Minimaratona con qualche pecca in Monferrato

PUBBLICATO IL 3 settembre 2014

di Franco Garnero
 Un’edizione tra luci e ombre quella della minimaratona di Lu Monferrato (Alessandria) che si è tenuta sabato 23 agosto.

Lu Monferrato 01

La location è strepitosa: il monastero di Palazzo Paleologi (oggi un raffinato resort) è veramente bello e suggestivo; la qualità del cibo proposto notevole; il costo assolutamente ragionevole e la proposta musicale (Roberto Rampini e Vaghestelle i musicalizadores) di alto livello. Soprattutto il milanese Rampini, che ha gestito la più impegnativa giornata di sabato, è piaciuto molto, ma anche il casalese Vaghestelle si è dimostrato all’altezza.

 

 

Ma non sono poche le cose che non hanno funzionato.

 La prima, e di gran lunga la più importante, è la qualità del palchetto. Si è ballato dalle 17 all’1 nel cortile interno del monastero, cosa positiva perché il vento freddo che già soffiava non ha minimamente disturbato i presenti ma, trattandosi di un’antica costruzione, il cortile ha una doppia pendenza e non si è fatto molto per attenuarla. Il risultato è che per due lati si ballava in una significativa salita e per altri due in un’allegra discesa. Purtroppo anche la qualità delle assi di legno era insufficiente, a volte con scalini tra un asse l’altro, e il fondo non era per niente liscio e scivoloso.

Per ovvie e sacrosante ragioni di quiete pubblica all’1 ci si è spostati all’interno, in due sale distinte, una al piano terra, molto piccola, l’altra al primo piano, più spaziosa, ma con un pavimento a piastrelle decorate in rilievo e con delle ampie linee di fuga, per cui di nuovo non il massimo per ballare. La musica proposta nelle due sale poi era diversa (in quella piccola ha musicalizzato José, l’organizzatore) e questo non ha aiutato la continuità dell’evento.

 

Che il cibo fosse buono si è detto. Modeste però le porzioni e chi, come Oliver Twist, ne ha chiesto di più, non è stato accontentato. Soprattutto, però, si sono fatte lunghe code per ritirare i singoli piatti. Non vi erano cioè i contenitori riscaldati tipici dei buffet ma ogni singolo piatto veniva preparato al momento, con le attese che si possono immaginare. Così era garantito il controllo sulla quantità ma molti si sono spazientiti ad aspettare. I primi, poi, erano preparati a pentolate, che però, non riscaldate, a causa anche della temperatura non mite, alla fine contenevano cibo freddo e, per dei ravioli al burro, non è proprio il massimo.

 Lu Monferrato 02

Il numero dei partecipanti (sui 150 sabato, una cinquantina domenica, una trentina i maratoneti presenti in entrambe le occasioni) è stato coerente con lo spazio a disposizione e il livello dei ballerini era medio-alto (ma non mancavano i principianti), provenienti prevalentemente dal Torinese, dalla Liguria, dalla Lombardia occidentale oltre che, naturalmente, dall’Alessandrino e dall’Astigiano. Tuttavia, come accade spesso in queste circostanze, non c’è stata una grande interazione tra i diversi gruppi e (su questo torneremo in un’altra occasione) resta da capire perché ci sono persone disposte a fare chilometri per ballare poi quasi solo con chi già frequenta le solite le milonghe sotto casa.

 

L’organizzatore dell’evento è stato José Francisco Rodriguez, 29 anni, originario di Santo Domingo ma cresciuto ad Alessandria; da una decina di anni insegna tango ed è alla terza edizione della minimaratona. La prima, a Palazzo Monferrato, si è tenuta nel maggio del 2013, la seconda, stessa location, nel marzo di quest’anno. A lui va il merito della scelta di questo antico monastero e la voglia di organizzare un evento così complesso nonostante la sua giovane età. Per il futuro, però, potrebbe curare di più personalmente l’accoglienza e la conduzione della serata, visto che il numero dei presenti era comunque contenuto; il crescendo dell’evento, dato che poco è stato fatto per trattenere sino alla fine gli appassionati e che il clou (degustazione e cena) era nella prima parte. Si è anche sentita la mancanza di qualche attività socializzante come le tandas rosa, le tandas loca o altre attività analoghe esperimentate con successo in altre occasioni simili.

 

Si è iniziato alle 17. Alle 18,30 la degustazione di vini e con gli ottimi stuzzichini preparati dallo chef Domenico Sorrentino. Dalle 20,30 si è potuto cenare. All’1 ci si è spostati all’interno, dove c’era della frutta fresca (poca) servita con Nutella e grissini. Si è chiuso poco dopo le 3 sebbene il programma ufficiale parlasse delle 4. Il tutto per 27 euro. Chi non è arrivato in tempo per la degustazione ha potuto adeguatamente compensare con un calice di vino e una mezza d’acqua.

Domenica si è preso il via alle 11. Sino alle 14,30 è stato servito un ricco e diversificato brunch e ci si è salutati alle 17. Il costo di questa giornata è stato di 15 euro complessivi. Lu Monferrato 05

 

Non mi aspettavo così tanta gente – dice José – perché era ancora un periodo di vacanza e molti erano via, ma è andata bene e sono molto soddisfatto, la location poi è stupenda e tutto era ben organizzato”. Per il dislivello del pavimento assicura che è stato fatto tutto il possibile. “Il cortile – ricorda – è quello che è e metterlo di più in bolla avrebbe significato alzarlo molto da una parte, rendendo difficile l’ingresso in pista dei ballerini da quel lato e pericolosa un’eventuale caduta dal bordo, meglio quindi la pendenza”. Per la qualità del fondo poi osserva che “abbiamo preso del materiale della Pro Loco e cercarne altro avrebbe significato costi più alti da scaricare purtroppo sui partecipanti”. Nega invece che le musiche diverse proposte nelle due sale interne nella seconda parte della serata possano aver rappresentato un problema o aver spezzato il ritmo. “Succede spesso – puntualizza – e credo che vada bene così, purché il tipo di musica proposto sia omogeneo, sotto, nel piccolo, si ballava milonguero, sopra il salon”. Anche per quanto riguarda il controllo della quantità delle portate, sottolinea che “è stata fatta questa scelta per rimanere nei prezzo che ci eravamo prefissati”.

HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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