Italia – Argentina: sfida fra i mari

PUBBLICATO IL 23 ottobre 2007

Lo scontro fra Italia e Argentina, nel mondo del calcio è cosa assai nota. Ogni volta ha visto incollati allo schermo molti di noi, anche quelli che generalmente non amano seguire il calcio in Tv.
Ma oggi parliamo di un’altra sfida, che non è nemmeno una sfida vera e propria, ma un incontro. Parleremo di due delle più belle Navi scuola di questo millennio: la nostra italiana Amerigo Vespucci e l’argentina Libertad.
Si sono da poco incontrate sui nostri mari, anche in agosto a Genova e poi a La Spezia in occasione dell’82° Palio del Golfo. Le due signore sono state le più visitate e ammirate dall’immenso stuolo di visitatori che sono stati nelle cittadine liguri in quei giorni. Sia gli amanti del mare, sia gli amanti di tutte le culture del mondo e anche gli emigrati che vogliono rivedere un pezzo della loro terra, si sono messi in fila, anche per ore, per salire a bordo di questi gioielli. Infatti il Palio è da sempre occasione di scambi e di conoscenza dei popoli di tutto il mondo. Di giorno per mare e la sera nel porto a far baldoria: assaggi della cucina tipica e ogni specialità. C’è da giurare che i marinai della Libertad abbiano portato i suoni del tango nel porto spezzino, da buoni figli della capitale!

Tango sulla Libertad

La Amerigo Vespucci è la più importante nave scuola della Marina Militare Italiana. Varata nel 1931 presso i cantieri di Castellammare di Stabia, è stata battezzata in onore del navigatore italiano che diede il nome alle Americhe. Ha un equipaggio di 278 membri che sale vino a 480 quando il veliero viene impiegato come nave scuola, per gli allievi ufficiali e per il personale di supporto dell’Accademia Navale di Livorno. Il veliero italiano è un tre alberi con scafo in acciaio e misura 101 metri fuori tutto, con una superficie velica di 2824 mq. Il motto della nave dal 1978 è “Non chi comincia, ma quel che persevera”. (QUI più info sulla Vespucci)

La Libertad è una Fregata della Marina Argentina, la cui costruzione era cominciata nel 1953 nei cantieri argentini di Rio Santiago a Buenos Aires, per essere poi varata nel 1956. Nel 2004 si è fermata per restauri e nell’aprile di quest’anno, fresca fresca è tornata in mare. Per questo la sua partecipazione al Palio è stato un bell’evento. Ha una chiglia in acciaio per i suoi 103,75 metri di lunghezza col bompresso; i tre alberi sono alti dai 43 ai 50 metri circa, per una superficie velica di 2.977 metri quadrati. Può vantare tra i 274 e i 299 uomini di equipaggio ed è la più importante nave scuola della Marina Argentina; addestra cadetti e ufficiali e, per la prima volta nella storia della marineria argentina, sta formando anche ufficiali donne. Nel 2010 l’Argentina festeggerà il bicentenario della propria indipendenza e la Libertad, c’è da scommetterci, sarà una delle star delle celebrazioni (QUI il sito della Libertad).

Pare che, quando la Libertad entra in un porto, dai diffusori degli altoparlanti di bordo, escano le note della Cumparsita! Sta scritto sul loro sito, ma per me è poco più che leggenda metropolitana; però se qualcuno ne sa di più… le informazioni sono sempre ben accette!

Un caro saluto
Chiara

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2 commenti

  1. deborah deborah ha detto:

    Il motto della Amerigo Vespucci “Non chi comincia, ma quel che persevera” mi pare così calzante per il tango che non ne trovo uno migliore!
    Quante persone si sono perse nei corsi di tango, quanti iscritti ad Ottobre a quanti abbandoni durante l’inverno, quanto entusiasmo in partenza che svanisce alle prime difficoltà…
    Noi siamo quelli che hanno perseverato, non siete un pò orgogliosi?
    Deborah

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Brava Deb
    ottima osservazione, acuta come sempre!
    E come sempre dimostri una profondità di pensiero che non è da tutti! 😉
    Ed è vero ciò che dici. Quante persone (soprattutto uomini) si scoraggiano alla prima difficoltà!
    Simpaticissimo un amico mi ha detto (quando gli dicevo che per gli uomini il tango è faticoso):”ma che fatica è? Abbracci tante belle donne, ti vengono a cercare, nemmeno chiedono chissà quali performance! Fossero tutte così le fatiche!”
    🙂

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