Ancora un tango

PUBBLICATO IL 28 dicembre 2007

Il mio primo giorno di vacanza l’ho passato per metà nel letto a leggere un libro, comprato come sempre per via del titolo: Ancora un tango della genovese Fulvia Bardelli. Mentre leggi la recensione, puoi ascoltare Mi Buenos Aires querido cantato da Marga Fontana (QUI)

Se il libro Amore Tango mi era sembrato un romanzo della serie Harmony, questo è della serie Harmony Passion 🙂
La trama è piuttosto semplice: Letizia Traverso è nata a Buenos Aires e vive nella capitale con i genitori e due fratelli, tutti immigrati italiani che sognano di tornare in patria; tutti tranne lei. Il romanzo è ambientato a metà degli anni quaranta, durante il trionfo di Evita, che ovviamente è una beniamina della ragazza. E Letizia sogna di diventare come lei, di riscattarsi dalla sua miseria e diventare famosa. Grazie alla bellissima voce, perfetta per interpretare i tanghi più struggenti, e al suo splendido e florido aspetto, viene contattata, sedotta, irretita da un losco individuo, lo Zingaro, gestore di un locale-bordello dove la fa esibire di nascosto dai genitori e, approfittando della sua inesperienza le fa conoscere i piaceri della passione, a volte dolce e a volte violenta. E lei cade nella rete.

Letizia abbagliata dal successo, dalle novità “amorose”, si lascia abbindolare e decide di partire con lo Zingaro per una lunga tournè, lasciando la famiglia e il giovane innamoratino Esteban, tutto “acqua e sapone” , ma tipo interessante pure lui! 😉
La seconda parte del romanzo fa un salto temporale di sette o otto anni e ci fa ritrovare una Letizia ancora carina, ma consumata dalle disillusioni, dal fumo e dall’alcol. Lo Zingaro l’ha sfruttata in ogni senso, anche come merce di scambio per pagare i suoi debiti di gioco. La giovane italiana con la testa piena di sogni non c’è più e ci sono solo rimpianti e amarezze.
Un manager di teatro, Videla, contattato per una serie di serate, intuisce le potenzialità della voce di Letizia e apprezza il calore che quella voce, segnata dalle dolorose esperienze, può regalare a chi ascolta cantare il tango; così l’aiuta a rientrare a BsAs. Lì dopo gli ultimi episodi di dolore e sfruttamento, ….. beh! non vi racconto come va a finire la cosa, ma ovviamente il finale è il più roseo che possiate immaginare!

Insomma un libro in cui il tango fa da sottofondo musicale e la magia di BsAs è lo sfondo di una storia di passione struggente. Vi riporto un pezzetto di racconto, quello dell’audizione di Letizia, quella che la riporterà alla sua BsAs.

“Videla li condusse in sala. Sul palco era già pronto il bandoneonista che lanciò a Letizia uno sguardo carico di comprensione. <<Signorina Paloma [nome d’arte di Letizia], vi ripeto il mio invito>>, le sussurrò Videla con gentilezza. <<Cantate quello che amate di più e non preoccupatevi di nulla: ho già pensato io a tutto.>> Lei gli rivolse un sorriso riconoscente e salì tremante la scala ai bordi del palco. <<Allora signorina? Cosa devo suonare?>> Letizia rispose d’istinto: <<Mi Buenos Aires querido, per favore>>. Le prime note riempirono la sala deserta e Letizia, pur dolorante ed emozionata, iniziò a cantare a occhi chiusi e a ogni verso ripensava alla sua casa, alla calda luce dei tramonti sul mare, agli odori della sua città perduta per sempre. Senza rendersene conto le lacrime cominciarono a scorrerle sul viso e le parve persino di scorgere il volto di Esteban che guardandola le sorrideva e le sussurrava: <<Torna da me…torna da me>>.

Il pezzo terminò e ci fu un lungo silenzio. Letizia riaprì gli occhi: la luce di un potente riflettore le impediva di capire cosa stesse accadendo in platea. manuel le sfiorò una mano: << Io l’avevo detto a Don Videla. Voi il tango lo avete nel sangue, Non ho mai sentito tanto dolore e tanta passione nella voce di una donna>>, poi, abbassando la voce per farsi udire solo da lei, <<fate un favore a me e a voi, tornate in Argentina. E tornateci da sola……>>.”

