Tango alla Reggia di Venaria

PUBBLICATO IL 7 ottobre 2014

di Franco Garnero

 

Un evento straordinario in una location unica”. Non nasconde il proprio entusiasmo Alfonso Fuggetta, patron dell’Aldobaraldo, nel raccontare come è andata la notta magica di venerdì 26 settembre nel Salone di Diana della Reggia di Venaria, per l’occasione trasformato in una supermilonga.

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Credo sia andato tutto bene – aggiunge – e sottolineo il credo perché la serata l’ho vissuta molto relativamente dato che eravamo tutti impegnatissimi nella sua organizzazione”. “Da quello che mi hanno detto gli intervenuti – continua – sembra che tutti si siano divertiti, gli intervenuti hanno avuto quello che si aspettavano, cioè il poter ballare in quella splendida sala. Abbiamo permesso la realizzazione di un piccolo sogno anche se, essendo quella la prima volta che si faceva una cosa del genere in una location di quel livello, ci sono stati dei disagi, legati al fatto che non ero a casa mia”. “Nel momento in cui organizzo una cosa all’AldoBaraldo – sottolinea Alfonso – so dove mettere le mani e risolvo ogni problema, qui invece eravamo a casa d’altri e le proibizioni, i limiti imposti dall’esterno erano tanti”.
Per esempio?
La limitazione più rilevante ha riguardato il divieto assoluto di mettere delle sedie dentro il Salone e così abbiamo allestito tutti i posti a sedere sul terrazzo e nel giardino”.
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Dove faceva un freddo assassino.
Proprio così, ma questa è stata sfortuna, perché la sera prima, quando mi sono fermato sino a tardi per studiare gli ultimi dettagli, ci saranno stati almeno cinque gradi in più ma capisco che le signore vestite in modo leggero abbiano sentito freddo. Io mi ero preoccupato di avere tanti posti a sedere quanti erano i presenti, quasi 700, ma non avevo previsto una temperatura del genere. Per il futuro affronteremo questa eventualità con i funghi riscaldanti che si usano d’inverno nei locali all’aperto”.
Qualche altro rammarico?
C’era, inutile negarlo, una forte disparità tra uomini e donne, aggravata dal fatto che i ballerini single erano pochi e moltissime le coppie, che hanno ballato quasi esclusivamente tra di loro, come è comprensibile in una situazione del genere. Ho però la coscienza tranquilla perché a tutti quelli che hanno preso il biglietto ho personalmente spiegato che non sarebbe stata una serata come le altre, quando una ballerina entra in milonga, si siede e aspetta gli inviti. Quello è stato un evento eccezionale, il bello era ritrovarsi da protagonisti in una location che di solito si visita da turisti e il 99 per cento dei presenti ha capito e apprezzato”.
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E cosa invece è andato bene?
Beh, sicuramente la location è splendida, credo non sia migliorabile, in questo momento forse in Italia è migliore, non solo per il tango ma per qualunque iniziativa. Ha funzionato poi molto bene la navetta che collegava il parcheggio con il Salone, in modo che le donne con i tacchi non si sono distrutte le caviglie e quelle che sono tornate da sole alle 3 di notte sono state accompagnate sino alla loro auto. Avevamo poi un team di parrucchieri che, gratuitamente, ha curato l’acconciatura delle signore, un open bar con spumante, acqua e bibite a volontà. Molto buona anche la musica, curata da Marco Dozio e, dal vivo, dal Trio Acosta. Ho poi chiesto ai Guardiola di occuparsi dell’animazione della prima parte della serata con i loro sketch e al pianista Umberto De Marchi di accogliere gli intervenuti con dei tanghi dal vivo nella Chiesa di San Uberto, da cui si accedeva al Salone. Con lui si è esibito anche un gruppo di ballerine classiche mentre Oscar e Cecilia Gauna e Alberto e Rosanna Bosi si sono esibiti più tardi nel Salone di Diana”.
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Da dove arrivavano i 700 ballerini?
Direi che un 50 per cento era di Torino, il resto veniva da Lombardia, Veneto, Sicilia, Roma, ma anche da Francia, Svizzera e Spagna”.
Quanto costava il biglietto di ingresso?
Per chi si è mosso per tempo, e sono stati oltre 500, 40 euro, 50 per il centinaio abbondante che ha deciso in seguito. Comprese nel prezzo c’erano anche due serate all’AldoBaraldo”.
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Un bel rischio quello di avere all’Aldo tutti insieme un 500 ballerini.
Sì, ma calcolato. In realtà è andata benissimo. Sabato abbiamo aperto alla 15 e chiuso alle 3 e sono venuti sì in 500, ma scaglionati nel corso della giornata, domenica abbiamo ballato dalle 18 alle 2 e saranno venute un 300 persone, alcune anche che non si erano viste alla Reggia”.
L’anno prossimo si replica?
Quasi sicuramente no. La mia idea è di tornarci ogni due anni. È giusto lasciare spazio anche agli altri se si vogliono cimentare, a me basta la soddisfazione di essere stato il primo. Vorrei però continuare con questa idea del tango nelle residenze sabaude. È notizia di questi giorni che la Palazzina di caccia di Stupinigi è entrata nel consorzio della Venaria, il che significa che può ospitare anche iniziative commerciali e non solo istituzionali. Ecco, nel 2015 mi piacerebbe portare il tango a Stupinigi”.

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HA SCRITTO PER NOI #
Franco Garnero

Torinese, amante dei viaggi, dello sport, della vita all'aria aperta e delle buone letture, inciampa nel mondo del tango nel febbraio del 2010. Grazie a una dedizione ossessiva e monomaniacale è da tempo, per unanime giudizio, il miglior ballerino del suo pianerottolo e l'indiscusso punto di riferimento tanguero di tutto il (piccolo) condominio dove abita.

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