Milonguear en Paris (II)

PUBBLICATO IL 19 maggio 2015

La milonga che più ho adorato

 

Da quando comincia ad imbrunire la Tour Eiffel accende le sue luci. Mentre il cielo approfondisce la sua oscurità azzurra, lei si infiamma morbidamente di luce. Sotto, migliaia di persone di tutto il pianeta camminano guardando in su, fanno delle fotografie, ridono, si baciano, passano in bicicletta, in skate, in monopattino,  su ruote che girano a motore. Parigi ha un anima grande, vasta, di cielo aperto solcato dalle scie in volo. Tutto accade davanti ai miei occhi che ampliano lo sguardo per abbracciare questo gigantesco intreccio di scene diverse che confluiscono con l’armonia di un’orchestra diretta da un artista invisibile. C’è un sussurro di vita.

 

Scopro che Parigi è la città della luce, inoltre che per la sua bellezza notturna, per la atmosfera magica, onirica, che le conferisce la miscela di una certa inclinazione solare, di una certa apertura del cielo, di una certa polvere stellare che si mescola in tinte acquarello vivo. E all’improvviso anche io sono una pennellata brillante.

Già immersa in un sogno parigino senza ritorno, ho iniziato l’ascesa per le lunghe scalinate al di là delle fontane risplendenti, con i miei piedi di inchiostro luminoso per dipingere il pavimento della milonga che più ho adorato: La Millègalle du Trocadèro. 

 

La Millègalle du Trocadèro (milonga illegale, spontanea, fantastica) riunisce circa duecento persone che allo stile ‘Glorietero’* lasciano le loro borse nel centro e si intrecciano a ballare per ore. C’è un piccolo tavolo con sidro, vino rosso e bianco, succo di frutta e qualcosa da mangiare per chi abbia voglia di servirsi. Dalle 19 fino quasi a mezzanotte il tango è per tutti quelli che ballano, fanno delle fotografie o portano i loro occhi dai punti più lontani del pianeta e osservano il fenomeno. Tacchi alti, mezzi, scarpe basse, da ballo o da ginnastica si mischiano nel pavimento sotto il tramonto e la sera enlunada.
 

Paris Millegale sulla Senna Senna 

Ho ballato con un signore che alla fine di ogni tanghetto mi lasciava a guardare la Torre mentre diceva estendendo il suo accento francese come una gomma ‘les etoiles’ (le stelle).

 

Appena sono arrivata lassù ho domandato a un vicino di tavolo ‘parli italiano o spagnolo?’ –Si!- Mi ha risposto nella mia lingua – ‘ma aspetta che chiamo la mia fidanzata che è argentina’. Così ho conosciuto  Marie e le ho domandato chi organizza questa bella milonga che riunisce tanta gente e mi ha detto ‘chiunque abbia voglia di metter su la musica, manda un messaggio, e voilà’. Poi mi hanno detto che sono otto persone quelli che lo fanno più spesso, e la gente risponde sempre così, con la presenza e il ballo. L’energia di Marie è bellissima, anche quella del suo fidanzato e di tutti quelli che ho conosciuto qui, tutti con voglia di parlare in ogni linguaggio possibile, di ballare più di una tanda, di condividere un sorriso se le parole non ci aiutano.

Il bello è che questo senso gradevole l’ho trovato qui tutte le volte che ci sono andata.

 

La domanda di rigore dopo il saluto che precede l’abbraccio e la mia risposta con la stessa parola ‘Bonsoir’ era: di dove sei? Si vede che il mio accento non è perfetto nemmeno per dire una cosa così semplice. Uno mi ha detto: non sei l’unica argentina, te ne presento un altro. E così ho conosciuto Santiago Martino, console argentino a Parigi, un uomo molto amichevole, insegnante di tango e molto interessante, che oltre ad offrire lezioni all’UNESCO ha sviluppato progetti culturali su questa danza in ogni punto del mondo dove ha lavorato, principalmente in Cina. Due argentini che ballano tango nella sera parigina e per caso, com’è bello il tango.

La difficoltà è sorta quando ho dovuto trovare un bagno, in un posto sconosciuto e nel quale qualsiasi segno di civiltà è a 300 metri di distanza. Mi sono avventurata a domandare a qualche passante  e a qualche venditore ambulante ‘les toilettes?’ mentre muovevo i miei piedi con impazienza. La gente tardava un po’ a capire la mia domanda e mi hanno risposto in cinque lingue levando l’indice in diverse direzioni. L’ho trovato in un bar giusto in tempo. Fine della storia.

 

Violeta Celano  

 

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Glorietero: La Glorieta è una milonga all’aperto molto famosa a Buenos Aires (da non perdere).

 

 

HA SCRITTO PER NOI #
Violeta Celano

Violeta Celano Donna in viaggio, sia fuori che dentro. Argentina, raccontattrice di storie proprie e d'altrui. Insegnante di Tai Chi. Ho studiato cinema e storia, ho lavorato in radio, diverse pubblicazioni culturali ed organizzazione di spettacoli. Anche ho ballato da sempre, perché ballare ti fa libero. Sono uscita dalla mia città per trovare 'il Tango fuori da Buenos Aires' ed eccomi. I miei racconti parlano per me. Saluti! Violeta.

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1 commento

  1. maria Luisa lugli ha detto:

    Mi interessa molto sapere dove ce tangoillegal a paris

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