta cruel preoccupacion ?
questo crudele affanno ?
Quiero, por los dos, mi copa alzar
Voglio per tutti e due alzare il mio bicchiere 
para olvidar mi obstinacion, 
per dimenticare la mia ostinazione,
y mas la vuelvo a recordar. 
e ancora e più la torno a ricordare.

Nostalgias
Nostalgie…
de escuchar su risa loca
di ascoltare il suo folle riso 
y sentir junto a mi boca 
e sentire vicino alla mia bocca,
como un fuego su respiracion… 
come un gioco, il suo respiro…
Angustias 
Angoscia
de sentirme abandonado
di sentirmi abbandonato 
y sentir que otro a su lado
e pensare che un altro accanto a lei 
pronto, pronto le hablara de amor… 
presto…presto le parlerà d’amor…
Hermano, 
Fratello !…
yo no quiero rebajarme
io non voglio umiliarmi,
ni pedirle ni rogarle 
ne’ chiedere nulla
ni decirle que no puedo mas vivir.
ne’ dirle che non posso più vivere. 
Desde mi triste soledad
Dalla mia triste solitudine
vere caer las rosas muertas
vedrò cadere le rose morte 
de mi juventud. 
della mia gioventù.

Gime, bandoneon, tu tango gris
Gemi, bandoneòn, il tuo tango grigio,
quizas a ti te hiera igual 
algun amor sentimental… 
Llora mi alma de fantoche
Piange la mia alma di fantoccio
sola y triste en esta noche, 
sola e triste in questa notte,
noche negra y sin estrellas. 
notte nera e senza stelle.
Si las copas traen consuelo,
Se il bicchiere consola, 
aqui estoy con mi desvelo
eccomi con il mio tormento 
para ahogarlo de una vez. 
per affogarlo una volta per tutte.
Quiero emborrachar al corazon 
Voglio ubriacare il cuore
para despues poder brindar
per poi poter brindare 
por los fracasos del amor.
ai disastri dell’amore.

Numerosi artisti hanno interpretato questo brano: Miguel Calò e Alberto Morèl, Charlo, Osvaldo Fresedo e Hector Pacheco, Francisco Lomuto e Jorge Omàr, Adriana Varela, María Graña, Rosanna Falasca, Hugo Diaz e Orquesta Tipica Fervòr de Buenos Aires.

In Italia vogliamo ricordare le versioni di Mina e Iva Zanicchi di cui segue il video…..

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Nostalgia. Il dover ripensare, il voler ripensare al passato, a diapositive di ieri che si avvicendano nei ricordi dell’imminenza. Nostalgia, come attesa di una storia che riponga ciò che di epocale c’è stato, ciò che di meschino ha fatto la tua mano, o di grandioso. Nostalgia di non poter più essere uguali a se stessi, uguali all’altro, uguali alla somma di entrambi. Che cosa rende così agghiacciante un sentimento che l’opinione comune ridimensiona, rispetto al concetto di angoscia, di dolore, di malattia? Malattia e morte, infatti, come morbose presenze che aleggiano nella mente del melanconico che rimembra, si pongono in tensione dinamica con questo doloroso ripensare la vita, in istantanee. Il sentimento della nostalgia fa emergere l’immagine della perdita di una parte di sé, destinata a non tornare: è un brano dell’Io che si stacca dalla solida corteccia che perdura negli anni; è vedere il morire di ciò che non poteva, che non doveva estinguersi. In tale condizione, l’individuo attuale si sente malato, indifeso, privato di un patrimonio ereditario di idee che soffocano nel silenzio del tempo. Nostalgia è estrazione, estrapolazione del sentimento greco, parto del genio ellenico, ancora una volta, profondissimo, nel mare che circonda Itaca. convivono, plasmando il senso originale del termine, nel destino che esso si porta dietro, in secoli di abbandono della Parola: è il “dolore del ritorno”. Ciò che cova, in cuor suo, Ulisse politropo, soltanto la sua nave senza uomini, il suo cuore diradato, la sua donna senza pace, lo possono sapere. E non si tratta della semplice afflizione per la lontananza, no. Più precisamente, è l’angoscioso dover vedere la soluzione, il terribile dubbio di riperdere la salvezza, dopo averla conquistata. Ulisse, insomma, teme il ritorno perché da un lato non sa se in patria l’aspetteranno la gloria o la rovina; dall’altro, perché sa che il male di un ulteriore distacco futuro, dopo il ricongiungimento con Penelope e Telemaco (“colui che fa cessare la guerra”), potrebbe rivelarsi fatale. Siamo dunque inermi di fronte ad un provare, ad uno sperimentare la vita del ricordo che è ancora più forte e meno corroborante dell’epidermico ‘stare male’: la nostalgia cova dentro noi nell’atto di rammentare frammenti di esistenza che si destituiscono, lune spente che un tempo brillavano, sedimenti di noi. In questo profondo, il Nostromo della coscienza potrà guidarci, condurci su lidi più sicuri, nell’estinzione di ogni ansia passata; oppure, con una certa dose di sadismo, potrà lasciare che la nave viaggi da sola, trainata dalla burrasca, in prossimità di un iceberg di lacrime e ghiaccio.

Cerchiamo di essere, sotto l’onda.

(Pubblicato il 30/6/2007 alle 18.43 nella rubrica Diario.)

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2 commenti

  1. lucy ha detto:

    nostalgia o malinconia? per me non sono la stessa cosa. nostalgia è un ripensare con senso di mancanza ad una persona, un luogo, un tempo; è un sentimento doloroso ma costruttivo: spinge a tornare, a riprendere in mano la situazione, a cercare di chiarire per riprendere il discorso dove si era interrotto e non lasciarsi mai più. la malinconia è un sentire distruttivo, un sentimento dominato dal senso di colpa, dalla frustrazione di non aver detto quello che andava detto, di non aver fatto quello che si poteva per evitare “los fracasos”; è un vivere con lo sguardo rivolto al passato che impedisce ogni sviluppo, ogni spinta verso il futuro, che impedisce la vita.
    la nostalgia è quella “dell’ora che volge al desìo…e ntenerisce il core”, la malinconia è quella che spesso precede il male oscuro, l’ottundersi dei sensi, della volontà, che porta al suicidio.
    muy triste
    lu

  2. dctango dctango ha detto:

    Sono d’accordo. La malinconia è un sentimento crepuscolare non ben strutturato, che hai dentro e spesso non ti sai spiegare perchè…..La nostalgia ha un oggetto che come dicevi può esser rappresentato da un amore perduto, una persona perduta, un tempo che non ritorna, un luogo lontano.

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