Carlos Di Sarli – El señor del Tango –

PUBBLICATO IL 6 gennaio 2015

Forse sono molti i nomi fondamentali che contiene la storia del Tango. Però è indubbio che quello di Carlos Di Sarli esige la sua inclusione imprescindibile dentro la più schietta e ristretta lista che si possa proporre. Pianista, compositore e direttore d’orchestra di primissima grandezza, arriva alla sua tardiva consacrazione – come altre grandi figure del tango – con un percorso artistico tanto intenso quanto rilevante. Lo stile Di Sarli, che si è mantenuto quasi immutato dai suoi inizi, intorno al 1926, fino alla fine (1958), ha dei vincoli essenziali con la prima modalità orchestrale di Osvaldo Fresedo e,  probabilmente,  non ci sarebbe stato un Di Sarli se non fosse esistito prima un Fresedo, ma solo come antecedente necessario di uno stile che, col tempo, si sarebbe convertito in un modello puro, con una propria e distinta natura.

 Di Sarli 3

Fu un pianista di talento, forse uno dei più importanti, che diresse la sua orchestra dallo strumento, con il quale dominava la sincronia e l’esecuzione del gruppo. Il suo poderoso pianismo si rivela in tutta la produzione e in particolare nei brani A la Gran Muñeca (Jesus Ventura, -Miguel Oses), Champagne Tango (Manuel Aroztegui), Comme il Faut (Eduardo Arolas). Nel suo schema orchestrale non esistevano assoli strumentali: la fila dei bandoneon cantava a momenti la melodia, ma aveva un ruolo essenzialmente ritmico e milonguero. Solo il violino si staccava in un modo estremamente delicato, in qualche assolo breve o in un controcanto. Il piano comandava in un modo suggestivo, con un accompagnamento che divenne un segnale registrato dal maestro, incatenando i ritmi dell’opera e accentuando un ritmo delicato ed elegante, particolarmente adatto alla danza.

 

Da ragazzo studia pianoforte orientato alla musica classica ma, all’età di 13 anni, gettando nello sconforto genitori e professori, inizia ad interessarsi al Tango. Nel 1919 forma la sua prima orchestra e suona in una Cafiteria della sua città natale, Bahía Blanca.  In seguito ad un incidente, al giovane Carlos  si compromette gravemente la vista. Non diventa cieco, ma dovrà portare degli occhiali neri per tutta la vita e questo gli causerà moltissime e immaginabili difficoltà. Nel 1923 con suo fratello Roque, giunge a Buenos Aires. Agli esordi è evidente l’influenza di Osvaldo Fresedo ma, quando raggiungerà la piena maturità artistica, lo stile Di Sarli  sarà inconfondibile. Nessuno come lui ha saputo coniugare la cadenza ritmica del tango con la struttura armonica. Ciò lo rende difficilmente collocabile in una delle due correnti nelle quali, per tradizione, si riconoscono i musicisti del tango: quella conservatrice e quella evoluzionista.

 

Il suo stile si afferma negli anni ’40: l’11 dicembre del 1939  torna agli studi di incisione col  marchio Victor, con i tanghi “Corazón” (di sua mano, con testo di Héctor Marcó), cantato da Roberto Rufino e “Retirao” (di Carlos Posadas). E’ la sua fase di gloria, il binomio Di Sarli-Rufino costituisce una pagina d’oro del tango: la sua registrazione di “Tristeza marina” (José Dames- Roberto Flores  e Horacio Sanguinetti) è formidabile.

 

Va ricordata l’attenzione che Di Sarli ha avuto nei confronti del canto. Molti brani da lui registrati sono stati  interpretati da cantanti famosi come Ernesto Famà, Roberto Rufino, Alberto Podestà,   Oscar Serpa, Jorge Duràn, Mario Pomar, Horacio Casares, Roberto Florio.

 

Il contributo di Di Sarli alla composizione non è  particolarmente importante, ma alcuni suoi famosi brani come Bahía Blanca, dedicato alla sua città natale e Milonguero Viejo, dedicato ad Osvaldo Fresedo, sono ancora oggi dei grandissimi successi.

 Di Sarli 8

Un suono unico quello dell’orchestra di Carlos Di Sarli, in fin dei conti inalterato nelle sue strutture musicali e nella sua intenzione espressiva lungo tutta l’attività del direttore e pianista, che ha prodotto un repertorio di irraggiungibile  eleganza e qualità, di ispirazione per molti altri musicisti, come Florindo Sassone o come, più recentemente, l’Orquesta Tipica Gente de Tango. Tuttavia, il suono di Di Sarli conserva una formula quasi magica e non eguagliata. Lo stesso Anibal Troilo, alla morte del Maestro ebbe a dire: “il cieco s’è portato il segreto nella tomba“.

  Di Sarli 2

 

 

HA SCRITTO PER NOI #
Gianni Marasco

Tanguero dal 2009, appassionato di musica da sempre, fin da subito ho cercato di approfondire la conoscenza del tango ballato e non. Mi sono così trovato ad affiancare lo studio della salida basica a quello delle grandi orchestre, dei poeti e musicisti che ne hanno fatto la storia. E’ così nata la serie “Los Astros del Tango” che nel corso di questi anni abbiamo rappresentato alla milonga "Ai due Ponti” di Siena non a scopo didattico ma con il solo obiettivo di far osservare il tango da un altro punto di vista. (F.B. Gianni Marasco) Frase preferita:"Stiamo navigando nel vasto oceano del tango. La cosa importante è conoscere le correnti che ci conducono al porto del cuore della gente”. (Osvaldo Pugliese)

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2 commenti

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