Va’ dove ti porta il tango

PUBBLICATO IL 28 aprile 2014

di Angela Manetti

E io vado. Ancora. Un anno fa nell’introduzione alla mia guida (Facciamotango, ndr) avevo va dove ti porta il tangoscritto che il Tango sei anni fa mi aveva detto: “Vieni” ed io avevo accettato il suo invito carico di sensualità e promesse. Beh, non mi sono ancora stancata di seguirlo. Ho imparato, non solo a ballare, ma ancora di più a lasciarmi portare dove Lui decide. Lo lascio fare, qualcosa nel profondo mi dice che non mi deluderà e come una vera seguidora, non mi preoccupo di cosa avrà ancora in serbo per me. Gli lascio improvvisare le note che coloreranno di sorpresa la ronda degli eventi e delle opportunità. Ormai so che quando non carichi la vita di eccessive aspettative lei ti fa dei regali. E così è stato Sabato 8 Marzo a Viareggio, non avrei potuto pensare ad una festa della donna migliore di questa.

In un’atmosfera dal sapore incredibilmente argentino, il primo regalo si chiama Alfredo Helman(1). È un dono il suo entusiasmo pacato da vero mattatore che spariglia continuamente le carte della presentazione editoriale nel Salone Congressi del Principe di Piemonte di Viareggio. Alfredo racconta la sua Buenos Aires e il suo Tango con passione porteña e spiccato spirito di contraddizione, ed è un vero spasso! Come potrebbe non stare all’opposizione un ex-militante della guerriglia sud americana? È una questione di principio. Ridiamo tutti ed anche il Ministro dell’Ambasciata Argentina a Roma, Eduardo Varela (2) è travolto da tanta presenza. Ride la mia amica Manuela (3), che deve fare salti mortali per riportare la presentazione nei binari e nei temi, ma conosce bene Alfredo e l’Argentina se l’è masticata a lungo nel cuore, sa che lo spirito del Tango è libero. E così “cuce” la diplomatica presenza del Ministro con il racconto del romanzo di Simona (4), e poi i dati raccolti nella mia guida con il tema delle Donne nel Tango, i dettagli di ballo di Jorge (5) e le domande del pubblico, lasciando spazi agli attacchi guerriglieri di Alfredo che affonda nei ricordi tra dati statistici e verità assolute.

Il secondo regalo mi guarda con occhi pungenti di simpatia e mi dice stringendomi la mano: “Encantada!” Sono gli occhi vivissimi di Beba Pugliese, figlia del grande Osvaldo Pugliese, uno dei maggiori compositori e musicisti del tango. Beba, nata nel1936, è una signora minuta e aggraziata che sprizza giovanile vitalità inversamente proporzionale all’età anagrafica. In realtà è lei che ha incantato tutti suonando al piano tanghi suoi e del padre e facendo ballare quasi 400 persone in una milonga esaltata e adrenalinica da tanta presenza musicale. Uno per tutti: “Recuerdo”. Ballarlo abbracciata ad un bravo ballerino, mentre suona Beba, è un’esperienza tanguera rara e preziosa che tutti i presenti alla serata si porteranno nel cuore.

All’alba ridiamo io e Manuela sedute nei sedili posteriori dell’auto che ci porta, stremate, a letto. Alfredo e Beba, seduti davanti, parlano uno slang argentino e si raccontano di improbabili acquisti di “zapatos da tango dal tacco militar” a Buenos Aires. Beba guarda fuori e commenta come alcune strade di Viareggio sembrano Pompeya (6). Sono vivacissimi malgrado l’ora e il concerto e io mi chiedo: ma sarà l’effetto del mate?

Il caffè al mattino è “rivoluzionario”. Manuela non resiste la tentazione giornalistica di chiedere ad Alfredo, racconti sulla guerriglia sud americana e sulla militanza al seguito di Che Guevara. Dalla Bolivia mancata, alla morte scampata per almeno due volte prima dell’esilio italiano negli anni settanta. 
È questo il mio terzo regalo: ora darò finalmente un senso a tutti quei Guantanamera cantati con le chitarre da adolescente, ora che ascolto il racconto rocambolesco di un desaparecido mancato (per fortuna!) che la vita ha portato in Italia a raccontarci il Tango e la Passione.  Alla fine di questo caffè Alfredo ci offre la parola più autentica del suo lungo percorso di uomodignità. Poi scappa, ha da fare, lo vogliono alla Fondazione Carnevale di Viareggio dove c’è il Ministro e bisogna svegliare Beba che alle 11,00 del mattino è riluttante ad una sveglia militarizzata dai – “Mira Beba!” di Alfredo.

Ripenso alla serata, alle parole intense dei Tango recitate dagli attori dopo la presentazione editoriale, al bellissimo concerto a quattro mani di Laura HelmanBarbara Salani che nella loro perfetta sincronia esecutiva ci ricordano che il Tango va davvero in coppia, all’entusiasta partecipazione di pubblico che man mano caricava di energia la serata e ad Elena Gardelli (7) che invece di una sembrava 5-10-15 e si moltiplicava dentro le mille necessità dell’organizzazione. Penso a questo Tango che mi porta in giro per l’Italia a conoscerlo e farlo conoscere e mi rilancia il sasso di un calendario di incontri decidendo lui dove, come, con chi.  Tra poco il 27 Marzo ancora Roma e poi il 10 Maggio, Modena per la festa della Federazione Faitango e poi chissà… è Lui che porta!

Le persone citate:
(1) Alfredo Helman, argentino, scrittore di numerosi romanzi tra cui Passione di Tango
(2) Eduardo Varela, primo ministro e vice-ambasciatore dell’Ambasciata argentina a Roma
(3) Manuela Pelati, giornalista del Corriere della Sera e direttore di Tango y Gotan
(4) Simona Bertocchi, autrice del romanzo Lola Suarez
(5) Jorge Ramirez, maestro argentino di Tango della scuola Tangueando di Viareggio
(6) Pompeya, quartiere periferico di Buenos Aires, raccontato dalle parole di Homero Manzi nel celebre tango “Sur”
(7) Elena Gardelli, presidente della scuola Tangueando di Viareggio

* Angela Manetti è autrice di “Facciamotango!” la prima guida al tango argentino in Italia

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Angela Manetti

Designer grafica editoriale e pubblicitaria dell'area fiorentina, si occupa di progettazione e comunicazione su tutto il territorio nazionale da oltre venticinque anni. Balla tango da sei anni, vive e lavora a Prato. È autrice, in collaborazione con Faitango, della guida "Facciamotango! La prima guida al Tango Argentino in Italia" per l'editore Clichy di Firenze. FB: angela manetti

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