Il personaggio che mi è piaciuto di più è Astor, detto il Triste, il bandoneonista del primo locale, La rosa scarlatta, un personaggio ben caratterizzato, sempre pronto per un consiglio, carico di pazienza ed esperienza; un vero amico per Letizia.
Nel complesso ho trovato il libro rilassante e adatto per la mia mezza giornata di vacanza. Carino per chi ama il genere.

Fulvia Bardelli – Ancora un tango – Sperling Paperback

Un caro saluto
Chiara

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11 commenti

  1. dctango dctango ha detto:

    Questo romanzaccio rosa l’ho letto diverso tempo fa’ e devo dire che mi era piaciuto, nonsotante lo ritenga un “romanzaccio rosa”.
    In questo romanzaccio rosa, infatti, la protagonista finisce nelle maglie di un poco di buono che la sfrutta dipingendo il trito e ritrito tema delle brave ragazze che avvicinandosi agli ambienti dello spettacolo della città finiscono in giri poco edificanti…

  2. Chiara Chiara ha detto:

    Scommetto di sapere anche quali sono state le parti del libro che ti sono piaciute di più! 😉

  3. dctango dctango ha detto:

    😉 😉 😉 Alludi forse alla deflorazione !!! 😆

  4. Chiara Chiara ha detto:

    Beh! A tutte le scene più o meno piccanti e che gli valgono l’appellativo di Harmony Passion!
    🙂
    😀
    🙂

  5. dctango dctango ha detto:

    Comunque questo racconto mi fece riflettere se fosse o meno vera la storia che tutte queste ragazze che avvicinavano il mondo del tango, nella città ricca di possibilità e al tempo stesso traviante, cadessero poi in giri di malaffare e che finissero per prostituirsi. Se ci fosse Gino direbbe: “I soliti luoghi comuni sul tango”. E forse avrebbe ragione. “Scusasse” l’ignoranza sciura Chiara, ma la storia di MAria de Buenos Aires non aveva connotazioni simili ? La povera che cerca il riscatto nella ricca città ? Nun me la ricordo più !!!

  6. Chiara Chiara ha detto:

    Io non ho visto la colpa del tango per la “perdizione” di Letizia. Mi pare la classica storia di una famiglia oppressiva che tiene troppo all’oscuro di tutto la figlia e questa, appena sente un pò di acqua di colonia, su un bel tipo però! 😉 va in bambola! Tango o meno. Tanto è vero che il tango sulla conquista dello Zingaro c’entra ben poco.
    Poi certamente cantare il tango in una bettola frequentata fino a notte fonda da marinai vogliosi….non aiuta certo… 🙂

  7. dctango dctango ha detto:

    E la Maria de Buenos Aires: otra storia ???

  8. dctango dctango ha detto:

    Una mia amica sudamericana mi racconta ogni tanto che sua mamma per indicare una di facili costumi o comunque una particolarmente sfacciata, anche nel modo di vestire, dice “guarda quella milonga”. Sicuramente nell’immaginario comune le donne che andavano a milonguear non dovevano essere viste particolarmente bene, anche se a questa cosa non saprei dare una esatta collocazione storica.

  9. dctango dctango ha detto:

    se per questo anche una mia collega di lavoro si è convinta che io frequenti luoghi poco raccomandabili (le milonghe) dove si aggitrado donne sui 50 anni perizomate, panterate e assatanate di sesso !!!

  10. Chiara Chiara ha detto:

    Beh! la Maria di BsAs per me è altra cosa. Più che un Harmony passion sembra un film di Fellini! Maria già nasce “sfigata” (un giorno che Dio era ubriaco), Letizia è di buona famiglia….. Eppoi tutto il resto della storia … è molto diversa …
    Secondo me nun ce somiglia pènniente!
    🙂

    Riguardo al termine Milonga riferito a una signora, secondo il mio dizionario di lunfardo, può anche voler dire che è falsa o semplicemente disordinata nel vestire.
    🙂

  11. dctango dctango ha detto:

    Si lo so che non ha niente a che fare col romanzo di oggi. L’unica cosa che ricordo, ma molto vagamente, è che se non sbaglio anche Maria va in città in cerca di fortuna….e il resto si è perso nei meandri della memoria.

    In questo caso la Sciura si riferiva al modo sconcio del vestire con spacchi vertiginosi e scollature pronunciate !!! 😆 Insomma, quelli che piacciono a me !!!

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