Rafael Flores – "Tango senza fine-Carlos Gardel"

PUBBLICATO IL 20 dicembre 2007

 Hacemos tango, lo buscamos, lo seguimos porque ya no imaginamos la vida sin tango…(R.Flores)

Dal ventre di mia madre / venni al mondo per cantare… (Martin Fierro)

Venerdi’ 14 dicembre Rafael Flores Montenegro ha presentato al Tangoy, a Milano, il suo ultimo libro”Tango senza fine-Carlos Gardel”.

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Flores è un uomo dagli occhi neri e penetranti , un viso scolpito, dai colori “latini”. Vive a Madrid dal 1979 ( la vita non è sempre stata tenera con lui) ed è uno dei piu’ grandi cultori e studiosi di tango come fenomeno non solo musicale ma , soprattutto, culturale.

flores

Come nasce “Tango senza fine”? In realtà gli era stato richiesto un articolo su Gardel, tempo un mese.

Flores si è preso otto mesi…e ne ha fatto un libro.Questo libro è stato pubblicato in Spagna, in Germania, in Inghilterra, ora, tradotto da Monica Fumagalli, in Italia.

E’ palese la grande “simpatia” del nostro per Gardel, da come ne parla, da come lo presenta…” Il fatto è-scrive- che Gardel è ancora qui, inesorabile. Vive di vita propria e in ognuno di noi che, decenni dopo la sua morte, continuiamo ad essere suoi ammiratori, in qualsiasi paese del mondo.”

Carlos Gardel è una figura carismatica e mitica per gli argentini, come altre, ma, al contrario di altre, non vi è mai stato nei suoi confronti nessun tentativo di revisione.Oggi è vivo più che mai: è risaputo che, nel cimitero La Chacarita, tra le dita di bronzo della statua che lo rappresenta, non manca mai una sigaretta accesa…

Nella stesura del libro Rafael si è preoccupato della parte storica, ma anche della leggenda, che è ciò che gli Argentini amano maggiormente e vogliono sentirsi raccontare: dunque, nel libro, la verità storica e la leggenda si mescolano in continuazione.

Si racconta di un Gardel figlio di stiratrice, cresciuto nel quartiere dell’Abasto, ma anche di una grande influenza esercitata su di lui da cantanti d’opera internazionali, ai quali, ragazzo, consegnava le camicie stirate dalla madre.

Vagabondo per indole, si narra che la sua” fedina penale” non fosse perfetta, e pare che giovanissimo, fosse spesso ricercato, dalla madre e dalle forze dell’ordine, per i suoi allontanamenti da casa. Fin da piccolo mostrò di possedere una voce stupenda e, quasi per gioco, intonava frammenti di aria d’opera alla Caruso o alla Titta Ruffo. E per tutta la vita continuò ad imparare, a studiare canto, e a comporre, senza neppur conoscere la musica. Nel 1912 Carlos registra le prime canzoni, accompagnandosi con la chitarra, ma è nel 1917 che canta, al teatro Empire di Buenos Aires, il suo primo tango-canzone: Mi noche triste.

Scritto da Pascual Contursi su musica del tango Lita ( Samuel Castrista). “Fu un abbandono arrabalero a suggerire a Contursi i versi del tango che divenne il modello del tango-canzone” scrive Flores.

Nello stesso anno , Gardel era stato protagonista del film muto “Flor de durazno”, a quel tempo pesava ben 120 chili…si muoveva con gesti goffi ed inesperti. Successivamente ritenne indispensabile calar di peso e scese sotto i cento, per incarnare ed interpretare quel ruolo a lui così congeniale. D’altra parte “non fu un recordman, ma un godereccio…allo stesso modo, Carlos Gardel è un sorriso, il primo sorriso tra tanti ritratti austeri che in Argentina popolano le gallerie degli uomini illustri..”

E poi tutto un crescendo…

E’ sempre piu’ amato ed è il simbolo del riscatto degli immigrati. Anche perchè canta l’abbandono, l’amore, le storie “di tutti i giorni” e…utilizza il linguaggio della gente comune. “I produttori radiofonici e discografici proposero a Gardel di cantare dei tanghi in francese, in inglese e in italiano….dopo qualche difficoltoso tentativo, si rifiuto’ irrevocabilmente..” “Come posso cantare parole che non comprendo….?..C’è qualcosa dentro di me che vibra al suono di parole che mi sono famigliari…parole che ho imparato nella mia infanzia. Impossibili da tradurre..la mia lingua..è il porteño…”

Vive da star, si comporta come una star: viaggia in aereo, si sposta da un capo all’altro del mondo, viene acclamato ovunque. E il Flores affabulatore ci accompagna a fianco di questo grande, ci parla delle sue passioni, della sua voce, del suo destino, delle storie e delle leggende. Il libro è completato da un cd di 25 tanghi, i cui testi sono tradotti, appunto, dall’ottima Monica Maria Fumagalli. Il CD è stato preparato con dischi originali in vinile a 78 giri, forniti da Hamlet Peluso. Si tratta di registrazioni tra il 1927 e il 1935, anno della morte di Carlito.

RAFAEL FLORES MONTENEGRO: TANGO SENZA FINE-Carlos Gardel -Edizioni Viennepierre

Buona lettura!!
Dori

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6 commenti

  1. Chiara Chiara ha detto:

    Ciao Dori
    Grazie per questo contributo….e benvenuta in questa veste!

  2. lulamiao ha detto:

    Brava Dori, bella recensione!

  3. Dori ha detto:

    Grazie a voi della pazienza!!
    🙂

  4. Chiara Chiara ha detto:

    Certo che sto Flores pare veramente un tipo interessante …sembra Magnum P.I.!
    😉

  5. dctango dctango ha detto:

    Mo me seggo con pazienza e me lo leggo, che già me viene male !!! Scheeeerzo, brava Doriiii! Dimme pure a me qualche posticino a Milano chenonsisamai…. 😆

  6. dctango dctango ha detto:

    Me lo so letto, brava Dori !!! Speriamo il primo di una lunga serie…. neh ? 😉

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