Dal nostro inviato a BsAs … il Cafè Tortoni

PUBBLICATO IL 2 dicembre 2007

Carlos SzwarcerLo storico e giornalista Carlos Szwarcer ha letto sul nostro blog il riferimento a uno dei suoi articoli, precisamente quello in cui si parla nel post su Pirandello (QUI). Gli è piaciuto il nostro blog e l’atmosfera che si respira, così ha deciso di collaborare con noi e di inviarci, di tanto in tanto, qualche cosetta dalla sua citta: Buenos Aires

Come storico e giornalista, Carlos fa ricerca sulle diversità e le identità culturali, pubblicando numerosi articoli, in patria e all’estero. Da sempre in primo piano per il recupero e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale dei quartieri della sua città, collabora anche con l’attuale Ministerio de la cultura di Buenos Aires.

Il primo articolo che ci ha inviato, è stato esposto nel corso della mostra “Gardel y el Tortoni”, realizzata nel Museo Casa Carlos Gardel, e organizzata dalla Direzione generale dei musei, dipendente della Secretaría de Cultura del Gobierno de la Ciudad, in collaborazione con il Café Tortoni, nell’estate porteña del 2004/2005.

Il Caffè Tortoni, è uno dei luoghi mitici di BsAs che ben conserva la storia di quello che vi è “successo”, di chi ci è “stato”, e che invita a farvi visita per un tuffo nel passato. Ha preso il nome dal mitico locale parigino quando fu inaugurato nel lontano 1858 dal francese Jean Touan. Nel 1879 passò a un altro francese, Monsieur Celestino Curutchet, promotore e amante di eventi culturali, che lo tenne fino al 1925. In quegli anni gli succedettero i figli Maurizio e Pedro Alejo. Negli anni successivi il locale, situato in Avda de Mayo 829, passò di mano in mano a vari impresari e gestori; poi la nuova società “Gran Café Tortoni SRL” iniziò la sua attività il 1 novembre del 1956. E’ quella che continua fino ai giorni nostri.

Verso la fine del XIX secolo, una nuova espressione musicale si faceva strada dai sobborghi, per stabilirsi al centro della città. In concomitanza, il nuovo piano di modernizzazione urbana, nel 1894, regalò al Tortoni una più ampia entrata sulla nuova Avenida de Mayo, regalando al locale maggior visibilità. Fino ad allora infatti l’ingresso era situato nella via Rivadavia. Questo contribuì a una maggior frequentazione del locale e a una sempre più ampia accettazione e diffusione del tango.  
La canzone della città non poteva ovviamente mancare all’inaugurazione del 25 maggio del 1926; vari tanghi di Juan de Dios Filiberto e Arturo Bochatón animarono la serata. E questo non fu che l’avvio. Numerosi artisti passarono e suonarono, cantarono al Tortoni. E la cosa succede anche oggi.

Fra i mitici artisti che frequentarono il locale, un posto d’onore va lasciato a Carlos Gardel. Anche i versi del tango “Viejo Tortoni” di Héctor Negro e Eladia Blázquez (ascolta  QUI una sua bellissima versione) raccontano la storia di questo locale e ricordano Carlito: “Se me hace que escucho la voz de Carlitos, desde esta Bodega que vuelve a vivir…”.

E questa è la parte del tango che resta pulsante fra le pareti del vecchio caffè e che i numerosi visitatori possono ancora percepire frequentando le sue sale.

Ecco il testo integrale dell’articolo di Carlos Tortoni y el tango.

Grazie Carlos.
Un caro saluto
Chiara

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