I cimiteri del tango

PUBBLICATO IL 17 settembre 2007

La città di Buenos Aires è ricca di monumenti, opere architettoniche, palazzi, giardini e tutto quanto può interessare il classico turista. Anche quelli che amano il fascino dei cimiteri.
Il più monumentale è il Cementerio de la Recoleta, risalente al 1820, una delle prime opere realizzate dall’Argentina indipendente; sorge nel cuore del Barrio Norte ed è da sempre considerato il cimitero dei potenti. Ci sono gli eroi delle guerre civili, i grandi dell’industria e dell’agricoltura, alcuni presidenti e famosi imprenditori. Fra queste personalità spicca una nota stonata: per notorietà si trova nel posto giusto, ma in pratica riposa fra i suoi nemici giurati in vita: Evita Peron. Il peregrinaggio della sua salma (con anche una breve tappa in quel di Milano) meriterebbe un articolo a parte, ma oggi mi limiterò a menzionarla.

Per la ricchezza e notorietà degli ospiti, alcuni monumenti funerari sono stati dichiarati Monumento Storico Nazionale. Bellissimi e famosi sono gli angeli che custodiscono le anime degli ospiti. Altri monumenti e cappelle versano in cattivo stato e, proprio per la facilità di accedere a ossa, arredi con simbologie esoteriche o altro, sono meta di satanisti e seguaci della massoneria.

Angeli de la Recoleta

L’altro cimitero, il Cimitero cittadino della Chacarita, è considerato quello popolare. Fu costruito nel 1871, a seguito di una grossa epidemia di febbre gialla. Sorge su 100 ettari, con tanto di strade interne numerate (ci si gira anche in macchina) e ospita al suo interno anche il cimitero tedesco e quello britannico.

Anche in questo cimitero ci sono personaggi famosi: sportivi, musicisti, attori. Benchè i suoi monumenti non siano artistici quanto quelli della Recoleta, anche questo cimitero è meta di numerosi turisti e non. Gli ospiti più illustri che richiamano pubblico da tutto il mondo sono tre; due a noi molto noti, uno un pò meno: il generale Peròn, Carlos Gardel e Madre Maria.
L’ultima è una popolarissima guaritrice che ha fondato ben tre chiese in BsAs con numerosi adepti che fanno la fila sulla sua tomba per chiedere un miracolo. Chi sia Peron non credo ci sia bisogno di dirlo; spenderei due parole su Gardel, non per presentarlo, ma per ricordare che la sua tomba è meta di tantissimi fan che visitano la statua di bronzo a misura naturale, mantenendo sempre viva la tradizione di un garofano rosso all’occhiello e una sigaretta accesa fra le dita (benchè tutti ormai sappiano che il cantatnte fumava per finta, de grupo).

Carlos Gardel en la Chacarita

Carlos Gardel fumando de grupo en la Chacarita

Ma cosa fanno i morti tutto il giorni lì da soli? “Parlano tra loro, si raccontano le loro storie. Le storie di quando erano vivi. Chè al loro tempo tutto andava diversamente, non come oggi che può accadere qualunque cosa…. Ma parlano ‘dagioadagio, chè bisogna stare in silenzio per sentirli…” (Laura Pariani)

Un caro saluto
Chiara

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