A che tango giochiamo?

PUBBLICATO IL 2 febbraio 2008

Quando ancora non c’erano la televisione o la PlayStation per riempire i pomeriggi dei più piccoli, si giocava con la corda, con la palla, coi legnetti, o meglio ancora, per strada in gruppetti di amici. Io ricordo che mi piaceva molto “il gioco della settimana“, quella con le sette caselle numerate e disegnate con un gessetto; tiravi il sasso in una e dovevi andarlo a prendere saltando su uno o due piedi pari… Sarà così che ho imparato l’equilibrio? Poi mi piaceva il salto della corda: due la facevano girare e tu ci saltavi sopra con movimenti prefissati…che mali alla milza!!! 😉

Ovviamente anche in Argentina c’erano molti di questi giochi e, ad alcuni di essi, sono stati intitolati dei tanghi: Cara o cruz, La Primera sin tocar, El Barrilete, Ta Te Ti. Il più famoso di tutti però, è diventato anche un conosciutissimo tango, che tutti balliamo spesso e che molte coppie scelgono per le loro esibizioni: Gallo ciego di A. Bardi.
(QUI la storica versione di De Caro)

Il gioco è molto antico e probabilmente corrisponde al nostro “mosca cieca” con diverse varianti. Un bambino viene bendato e messo in mezzo agli altri. Gira su se stesso due o tre volte per disiorentarsi poi deve cercare di prendere un compagno. Se lo afferra e indovina chi è, viene liberato e il preso bendato. Ovviamente quello in mezzo viene stuzzicato dai compagni, toccato, girato, preso un pò in giro, magari con una filastrocca:

Gallo Ciego, ¿qué has perdido?
Una aguja y un dedal.
¿En dónde?
En la cuesta del totoral.
Yo te los he hallado y no te los voy a entregar.

E voi a che cosa giocavate con gli amici per strada (a calcio non vale)?

🙂
Un caro saluto
Chiara

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