Nastri, cassette e valigia da 52 anni

PUBBLICATO IL 10 dicembre 2012

Felix PichernaFELIX PICHERNA, il musicalizador porteño più richiesto in Italia è TORNATO A BUENOS AIRES. Per questo pubblichiamo l’intervista uscita sul numero della Doble Hoja del Tango di marzo 2012

Felix Picherna, il musicalizador più famoso delle milonghe italiane è nato a Buenos Aires ma i suoi antenati erano italiani: «Della Calabria mi disse mia madre, mio padre morì giovane… ». Felix da più di 50 anni viaggia in tutta Europa prendendo il treno di notte con la valigia piena di cassette, di quelle con i nastri, dove sopra ci sono incise le migliori tande degli indimenticabili compositori del tango. Raggiunge le milonghe di in ogni lato dell’antico continente con l’immancabile cappello in testa e mette la musica sotto un “farolito” che lo aiuta a girare il nastro e a trovare la tanda giusta per far ballare. Immancabile il suo grido di guerra: «Falta el mejor! »

Come nasce il Felix Picerna musicalizador?

«Avevo 14 anni quando ascoltavo centinaia di brani di Carlos Gardel, ma lavoravo come telegrafista. Verso i 16-17 anni ho imparato a ballare il tango, ma dato che non ero molto portato, mi sono dedicato ad ascoltare la musica. Amavo i compositori degli anni ‘40 e degli anni ‘30, come De Caro, Canaro, Firpo, Lomuto… Dopodiché quando iniziai a lavorare avevo 23 anni: era il 1958 quando facevo il musicalizador in un club di barrio, a Buenos Aires. Da lì nacque la voglia di vivere con il tango argentino, anche se si guadagnava poco denaro».

Hai conosciuto gente famosa nella tua vita?

«Si, da piccolo nella calle Corrientes portavo il giornale a Tito Luciardo, Anibal Troilo, Carlos Di Sarli, Tita Merello, Elena Lucena. Poi quando diventai uomo conobbi i ballerini più importanti di quell’epoca come Juan Carlos Copes e Maria Nieves, erano gli anni ‘52-’53. C’era pure Gerardo Portalea che lavorava nel cimitero della Chacarita. Ma non ho scambiato molte parole con loro: avevo 20 anni ed ero interessato ad altre cose, come ad esempio le ragazze! »

Come sei arrivato in Europa?

«La prima volta mi chiamarono in Spagna, da lì cominciò il mio giro dell’Europa. Quando tornai a Buenos Aires piovvero molte telefonate per lavorare in Portogallo, Svizzera, Grecia…»

Tu hai discendenze italiane, hai conosciuto qualche parente in Calabria?

«Non ho mai chiesto niente a mia madre perché mi rattrista il fatto che mio padre sia morto, ma un giorno andrò da quelle parti per risalire alle mie origini! Ho lavorato con un calabrese: Ciccio Aiello. Che bella l’Italia, che bella la Calabria! »

Oggi si può vivere con un lavoro come il tuo?

«A 75 anni vivo perfettamente e mi posso permettere quello che non potevo fare a Buenos Aires: una buona giacca, un buon pantalone, una bella camicia e una buona cravatta…»

A Buenos Aires qual è stata la prima e l’ultima milonga dove hai lavorato?

«Il Sunderland fu la prima milonga della mia carriera e l’ultima è stata La Confiteria Ideal. Lì mi ha contattato uno spagnolo per andare a lavorare in Europa. Il primo che mi ha chiamato in Italia, fu Beppe Scozzari a Torino, lo ringrazio tutt’ora della sua ospitalità».

Come mai hai deciso di rimanere in Italia?

«L’Italia è molto simile all’Argentina, la maggior parte degli argentini sono figli di italiani, mi sento come a casa, l’Italia è il giardino d’Europa».

Credi di lasciare un tuo erede?

«Sì c’è un erede ed è un uomo relativamente giovane che non balla il tango, ma mette musica divinamente, si chiama Punto y Branca è un argentino che abita a Milano, mischia musica tradizionale con musica nuova, come solo sanno fare i veri artisti».

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10 commenti

  1. viviana ha detto:

    un caloroso abbraccio al papà della musica tanguera,,,,,,saluti da Stellina

  2. Luciano Donda ha detto:

    Felix,
    un fuerte abrazo, gracias para todos, gracias por ser lo que sos y nos vemos pronto en Baires por comer juntos un choripan con chimichurri.
    Luciano Donda

  3. Bibiana Reynoso ha detto:

    Felix Un enorme abrazo y gracias !

  4. Gianluca ha detto:

    Maestro, un abbraccio fortissimo, il ragazzo di Avellino 🙂

  5. Max Max ha detto:

    Grazie Felix per averci fatto gustare così tante belle serate. Sei un raro angelo del tango…:)

  6. Marinella Lisi ha detto:

    Caro Felix,
    sono felice che stai guarendo e questa buona notizia mi porta tanti bei pensieri legati alle serate in cui musicalizzavi qui a Roma. Quante volcadas, sacadas, boleos sono stati eseguiti mentre tu lavoravi per noi; quanti cuori si sono avvicinati, riconosciuti e poi…. amati, grazie alla bellissima musica che tu ci donavi; quante volte, noi mujeres, abbiamo cercato di “dipingere” il tango, con i nostri adornos, quanti neo-tangueri hanno affrontato per la prima volta la pista affollata, timorosi di non esser all’altezza, ma trascinati dalle note magiche dei tuoi tanghi. Ci manchi…ma siamo felici di saperti nella tua meravigliosa città! Ti auguro di trascorrere un felice Natale con i tuoi cari e di guarire completamente al più presto. Un beso, Marinella Lisi/Terreditango

  7. Gianluca Mascitti ha detto:

    Grazie Maestro,
    un saluto ed un abrazo…sognando le indimenticabili serate al salon Tanguera di Roma con la sua musica…con la sua arte!
    Gianluca

  8. Emanuela Settimi ha detto:

    Ciao, cavaliere di altri tempi e di sempre, non ci siamo mai conosciuti, ma ho apprezzato notte dopo notte, al Tanguera, le tue selezioni musicali, proposte in un modo unico e inimitabile. Ti osservavo, mentre i tuoi occhi ombreggiati dalla tesa del cappello si concentravano sulle decine di nastri, manovrati con ineguagliabile maestria da una punta di matita che andava a scovare il pezzo più bello, emozionante e carezzevole, e in cuor mio pensavo, senza dirtelo:”Grazie, Felix!”.

  9. Massimo Maselli ha detto:

    Andrò in Calabria nei prossimi giorni, la Calabria delle tue origini. Guarderò in faccia il nostro mare e respirerò profondo. Ti trasmetterò idealmente un po’ di quell’ossigeno iodato, che ti sia di sollievo e cura per i tuoi polmoni feriti. Felicità a te e pronta guarigione. Arrivederci in Italia

  10. chiara ha detto:

    Felix. un uomo. un musicalizador. un appassionato. una certezza.
    Grazie del tuo grande esempio.
    Chiara

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