Intervista con Oscar (‘Cacho’) Dante, Viejo Milonguero del 17 Settembre 1996 ad Amsterdam

PUBBLICATO IL 25 maggio 2015

 
Ho ritrovato una vecchia intervista del ’96 (studiavo da poco il Tango de Salón Apilado, cioè quello milonguero) con il ‘Viejo Milonguero’ (ormai sapete che uso questo ‘titolo’ come sigla per indicare chi da quanto tempo balla il tango in stile milonguero) ‘Cacho’ Dante. Qualche anno dopo fu proprio lui il mio primo ballerino con cui ho ballato a Buenos Aires nel dicembre del 2001 (durante i giorni del Corralito, un periodo con i conti in banca e il cambio valuta bloccati)…

 intervista con Cacho Dante, 1996 

<<Chiacchierando con alcuni amici durante una notte in un caffè ad Amsterdam, mi chiedevano di descrivere che cosa fosse un milonguero.

 

Effettivamente è molto difficile per me spiegarlo. Una cosa è essere un milonguero – di sentirsi tale – e un’altra, totalmente differente, è essere capace di esprimerlo in parole chiare per gli altri e dare un’idea vera di ciò che penso. Però cercherò di provarci senza urtare sentimenti altrui.

 

Un milonguero è schiavo della musica, del tempo e dello spazio. Quando balla, la musica invade il suo corpo e si traduce nei suoi passi e movimenti. Non perde mai il ritmo, la battuta. Questa unione con la musica produce la sensazione che i corpi parlino sul serio (chamuyan).

Il milonguero balla a raso suolo, la gestione dello spazio è per lui essenziale, segue la ‘ronda’, i suoi passi, giri e camminate sono direzionati sempre in avanti; non oltrepassa mai un’altra coppia; sta attento di non tagliare la strada agli altri. Ballerà le sue cose (milonguea) in qualsiasi spazio rimasto. Ballerà per se stesso e la partner e non per gli spettatori. Non si esibisce.

 

Un milonguero si distingue nel modo fine con cui usa lo spazio, tramite il suo senso del ritmo e l’intensità – o leggerezza – dei sentimenti che trasmette. Il piacere che sente, lo trasmette con eleganza al corpo della donna. Lei, in risposta, lo segue, generalmente ad occhi chiusi. Lo segue come il profumo che lui ‘indossa’, lei rimane insieme a lui in questo viaggio piacevole. Balla con lui apilada – non come una ‘collana di palle di cannone’. Apilarse non vuol dire ‘appendersi’ – questo non è sempre visibile agli altri, ma sicuramente il ballerino lo sentirà.

 

Un milonguero è inspirato dall’orchestra, dal brano o dalla donna. Lui permette sempre al suo stato emotivo di influenzare il ballo. Prima d’iniziare, prenderà la donna tra le sue braccia, ascolterà la musica, sentirà la loro respirazione, i battiti dei loro cuori e solo allora farà il primo passo.

 

Fortunatamente, ogni milonguero balla diversamente. La loro personalità, stile e ritmo (‘cadencia’) sono unici per ognuno. Esiste una grandissima varietà tra loro, con una ricca diversità di passi e esperienza danzante. Anche se a volte cedono all’ammirazione, la loro priorità è sempre la donna e il ‘sentimiento’ (sentimento – la motivazione principale per la danza). Loro sono anonimi. Qualche volta sono timidi e molto concentrati. Non ballano tanto; sono esigenti quando hanno scelto la musica e la partner. Una o due tandas ballate bene valgono la serata.

 

Un milonguero si vestirà molto bene, sarà molto attento a lucidare le sue scarpe, alla piega dei pantaloni e alla scelta del profumo. Li troverai seduti al tavolo controllando la pista e le ‘minas’ (ragazze); invitano con un movimento della testa (‘de cabeceo’) o un movimento degli occhi (‘de ojito’). D’altra parte ci sono sempre milongueras – molte e molto brave. Non hanno età. La loro postura, lo charme dei loro passi e la finezza dei loro movimenti sono d’ispirazione per gli uomini e sono capaci di farli brillare. Sono semplicemente ‘chiche bombon’ (ragazze bombon)!!!

Credo che non abbia senso dichiarare il numero uno o il migliore o dire che uno possieda un passo o che qualcuno ha rubato un passo di qualcun altro. Tutti noi impariamo dagli altri e adattiamo ciò che abbiamo imparato alla nostra personalità. Continueremo a imparare dagli altri in un processo senza fine. In tal modo arricchiremo la nostra danza, il Tango. Il Tango, come sentimento, non ha e mai avrà un proprietario.

 

Sia ballare (milonguear) sia imparare a ballare, dovrebbe essere un piacere, non un’esigenza, una competizione o un duro lavoro; di questo abbiamo già abbastanza durante la nostra vita quotidiana.

Il dovere e la responsabilità dell’insegnante non consistono nel travolgere gli studenti con la nostra sapienza, ma di essere capaci di comunicare questa con sentimento e semplicità. Dobbiamo quindi evitare di confondere le nostre capacità nel ballo o esibizione con le nostre capacità d’insegnamento. È essenziale non solo considerare il numero degli allievi che abbiamo – che sicuramente economicamente parlando è importante – ma creare un onesto equilibrio e controllare quanti dei nostri studenti stanno milongueando nelle sale da ballo. Dobbiamo essere sinceri con noi stessi se vogliamo vedere crescere il Tango.

 Cacho Dante

Vorrei esprimere la mia umile gratitudine, per essersi affidati a me, a tutti gli studenti di tutti i luoghi che ho visitato come insegnante. Anche i loro insegnanti (di qualsiasi stile e nazionalità), per la loro passione ad espandere il Tango e che non hanno permesso che mi sentissi sola ovunque sia andata, anche se non parlavo la loro lingua e non conoscevo i loro costumi. Il Tango in tutti gli angoli del mondo che ho visitato mi ha sempre fatto sentire a casa. Bailando tangos uno nunca esta sólo.>>
 
Articolo originalmente pubblicato in ‘La Cadena’/Olanda; ‘El Once’/Londra e ‘Tandoneon’/Madrid

 

 Firenze maggio 2015 © Patricia Müller

Tango de Salón Apilado dal 1995

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HA SCRITTO PER NOI #

Patricia Müller – maestra di Tango e di TJ, ricercatrice e scrittrice, coreografa. Dal 1995 studia il Tango de Salón Apilado (cioè lo stile milonguero) con Yvonne Meissner, dal 1996 presso l’A.P.D. Ki Dojo, Firenze insegna ed dal 1998 organizza esclusivamente stages con maestri Milongueros. La sua didattica è divertente, ma accurata. Organizza il TangoCaféFirenze (prima milonga tipica a Firenze con tandas y cortinas). Dal 1998 ha esibiti le sue coreografie di Tango de Salón Apilado in vari teatri ed è una ricercatrice raffinata della storia e musica tanguera (anche con un film multilingue sugli ebrei nel Tango). Inoltre è massofisioterapista, operatrice di attività motorie/CONI e autrice di libro su vari argomenti del Tao e Tango. Contatto: www.kidojo.it - tango@kidojo.it www.tangodesalon.it - www.facebook.com/patricia.muller.92317 https://www.youtube.com/user/MullerPatricia

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