Il buono, il brutto e il cattivo del tango bolognese

PUBBLICATO IL 15 settembre 2013

di Manuela Pelati

 Il buono, il brutto e il cattivo del tango bolognese copertina (448 x 600)E’ un giallo. Ma è a colori. Il libro “Un tango ancora” di Francesco Giovannini e Andrea Zanichelli è il racconto di un’indagine su un omicidio avvenuto all’uscita di una milonga. Anzi di due omicidi. Il secondo addirittura dentro la toilette del locale. Ma il commissario di Polizia che investiga sui casi si affaccia in un mondo, quello del tango, con gergo, estetica e personaggi che animano la scena delle milonghe, con l’allegria del carattere emiliano. E per chi legge, la curiosità di sapere chi è il colpevole, si mescola con le risate della “commedia” del tango.

Siamo a Bologna, dove “Il Baffo” e “Tango trotter” sono rimasti uccisi con un colpo secco in petto, inferto da un oggetto misterioso. In tutto il libro il commissario Claudio cerca l’autore dell’omicidio – che alla fine scoprirà (ma qui ovviamente non diciamo niente, per permettere di leggere il libro) – offrendo al lettore uno spaccato del mondo del tango nella sua realtà più vera, tra sincera passione ed eccessi. “I personaggi sono tutti veri” racconta Francesco Giovannini “tutti hanno il loro nome e cognome, ma sono storpiati”.

All’entrata della milonga “Don Diego della Sacada”; fedelissimo sostenitore del gestore, stilla pillole di saggezza, mentre al bar le scollature di Jennifer “seguono la gravità”, i tj Pink & Panter portano le scarpe una rosa e una nera perchè mettono alternativamente tango nuevo e tradizionale…  Il commissario si rende conto che si conoscono tutti tra di loro, come in una comunità. Ma sono conoscenze superficiali e i gruppi “Nascondono invidie, gelosie e rivalità” gli racconta la “Principessa”, assidua frequentatrice delle serate tanguere. Per continuare a investigare il commissario si immerge nel mondo del tango, conoscendo la mirada, il cabeceo, le tande e la ronda. Prende anche lezioni di ballo da un fantomatico maestro chiamato Azeta. E comincia a uscire con una poliziotta, Arianna, che va al tango da anni. Tutto serve alle indagini: deve approfondire, conoscere e individuare il colpevole.  E dopo alcuni mesi la trasformazione è fatta, è un tanguero con tanto di scarpe, camicie nere e diversi profumi. La sua vita, che prima era prevalentemente grigia, prende colore.

Frasi dialettali, pseudonimi, sogni e abbracci. Il mondo del tango sembra una rappresentazione teatrale della vita vera, solo che è più buffa, caricaturale. Incredibilmente divertente e travolgente. Un palcoscenico dove l’umanità è vera come la realtà, e la passione tocca corde viscerali. Fa sentire vivi e reali. E’ la forza della passione, appunto. Motore e benzina della vita che se presa in dosi eccessive, però, può anche uccidere.

Il buono il brutto e il cattivo del tango bolognese“La milonga è una grande famiglia” racconta Francesco Giovannini “a volte vai in milonga come al bar, per stare con gli amici e per scherzare. E’ una famiglia, nella quale ci sono buoni e cattivi…” Tu poi facendo il fotografo ha un occhio osservatore “Infatti è così, anche quando vado in giro nelle altre città. Ma devo dire che il microcosmo che raccontiamo nel libro, che è solamente Bologna città, contiene poi tutto il mondo”. Perchè Claudio ha il “braccio corto”? Perchè nel mondo del tango sono tutti pitocchi! E questo finale del libro “aperto”? È voluto. Perchè pensavo che chiunque potesse scegliere il proprio finale, nella realtà definire il buono e il cattivo è banale, scontato. Meglio lasciare la soluzione “aperta”. Il prossimo libro poi è ancora più aperto… Come si chiama? “Psicotango” è il titolo e la storia è di una psicologa che fa le indagini sui vari personaggi delle milonghe. Vogliamo sdrammatizzare questo mondo del tango, dove tutti si prendono troppo sul serio.

per info: Francesco Giovannini 348.0165921

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8 commenti

  1. Max Civili Max Civili ha detto:

    Si la milonga come famiglia in questa società troppo individualista e in cui le famiglie vere si disintegrano..ci sta!

  2. Gianluca Sgattoni ha detto:

    Conosco personalmente i due autori di questo libro e ci hanno messo tutta la loro passione per il tango nello scrivere questo giallo molto colorato. Bravi ragazzi.

  3. Greg ha detto:

    Impossibile non trattenere le risate sia perchè conosco “personalmente” tutti i personaggi ma anche per tutta la serie di situazioni e stereotipi relativi all’ambiente del tango che vengono riletti in chiave costantemente ironica. Da leggere tutto d’un soffio!

  4. Andrea ha detto:

    Che dire… grazie Manuela! Sono veramente onorato di questa splendida recensione e a maggior ragione se penso che a scriverla è stata una professionista seria e del settore!
    Sono contento che la storia e il modo scherzoso di trattare l’argomento siano stati compresi e che il libro stia incontrando tutto questo successo.
    Non avendo ancore alle spalle un editore per noi è molto importante il passaparola positivo.
    Vorrei ringraziare veramente tutti e il modo migliore per ringraziarvi sarà… l’impegno a scriverne presto un altro! 😉
    Andrea.

  5. Max Pizzirani ha detto:

    Scritto da questa coppia di “Elementi spudoratamente così m.. Ehm!… ben distribuiti?!..
    Non l’ho ancora letto ma già mi piace!..
    Non l’ho ancora comprato ma già rido!..

  6. Angela Angela ha detto:

    Bellissimo esilarante!!!!!! Lo voglio subito, ma è già in libreria?
    A quando il film, anzi, mini serie come Montalbano :))))

    Bravi!
    Angela

  7. Francesco Giovannini ha detto:

    Grazie Bellissima recensione!!!

  8. Pondry ha detto:

    Divertente, brioso, si legge tutto d’un fiato. E fa venir voglia di fiondarsi subito in una milonga! Bravi

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